22/05/2026
Il miglior albergo di Roma.
La finirei qui, perché dopo tutti sti palazzoni fatti con lo stampino aperti alle bolgie, finalmente l’avvocato Romeo ci insegna il lusso.
Non entrano tutti, i prezzi sono i più alti della città, gli Schifano appesi nella hall e le anfore Romane sotto la piscina sono raccontate da un maestro al suo tramonto… Ma un grande tramonto convince più di un’ infondata alba.
Un onore.
I pezzi d’arte costellano un albergo perfettamente pulito e disegnato in modo unico.
Le stanze ibridano storia e design in un mix d’eccellenza.
Insomma, l’avanguardia.
Il ristorante non sfigura con i suoi piatti di Hermès , bicchieri in titanio ed una cucina a vista, chirurgica.
è un talento che gioca fuori casa, ma non si sente.
Anzi importa il suo stile e la sua visione, figlia del suo maestro
Peccato per la cacio e pepe che personalmente non ho capito.
Quasi non c’entra nulla.
La materia prima è inarrivabile, le cotture delle proteine sono PERFETTE.
La sala è all’altezza, i materiali pregevoli e l’esperienza unica.
La pungenze ( del peperoncino e del rafano) sono dosate e stimolanti.
La gelée di frutti di mare è fresca e di giusta compagnia ad una generosa dose di granciporro.
Il servizio del pane è studiato per divertire e convincere con i suoi passaggi fumè ed i suoi side.
Il dolce, una goduria finalmente dolce.
Grazie.
Grazie.