10/08/2026
𝑬' 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝑨𝒍𝒃𝒆𝒓𝒊 𝒔𝒖𝒍 𝒎𝒂𝒓𝒆!
Il Verde nelle città, piccole o grandi che siano, è il tema "Caldo" del momento!
Dopo decenni di indifferenza e insensibilità verso e , percepiti da amministratori e cittadini,
come arredo ed ornamento urbano, vengono ora (ri)scoperti quali elementi chiave nella mitigazione dei disagi provocati dalle torride temperature degli ultimi mesi. Le frustate termiche dell'estate 2026 (in attesa di quelle ancor più intense dei prossimi anni), segnano una svolta fondamentale. Hanno innescato la presa di consapevolezza (finalmente!) per decisori pubblici (almeno una parte) e cittadini del ruolo indispensabile del in città. Non arredo, ma infrastruttura viva con un impatto
considerevole (positivo) sull'urbanistica e la qualità della vita delle persone. E’ molto probabile che questo tema verrà ora affrontato (speriamo) sui tavoli della politica nazionale e locale in maniera più decisa e strutturata.
Rimandando ad altre occasioni approfondimenti e discussioni tecniche su come avviare questi processi guardiamo ad un divertente caso di gestione/progettazione del Verde che riguarda le Coste del Cilento.
Dove lo sterile “esibizionismo vegetale” degli anni passanti mostra tutta la sua inutilità e il senso del ridicolo alla luce della situazione attuale.
Ci riferiamo alla lunga (spesso) sterminata distesa di Palme sui lungomari di quasi tutte le località balneari cilentane (ma è prassi in innumerevoli località costiere italiane). Aste più o meno alte a seconda degli anni della palma, con eleganti (è indubbio!) ciuffi di grandi foglie. E la quantità di prodotta? Pari a zero! E' esperienza che abbiamo fatto tutti, sostandoci alla base. E lo sanno bene anche i centinaia di bagnanti che transitano veloci sui lungomari scappando dal solleone per cercare rifugio nel fresco artificiale e condizionato di uno dei tanti bar rivieraschi. E le panchine con vista mare? Vuote. In attesa di essere occupate solo in serata all’arrivo di una parvenza di frescura. Migliaia di euro (o milioni di lire) spesi in passato per quale miglioramento nella vita di cittadini e turisti? Nessuno.
Le sono servite solo per creare un’interruzione del Paesaggio Costiero e per soddisfare (soprattutto)un ego di apparenza in piena estasi emulativa di coste caraibiche o tropicali, in barba a tutti i discorsi sulla valorizzazione del proprio territorio, della biodiversità mediterranea e dei suoi caratteri di unicità!
Accade però che a , probabilmente per una questione di casualità storica più che di lungimiranza progettuale, il lungomare sia abitato da alberi meno appariscenti, sempre bistrattati ma ecologicamente e paesaggisticamente molto idonei: le Tamerici!
Alberi autoctoni di piccola e media statura, praticamente resistenti a qualsiasi avversità meteo, alla salsedine o alla forza d'urto del mare di inverno. Hanno che affondano indifferentemente nella terra o nel pietrisco. E non da ultimo, sono in estate il rifugio prediletto di bagnati e cittadini. Quell’ ombra larga e leggera è forse il servizio naturale più inaspettato e conveniente che offre Pioppi, come testimoniano le foto scattate qualche giorno fa.
Ma le non si piantano sui lungomari. "Perché non sono belle!" A detta dell'amministratore di turno fulminato da improvvide visioni hawaiane. Così come non si piantano pioppi, ontani, gelsi (le varietà senza frutti), brussonezie o melie. Piante autoctone o compatibili con il nostro paesaggio mediterraneo di rapida crescita, dall'ombra generosa e resistenti all’ambiente costiero.
L’infuocata estate del 26, spingerà a ripensare finalmente ai lungomari cittadini come fasce alberate per passeggiate rigeneranti all’ombra fronte mare?
(P.S. 1 / Molte delle Tamerici di Pioppi portano i segni di passate capitozzature, gestirle e curarle con leggere potature di riordino invernale e spollonatura estiva, le renderebbe ancor più uniformi e armoniose.
(P.S. 2 / Ben inteso, queste osservazioni, non sono contro le Palme! Sono piante splendide e affascinanti. Ma è contro l’uso improprio che ne è stato fatto e che ne ha anche banalizzato il valore botanico e paesaggistico)
(di Luigi Vicinanza)