Figli del sud 2

Figli del sud 2 (Figli del sud popolo sovrano 2)dal 1861 Fratelli di nessuno

'O cippo e s'antantuono. Il fuoco primordiale. Voglio farvi un ragionamento e spero lo comprendiate. Premessa.È chiaro, ...
17/01/2026

'O cippo e s'antantuono. Il fuoco primordiale.

Voglio farvi un ragionamento e spero lo comprendiate.
Premessa.
È chiaro, che così non si fa, che non va bene, che non si può giustificare nulla e che il teppismo non è mai una via. Non è lasciar correre ma provare a pensare di salvare il rito, eliminando il teppismo.

Vi chiedo di fare uno sforzo e seguirmi in un ragionamento che rimane tra noi napoletani, non lo possiamo spiegare a chi non vive in mezzo a noi. Svestiamo per un attimo la morale, il civilismo, la regola. Fate lo sforzo di buttare il cuore oltre l’ostacolo e seguitemi nella storia. Nel racconto.

Il cippo, il fucarazzo, in questo periodo dell’anno è un rito pagano che si perde nella notte dei tempi. È radice antichissima, più antica del cristianesimo e del calendario che usiamo. Esiste in forme analoghe presso popoli lontanissimi tra loro. Nei testi antichi il fuoco d’inverno è purificazione, protezione, rinnovamento, ma soprattutto è passaggio.
E notate una cosa che pochi colgono: non sono gli adulti a farlo. Sono sempre i ragazzi. Perché? Perché il cippo è un rito di passaggio: non è un gioco, è un modo in cui i giovanissimi testano se stessi, il quartiere, il gruppo, la paura, il rischio. È una forma di iniziazione urbana travestita da “marachella”. Raccogliere legna, difenderla, organizzarsi, accendere il fuoco: sono azioni primitive che servono a trasformare un “io” in un “noi”.
È archetipo sociale: sfida, rischio, territorio, competizione, forza fisica, gerarchie temporanee. I ragazzi si misurano tra loro, contro altri quartieri, ma anche contro la notte, contro il freddo, contro l’ordine degli adulti.
È così in tutto il mondo da millenni. Oggi nelle periferie di Buenos Aires lo fanno con la murga, a Marsiglia con la boxe, a Istanbul con le corse. A Napoli col fuoco.
I ragazzini per giorni e settimane cercano legna, alberi secchi, mobili abbandonati. Non è solo raccolta: è caccia. È conquista del territorio. È prova. Poi arriva la notte. E il fuoco sale, alto, grosso, che punta alle stelle. Quel fuoco è una traccia: un segnale che il popolo è ancora vivo. Che esistiamo ancora. Che i più giovani, soprattutto nelle classi popolari, non hanno perso l’antico richiamo ancestrale.
Guardateli come danzano attorno al fuoco, come gridano, come ridono. Perché festeggiano? Perché anche oggi, ancora oggi, quel patto antico non è stato spezzato. Quel rito di tremila anni non è morto. È vivo. Inutile, disordinato, selvatico — ma vivo. Ed è la vitalità ciò che i popoli non possono perdere.
Ora provate a immaginare se questa energia, oggi lasciata al banditismo, diventasse un evento. Non repressione, ma trasformazione. Ogni quartiere un cippo controllato da un presidio dei vigili del fuoco, un’ambulanza, un perimetro sicuro. I ragazzi che raccolgono gli alberelli, ma con la città che partecipa e non che si spaventa. La gente che li lascia nei punti giusti, così che rimanga la caccia, il brivido, la prova, ma senza la distruzione.
Provate a immaginare che questa usanza non venga schiacciata, ma nobilitata. Firenze da cinque secoli organizza il calcio storico: ventidue contro ventidue che si picchiano a sangue per correre dietro un pallone, e oggi è patrimonio culturale e attrattore antropologico e turistico della città. In mezza Europa i fuochi di gennaio sono festa, rito e attrattore, richiamo di curiosi.
Perché non Napoli? Perché non trasformare questa identità viscerale, primordiale e popolare in una visione? Perché non prendere ciò che oggi appare assurdo e pericoloso, e elevarlo a simbolo di continuità, di rinnovamento e di comunità? Bruciare il vecchio, fare spazio al nuovo, custodire il rito, non farlo morire.
Per me politica è questo: mediare tra le realtà, dare forma all’energia, tradurre l’istinto in comunità. La tradizione non si salva vietando: si salva trasformando.
Forza Napoli sempre.
Gigi Lista

