05/07/2026
Buon compleanno Nonna Irma ❤
Oggi sarebbero stati 104. Ma anche da lassù ne dimostrerai almeno dieci in meno, proprio come quando eri qui. E anche se facevi finta di niente, si capiva benissimo che, dentro di te, ti crogiolavi nei mille complimenti di chi, sentendo la tua età, ti dava sempre molti anni di meno.
Da qualche tempo la mia cara amica d'infanzia e "compagna d'anima campagnola", Mara, scrive la newsletter "Accorgersi delle cose", che aspetto ogni settimana come un bambino aspetta Babbo Natale. Vi consiglio davvero di iscrivervi. Ho avuto il privilegio di scrivere un libro su mia nonna e ricordo bene quanto fosse difficile, a volte, trovare le parole giuste per raccontare emozioni, ricordi e tutto ciò che avevo vissuto con lei. Ecco, Mara ha un grande dono: ogni volta che racconta il suo vissuto è come se riuscisse a raccontare anche il mio, trasformandolo in una storia meravigliosa. Lo fa con una semplicità disarmante (che le invidio molto) e, puntualmente, finisco per commuovermi – per usare un eufemismo – perché nelle sue parole ritrovo lo specchio di tante cose che ho provato e che continuo a sentire ancora oggi. Per questo oggi, nel giorno del compleanno della mia nonna, e per ricordare anche la sua – che ho avuto la grande fortuna di conoscere – invece di pubblicare un estratto del mio libro, prendo in prestito un passaggio della newsletter di Mara della scorsa settimana. Non credo esistano parole più giuste per raccontare quello che sento. Che le nonne siano speciali è un dato di fatto. Quelle emiliane, forse, un po' di più. Le nostre due, ancora di più. E sono certa che sarebbero fiere dell'eredità più preziosa che ci hanno lasciato: quella custodita nel cuore delle loro nipoti.
“Lei non ha mai detto ti voglio bene - a parte che in Emilia non si dice, non esiste il ti voglio bene - ma per lei friggerti delle patatine era il modo migliore che conosceva per dirti che ci teneva a te. Apparecchiare la tavola per tutti, preparare sempre così tante cose buone da farti sentire come fosse domenica anche di lunedì… Durante la settimana i pranzi erano come se fosse domenica. Per lei era sempre festa, per lei c’era sempre un motivo per festeggiare il fatto che lei fosse mia nonna e io fossi una delle sue nipoti, festeggiare il fatto che si era vivi e che si poteva mangiare insieme attorno a una tavola, farsi compagnia, e non l’ho mai sentita sbuffare quando lo faceva, e faceva avanti e indietro dalla cucina con dei vassoi di gnocchini che io forse mi sarei fermata al primo, ma lei no, continuava e continuava fino a vederci rotolare contenti in cortile. Non era una donna da grandi discorsi, le piaceva ascoltare e ridere, fare le sue cose e far da mangiare per tutti. Le veniva bene e lo faceva con una cura e un amore che lo sentivi dal primo boccone; anche il toast leggermente bruciacchiato che mi preparava da merenda era buono anche se la crosta era nera e dentro c’era una fetta così spessa di prosciutto che bisognava masticarla per interi minuti. Ma quella merenda era un abbraccio e io lo sentivo, i bambini sono come i cani, le annusano le cose, le capiscono al volo se li prendi in giro o se gli vuoi bene veramente.”
Qui il link alla newsletter completa 👉
https://substack.com/home/post/p-203705345
Io oggi, proprio come quando ero bambina, mi abbuffo di pomodori. Vengono dalla campagna modenese e non da quella renazzese, non sono quelli dell’orto della nonna ma il loro odore e sapore li ricorda. E poi son CUORI di bue e mi sembrano perfetti per celebrare un pezzo di cuore ❤️ 🍅