07/05/2026
Per anni ho raccolto le olive nel terreno di famiglia, quasi senza pensarci, quasi per dovere. Poi, qualcosa è cambiato… è iniziato un nuovo viaggio.
All’inizio ero, e lo sono ancora, solo un neofita, con tante domande e poche certezze. Ho studiato, ascoltato, osservato. Poi ho iniziato a mettere le mani nella terra: nuove piante messe a dimora, trattamenti, inerbimento… cure quotidiane e attenzioni che prima non conoscevo.
Oggi quegli ulivi sono tanti. Diversi tra loro: dai più vecchi ai più giovani, dai cinquanta anni fino ai più piccoli appena piantati. Diversi, sì… ma ormai tutti parte della mia storia.
Non è facile. La fatica si sente, il tempo manca, ogni scelta si impara strada facendo. Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è qualcosa di più grande: la bellezza silenziosa di vedere crescere qualcosa che senti profondamente tuo, giorno dopo giorno.
Non so cosa mi regalerà il raccolto di ottobre, ma so che ogni gesto, ogni ora passata lì, ogni goccia di sudore… ha già dato qualcosa a me.
Forse non è solo un terreno.
Forse non sono solo degli alberi.
Forse è un legame… forte, rispettoso, vivo.