SU BAGNOLI SILENZIO STAMPA. E NON È UN CASO.Quando Report tocca certi interessi, di solito scoppia il finimondo. Titoli,...
12/01/2026

SU BAGNOLI SILENZIO STAMPA. E NON È UN CASO.
Quando Report tocca certi interessi, di solito scoppia il finimondo. Titoli, dibattiti, editoriali indignati, talk show, post sui social.

Stavolta no. Stavolta tutto tace.
Il servizio di Report su Bagnoli è devastante: bonifiche mancate, responsabilità cancellate, un favore gigantesco al gruppo Caltagirone. Eppure, a Napoli, la grande informazione fa finta di niente. Nessuna apertura. Nessuna inchiesta. Nessuna domanda al sindaco.
Perché?
Forse non è un caso che Caltagirone sia l’editore de Il Mattino, il quotidiano più letto e influente della città. Forse non è un caso che Caltagirone Editore sia il quinto gruppo editoriale italiano.

Forse non è un caso che quando l’inchiesta riguarda chi controlla i giornali, i giornali smettono di fare il loro lavoro. Questo non è giornalismo. È autocensura. È protezione del potere.
A Bagnoli si consuma uno scandalo enorme: chi ha inquinato non paga, anzi rientra dalla finestra e guadagna. E intorno, un silenzio assordante. Un silenzio che pesa quanto il piombo.
Il problema non è solo Manfredi. Il problema è un sistema in cui politica, affari e informazione camminano insieme, lasciando fuori i cittadini.
Napoli merita la verità. Non titoli addomesticati. Non silenzi interessati. Senza verità non c’è democrazia.

Certe cose non nascono per caso.Nascono perché era tempo.Autonomia Napolitana ha mosso il suo primo passo.Un atto fondat...
08/01/2026

Certe cose non nascono per caso.
Nascono perché era tempo.

Autonomia Napolitana ha mosso il suo primo passo.
Un atto fondativo discusso, tratto dalle anime di un certo mondo, condiviso, forte.

Parole che non servono a piacere, ma a dire chi siamo
e dove abbiamo scelto di dirigerci.
Ora viene il momento dell’incontro.
Quello vero.
Giovedì 15 gennaio
🕔 Ore 18.00
📍 Chiesetta della Stella Maris
📍 Piazzetta del Grande Archivio n. 8 – Centro storico di Napoli.

Un confronto pubblico con Luigi De Magistris.
Non una passerella.
Un dialogo politico dentro un luogo simbolico,
nel cuore antico della città,
dove Napoli, qui, non è folklore ma memoria ferita ed orgoglio puro.

Parleremo di autonomia, di dignità,
di una politica antisistema che non chiede legittimazione
a chi questo sistema lo ha costruito contro di noi. Contro Napoli.
Parleremo della Malanuìta, del colonialismo interno a nostro danno,
non come rabbia sterile, ma come consapevolezza, oramai collettiva,
come popolo che ha sofferto abbastanza
e che ora vuole contare, decidere e vincere.

Questa volta c’è un’opportunità reale.
Andare insieme, senza tradire,
senza farci dividere ancora dagli inutili, dai personalissimi tossici.

Portare finalmente una vittoria al nostro mondo,
a chi non ha mai avuto rappresentanza
ma ha sempre avuto ragione.
Chi sente che questa storia lo riguarda, venga.
Chi è stanco di perdere da solo, continui a farlo. Vale la massima che se un nemico della tua gente sbaglia, non devi fermarlo ma incoraggiarlo.
Qui non si assiste.
Qui si costruisce. Insieme.
Con verità, con giustizia, con bellezza
Forza Napoli.
Sempre.

