05/05/2026
Buongiorno. Un tempo, con la bella stagione, nelle corti e davanti alle case, si vedevano le donne sedute al sole.
Si facevano quattro chiacchiere… e intanto, con le mani, si pulivano i fagiolini.
Uno ad uno. Senza fretta. Si ponevano i quei bellissimo grembiuli. Si quello che serviva a tante cose.....
Non era solo lavoro.
Era tempo condiviso.
Si scambiavano ricette.
Le più giovani si confidavano con le più anziane.
E non era raro, che nei palazzi, la Signora più matura,
venuta a sapere di fatti spiacevoli, ne parlava con il marito,
il quale con altre persone più anziane del condominio, andavano
da quel marito che non si comportava bene, e lo rimettevano sulla retta via.
La sera, poi, la famiglia si riuniva a tavola.
Un piatto di fagiolini, qualche pezzo di carne meno nobile…
e le prime patate novelle, lesse che accompagnavano i fagiolini.
Pane.
Un bicchiere di vino.
E una frutta a testa.
Niente di speciale, direbbe qualcuno oggi.
Eppure… c’era tutto.
C’era il sapore vero delle cose.
C’era il rispetto per il cibo.
C’era il tempo.
Oggi troviamo tutto già pronto.
Fagiolini già puliti.
Patate già lavate, imbustate, perfette.
Anzi nelle gastronimie oggi, si va con il cellulare,
si fa la diretta e si sceglie cosa far mangiare ai propri bambini, a pranzo e a cena.
Cibo senza amore, anonimo, acquistato a 20 euro al kg.
Ma una domanda viene da farla:
abbiamo guadagnato tempo…
o abbiamo perso qualcosa di più importante?
Un saluto,
Catello – Orto di Carmela
www.ortodicarmela.com