19/06/2026
Trattoria del Nuovo Macello è un luogo conosciuto per interpretare (bene) la cucina tradizionale milanese.
Mentre il profumo dello zafferano del suo piatto simbolo riempie la sala da pranzo, Nuovo Macello lavora però con profondità e si colloca nella contemporaneità ristorativa italiana attraverso una serie di piatti estremamente attuali.
Nel ristorante milanese per antonomasia in cui ci si può cullare in una comfort zone fatta di mondeghili, risotti allo zafferano e cotolette di vitello (resi anch'essi contemporanei), il commensale più curioso ha l'opzione di andare alla scoperta di piatti nuovi, eleganti, bilanciati, ma non meno goduriosi dei grandi classici. Piatti da trattoria del 2026.
Da Nuovo Macello si fa ricerca, c'è tecnica, si utilizzano ingredienti selezionati dagli stessi produttori che vengono scelti dai grandi fine dining del nord Italia. Si osa, insomma, andare anche oltre l'assioma anacronistico "trattoria = cibo di una volta".
In video la mia cena di ieri, raccontata da Nicolò Castelnuovo, uno dei ragazzi di cucina, conosciuto ad aprile durante un pranzo ai tavoli di Dina.
Piatti:
Panzanella – Golosità freschissima e grassezze alleggerite da croccantezze e aromaticità vegetali
Lumache (mezza porzione) – succose, terrose e avvolte da una salsa con punte amarognole e picchi sapidi/agliati
Cappelletti – una coccola dai sapori tenui, dolci e delicati, in cui prevalgono i profumi e il gusto della mandorla
Tagliatella – ragù di straordinaria golosità, ricchezza e profondità, amplificate dall'acidità del vino rosso
Agnello – cottura bleu. Un piatto di carne in cui a catturare la mia attenzione sono stati gli equilibri aromatici dei due elementi vegetali
Meringata (mezza porzione) – polenta con mais affumicato sui tecci di Luca Ghisolfo che mi riporta inesorabilmente a "Castagne e radicchio" di Alberto Gipponi
Gelato – Stupendo. Note di torrefazione, tostatura, fondo di caffè. Persistente. Potrebbe sostituire l'espresso di fine pasto