Nasce “Autonomia Napolitana”: un movimento dal basso per difendere identità, lavoro e territorioÈ stato presentato uffic...
08/01/2026

Nasce “Autonomia Napolitana”: un movimento dal basso per difendere identità, lavoro e territorio
È stato presentato ufficialmente l’atto fondativo del movimento Autonomia Napoletana, un nuovo soggetto politico che si propone di riportare al centro il popolo napoletano, la sua identità e il controllo del territorio, partendo da un metodo dichiaratamente “dal basso”. La conferenza stampa, partecipata e dai toni fortemente identitari, ha visto gli interventi di Fabrizio De Lella, Gigi (tra i promotori politici del progetto) e Massimiliano Grillo, figure provenienti da esperienze diverse ma unite da un comune denominatore: la convinzione che Napoli stia pagando il prezzo di decenni di scelte calate dall’alto, di assenza di regole giuste e di un modello centralista che ha trasformato una capitale storica in periferia.
Turismo, lavoro e regole: “Napoli lasciata crescere per caso”
Uno dei temi centrali è stato il turismo, indicato non come problema ma come risorsa nata spontaneamente dall’iniziativa dei napoletani. De Lella, con una lunga esperienza nel settore dell’accoglienza extra-alberghiera, ha ricostruito la trasformazione della città dopo il 2013, quando Napoli ha iniziato a scrollarsi di dosso un’immagine negativa costruita negli anni.
«Napoli non è cresciuta grazie alle istituzioni ma per iniziativa diretta dei cittadini». I B&B e le case vacanza vengono descritti come un vero e proprio ammortizzatore sociale, nato in un momento in cui il centro storico era fatto di appartamenti vuoti e attività in fuga. Secondo i promotori del movimento, la politica avrebbe scelto di non governare questo processo, rinunciando a regole chiare e controlli equilibrati. Una mancanza che oggi si tradurrebbe in decisioni punitive verso i piccoli operatori locali, a vantaggio di grandi gruppi e multinazionali.
Il popolo ha vinto, ora vogliono riprendersi tutto”
Nel corso degli interventi è emersa una critica dura alle recenti limitazioni sulle licenze e alle politiche commerciali cittadine. Il messaggio è chiaro: mentre ai napoletani viene impedito di aprire nuove attività, altri soggetti, spesso esterni al territorio, continuerebbero a trovare spazio. Un modello che, secondo Autonomia Napoletana, rischia di svuotare la città della sua anima, trasformandola in una vetrina senza popolo.

Un soggetto politico, non un partito
Gigi ha chiarito la natura del progetto: «Autonomia Napoletana non nasce come partito tradizionale, ma come soggetto politico popolare». L’obiettivo dichiarato è superare le gerarchie e le strutture verticali che, a loro dire, hanno tradito le istanze dei territori. Le radici del movimento affondano nelle battaglie sociali degli ultimi anni, nelle piazze, nei quartieri, nelle mobilitazioni che hanno visto cittadini, lavoratori e sindacati indipendenti difendere diritti e spazi di autonomia. Al centro della riflessione c’è una critica al centralismo dello Stato-nazione, accusato di aver indebolito non solo i territori ma lo Stato stesso, creando centri decisionali lontani e periferie senza voce. Napoli, viene ribadito, «non è una periferia», ma una città con una storia e una dignità da capitale.
Quartieri, identità e coscienza collettiva
Massimiliano Grillo ha portato l’esperienza dei Quartieri Spagnoli, simbolo di una rinascita costruita dal basso. Da area segnata per anni da criminalità e abbandono a meta turistica internazionale, grazie al lavoro dei residenti. «A Napoli, ha ricordato, il 99% delle attività è ancora in mano ai napoletani. È un’anomalia positiva che va difesa». Da qui l’idea di “marcare i territori”, non in senso conflittuale ma come risveglio di una coscienza collettiva e identitaria, contro quella che viene definita una lenta espropriazione culturale ed economica.
Lo Statuto: identità chiara e direzione unitaria
Il Documento Fondativo presentato durante l’incontro definisce con precisione la struttura e le finalità del movimento. Autonomia Napoletana si definisce anti-sistema, orientata all’emancipazione culturale, sociale ed economica dell’Area Metropolitana di Napoli, nel rispetto della sua vocazione storica e mediterranea. Elemento centrale dello Statuto è la scelta di una direzione politica unica e riconoscibile, affidata alla figura del Frontman, Portavoce e Garante della linea politica, ruolo ricoperto da Gigi Lista. Una funzione che non viene presentata come privilegio personale, ma come responsabilità di sintesi tra anime diverse ma convergenti. Il pluralismo, viene chiarito, è ammesso nei contenuti e nel dibattito interno, ma non nella linea politica pubblica, per evitare frammentazioni, conflitti interni e delegittimazioni.
Movimento e lista elettorale: due piani distinti
Lo Statuto stabilisce inoltre una netta separazione tra il movimento e la lista elettorale “Napoli Autonoma – per l’autogoverno della città”, definita come strumento tecnico e plurale, non sovraordinato né coincidente con il soggetto politico. Un’impostazione che mira a evitare trasformismi e adesioni opportunistiche, mantenendo un’identità politica coerente e riconoscibile.

