28/10/2025
Una cosa che amo da sempre è la tradizione.
La tradizione è qualcosa che lascia un legame nel tempo ricordi indissolubili nella mente..
La tradizione di un profumo un'aroma che inspiegabilmente ti riporta alla mente persone, luoghi ed immense emozioni..
Ed è per questo che cerco ogni anno di rispettare alcune tradizioni.
Perché si aspetta proprio questo giorno per mangiare lui il mitico torrone dei morti..
Riportiamo le tradizioni sulle nostre tavole, e rispettiamo l'attesa di dover assaporarne il gusto solo quando arriva il suo tempo.
Ed ora beccatevi la storia 😍😍😍
Le leggende napoletane hanno spesso a che fare con la morte. La morte, nel folklore della Campania, non è vista come qualcosa di estraneo o mostruoso: accettata come parte conclusiva della vita, non viene rinnegata e non si popola di mostri. Napoli pullula di fantasmi ed è posta accanto alla bocca dell’inferno – qui la morte è di casa e trattata come fosse una parente o una macabra amica.
Sono molte le tradizioni religiose, leggendarie ed esoteriche che identificano, nel periodo che va dal 31 Ottobre al 2 Novembre, un periodo speciale, magico, durante il quale il velo tra il mondo dei vivi e dei morti diventa più sottile: Napoli abbraccia questa credenza.
Le tradizioni che credono che in queste date possa verificarsi un qualche contatto tra i morti ed i vivi sono diverse, lontane e disparate; per esempio, i celti chiamavano questo periodo Samhain (noto anche come “Capodanno celtico”), in Irlanda Fleadh nan Mairbh, e i cristiani sovrapposero, cercando così di sostituirle, la festa di Ognissanti e dei Morti a queste festività perché non riuscivano ad eliminare l’usanza della popolazione di rendere omaggio a queste festività pagane.
Un ponte tra i vivi ed i morti
Tutte queste tradizioni hanno in comune l’usanza di lasciare in tavola del cibo per i morti. Si crede infatti che nel periodo magico di cui stiamo parlando i morti possano attraversare più facilmente il velo tra i mondi e palesarsi ai parenti, agli amici ed agli amori che hanno lasciato nel regno dei vivi.
Per dar loro la forza di manifestarsi è necessario però lasciar loro un’offerta. A seconda del luogo e della regione, l’omaggio è diverso – in Campania il dolce prediletto dai nostri cari estinti è questo morbido torrone, forse per via della forma che ricorda un po’ quella delle tombe dove riposano i loro resti mortali; tuttavia in alcuni comuni vesuviani non disdegnano pane, olio e limone (che viene preparato e servito per loro, secondo la tradizione, nella stanza più bella della casa).
Il dolce sarebbe dunque un ponte tra i vivi ed i morti, un’offerta votiva ai defunti per far sì che, almeno per una notte, possano tornare a camminare in mezzo a noi o almeno nei nostri sogni. Ma non solo: a Castellammare di Stabia è inteso anche come segno di buon augurio. Secondo l’usanza, ogni fidanzato dovrebbe regalare alla propria amata un torrone su cui è stato scritto con la glassa il suo nome una settimana prima del 2 Novembre, per augurarle lunga vita e prosperità.