21/03/2026
Le masche son tornate!
Dove?..e dove se non ai piedi del Monte Musinè, a Milanere!
Quando?..sabato 21 febbraio, al falò di carnevale!
Alcuni spettatori attenti ne hanno individuato il volto tra il fumo, molti di loro sono rimasti attoniti, uno di loro ha immortalato in un click la figura enigmatica.
Guardate attentamente questo scatto.
Tra il fumo, che sale si intravede un volto dal profilo antico e dallo sguardo misterioso.
È lei!
È la masca Viaggiatrice!!!
È la masca che usa il fumo e il fuoco per spostarsi di valle in valle e portare messaggi di nuovi inizi.
La leggenda narra che nelle notti in cui il vento scende gelido dalle pareti del Monte Musinè, l’aria tra il Castelletto e il Grangiotto non sia mai del tutto buia. Se si aguzza la vista tra le ombre delle acacie e dei frassini si può scorgere un bagliore arancione che danza: non è un incendio, ma l'ombra infuocata della masca Viaggiatrice custode della terra.
Molti anni fa, quando i raccolti faticavano a crescere e il gelo minacciava di seccare ogni germoglio, masca Viaggiatrice decise che era tempo di risvegliare il sangue della terra.
Scelse per i suoi riti, una radura proprio a metà strada tra le vecchie pietre del Castelletto di Milanere e i prati del Grangiotto.
Lì, accatastò rami di frassino e ginepro, tracciando un cerchio perfetto col tallone nel fango. Con un solo soffio, sprigionò una fiammata così alta da sembrare voler toccare le stelle. Ogni scintilla che volava verso l'alto era un pensiero oscuro trasformato in luce.
Mentre il fuoco scoppiettava, masca Viaggiatrice non restava a guardare. Cominciava a ballare a piedi nudi, muovendosi con grazia intorno al rogo.
Durante il ballo, gettava nel calderone posto al limitare delle fiamme gli ingredienti della sua Pozione di Felicità:
- Rugiada di mezzanotte raccolta alla fontana della Comba ai piedi del Musinè.
- Miele di castagno dei boschi del Rocass per addolcire i cuori duri.
- Un pizzico di polvere di stelle, che lei catturava al volo sopra Pian du Mini, quando il fumo si apriva.
"Fuoco che bruci, dolore che taci; porta il raccolto e regala i baci,"
cantilenava tra un salto e l'altro.
Si racconta che all'alba, quando del fuoco restava solo un tappeto di braci, masca Viaggiatrice spariva, lasciando però un dono.
La terra diventava improvvisamente fertile come non mai, e chiunque passasse tra il Grangiotto e il Castelletto, quel mattino sentiva un calore strano nel petto, una voglia improvvisa di ridere e cantare senza motivo.
Ancora oggi, se si guarda questa foto, puoi vedere nel cuore del fuoco la sagoma di masca Viaggiatrice che danza.
Quelle scintille che volano verso l'alto sono gocce di quella pozione, sparse dal vento perché la felicità arrivi anche a chi, nel buio, abbia ancora il coraggio di vedere uno spiraglio di luce.
Leggenda a lieto fine?
Ebbene sì; da sempre, si narra che l'indole delle masche fosse malefica, ma alle masche che abitavano i boschi del Musinè questo potere era reso quasi nullo a causa dell'aura positiva che veniva a crearsi in zona quale conseguenza delle preghiere dei frati che abitavano il vicino convento sito all' interno del Castelletto.