Quartieri, identità e coscienza collettiva
Massimiliano Grillo ha portato l’esperienza dei Quartieri Spagnoli, simbolo di una rinascita costruita dai residenti dopo anni di marginalità. Un modello che, secondo il movimento, dimostra come il popolo napoletano sia ancora protagonista della propria economia. «A Napoli – è stato ricordato – la maggioranza delle attività è ancora in mano ai napoletani. È un patrimonio da difendere». Da qui l’idea di “marcare i territori”, intesa come risveglio della coscienza identitaria e non come chiusura.
La sfida dell’autogoverno
Autonomia Napoletana si candida così a essere una nuova voce nel panorama politico cittadino: radicata nei quartieri, critica verso il centralismo statale e orientata a riportare nei palazzi istituzionali le istanze di chi Napoli la vive e la lavora ogni giorno. Un progetto che guarda alle prossime scadenze politiche, ma che – assicurano i promotori – nasce prima di tutto come percorso di consapevolezza e autogoverno, nel segno di una parola chiave che torna più volte: autonomia.
Autonomia Napoletana si presenta dunque come una sfida ambiziosa: entrare nei palazzi senza perdere il legame con la strada, difendere turismo, lavoro e cultura senza consegnarli alla speculazione, restituire centralità a una città che per secoli è stata centro e che oggi rivendica il diritto di decidere del proprio futuro.
Un progetto che guarda alle prossime tappe politiche, ma che, assicurano i promotori, parte prima di tutto dai quartieri, dalle persone e da una parola chiave ripetuta più volte: autonomia.

08/01/2026

Tangenziale a napoli,se il comune nn prende provvedimenti con la famiglia Benetton noi scendiamo a protestare

Se il Comune di Napoli non imporrà al concessionario, la famiglia Benetton, l’eliminazione immediata dei 5 centesimi e n...
07/01/2026

Se il Comune di Napoli non imporrà al concessionario, la famiglia Benetton, l’eliminazione immediata dei 5 centesimi e non aprirà finalmente un tavolo pubblico e serio sulla fine del pedaggio che da decenni rappresenta un vero e proprio pizzo ai danni dei napoletani, versato a un gruppo che ha ampiamente ammortizzato i costi di costruzione, allora sarà inevitabile scendere in guerra in modo permanente e determinato, fino a quando la tangenziale non venga ridata nella disponibilità dei suoi reali padroni, i napoletani.

La Tangenziale di Napoli non può continuare a essere un bancomat privato sulla pelle di una città già strozzata.
Il tempo delle pazienze infinite è finito. Se non vi è chiaro vi schiariamo noi le idee.

Non è più tempo di sfoghi isterici sui social, ma di lotta civile, organizzata e consapevole, per difendere Napoli e ba***re chi continua a trattarla come una colonia.

La questione non si ferma solo al pedaggio.
Vanno affrontati con la stessa fermezza:
i disservizi continui che subiamo,
i cantieri eterni senza trasparenza,
la scarsa illuminazione, che incide sulla sicurezza,
e il fatto che la Tangenziale non genera più occupazione come avveniva decenni fa, pur continuando a drenare risorse enormi dal territorio.

Non siamo una colonia, non più pretendiamo giustizia, verità e rispetto.

Forza Napoli. Sempre!

