14/04/2026
Hai mai visto la v***a burlina?
Ma si che l’hai vista. È una vacchetta piccola, bianca e nera, che una volta era presente in tutto il Veneto e che oggi è quasi scomparsa. Però c’è, eccome se c’è. Avevano deciso di farla sparire perché fa meno latte rispetto ad altre razze molto più produttive. E di latte, effettivamente, ne fa poco. Pochissimo. Ma è di grande qualità, soprattutto se la burlina è in alpeggio. Già perché la nostra burlina – dico “nostra” perché è l’unica razza autoctona del Veneto – sembra fatta apposta per la montagna. Piccola, agile, rustica, si fa bastare quel che c’è per dare un latte perfetto per fare il formaggio. Il Morlacco del Grappa nasce da qui, da questa testardaggine tutta veneta di tornare ogni anno lassù e di fare formaggio con quel che passa il convento.
Esattamente come tanti altri formaggi che si aggrappano saldamente alle proprie origini e al pelo di una razza di vacche destinata altrimenti all’oblio.
Ad esempio il Burlino del Tabaro di Enego, che d’estate porta la sue burline su quel belvedere che è malga Mazze superiori, dalle parti del monte C***o sull’Altopiano dei Sette Comuni. Un cacio fresco semplice e allo stesso tempo raro, al quale il latte della burlina regala un equilibro tra freschezza, sapidità e parte grassa. Morbido e persistente, legato a doppio filo con quel che mangiano gli animali e quindi alla stagionalità. Il classico formaggio da portare in tavola tutti i giorni, pensando alla piccola burlina e a quanto siamo andati vicini a vederla finire nella lista degli animali estinti.
El Tabaro
Malga Mazze Superiori Az.Agricola El Tabaro