02/01/2026

Tangeziale di napoli, alla cortese attenzione dell' intendenza di finanza

Lunedì 5 gennaio, alle ore 17.00,si terrà la presentazione dell’Atto Fondativo di Autonomia Napolitana.Un gruppo umano p...
01/01/2026

Lunedì 5 gennaio, alle ore 17.00,
si terrà la presentazione dell’Atto Fondativo di Autonomia Napolitana.
Un gruppo umano prende forma.
Uomini e donne, sogni e aspirazioni, visioni e radici.
Ma soprattutto impegno, responsabilità, scelta di campo.
Per la nostra terra.
Per le nostre idee.
Per Napoli.
Non aggiungiamo altro.
Chi è curioso venga ad ascoltare.
Chi sente il richiamo venga a proporre.
Chi è pronto inizi il cammino con noi.
📍 Via Duomo – Pizzeria Imperatore
📍 Sala dei Presepi
📅 Lunedì 5 gennaio
🕔 Ore 17.00
Non un semplice incontro.
Un appuntamento con la Storia.
La nostra storia.
Forza Napoli.
Sempre.

Vai Ciro

NAPOLI “SOLO DA MANGIARE”?UNA FAVOLA COMODA PER CHI VUOLE MISTIFICARE I NUMERI".Da anni gira la stessa storiella tossica...
30/12/2025

NAPOLI “SOLO DA MANGIARE”?
UNA FAVOLA COMODA PER CHI VUOLE MISTIFICARE I NUMERI".

Da anni gira la stessa storiella tossica:
“A Napoli si viene per mangiare, non per la cultura.”

È falsa. Ed è smentita dai dati ufficiali, non dalle opinioni.
📊 Nel 2024 i musei e i siti culturali italiani hanno superato i 60,8 milioni di ingressi.
È il record storico del turismo culturale italiano. Indovinate?

(Napoli è dentro questo trend, non ai margini.) Seguite i numeri:

🏛️ Numeri per l'appunto, non folklore, NON P***E DEI GIORNALI PREZZOLATI:

– Museo Archeologico Nazionale di Napoli: oltre 530.000 visitatori
– Palazzo Reale: circa 435.000 ingressi
– Castel Sant’Elmo: quasi 390.000 visitatori
– Capodimonte: centinaia di migliaia ogni anno
– Ercolano e Pompei: tra i siti archeologici più visitati d’Europa
Altro che “si mangia e basta”.

📈 La Campania è tra le prime regioni italiane per visitatori medi per museo.

📍 Napoli concentra oltre l’80% dei visitatori culturali regionali.

Quasi metà dei visitatori è straniera.
Se davvero Napoli fosse solo una food destination: – i musei sarebbero vuoti

– i siti storici marginali
– il turismo culturale residuale
E invece crescono tutti.

💣 La verità è un’altra
La narrazione del “solo cibo” serve a: – ridurre Napoli a cartolina folkloristica,
a sputtanare il suo spontaneismo commerciale
– negarle il ruolo di grande città culturale europea
– giustificare il disinvestimento su musei, mobilità, programmazione
– trasformare un problema di gestione urbana in colpa dei turisti.

👉 A Napoli si mangia. Vero.
Ma si studia, si visita, si attraversa la storia. E voi vi fate manipolare, ingannare e portare a spasso dai media.

E i numeri lo dimostrano.
Il resto è malizia culturale travestita da analisi, è malafede, è manipolazione della verità.

Forza Napoli, sempre!

🎉 *Buon compleanno, Napoli!* 🎉Oggi celebriamo non solo una città, ma un’anima. Un luogo dove il sole bacia il mare, dove...
21/12/2025

🎉 *Buon compleanno, Napoli!* 🎉
Oggi celebriamo non solo una città, ma un’anima. Un luogo dove il sole bacia il mare, dove ogni vicolo racconta una storia, dove la musica, il cibo e l’amore per la vita si intrecciano in un’armonia unica.
Napoli è bellezza che resiste, cuore che batte forte, voce che canta anche nelle difficoltà.
Che tu possa continuare a incantare il mondo con la tua luce, la tua cultura e il tuo spirito indomito.
*Auguri, Partenope!* 💙🌊🍕

Indirizzo

Naples
80145

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