Parlare di vino di montagna oggi – senza voler mettere in gara i rossi e i bianchi delle “Terre alte” con le grandi etichette di fama nazionale ed internazionale- significa essere in linea con le più attuali richieste dei consumatori, che sempre più cercano valori assoluti in termini di qualità, storia e legame con il territorio. E’ ormai opinione condivisa da esperti, enologi e studiosi che i vini di montagna oggi come oggi abbiano raggiunto un livello qualitativo di tutto rispetto, potendo vantare addirittura alcune eccellenze. Le vigne di montagna ospitano una grande varietà di produzioni esclusive, sia per l'impiego di uve autoctone, come l’Avanà della Val di Susa, che di forme di coltivazioni particolari e uniche, come i topion di Carema e del Cavanvese. I vini presentano caratteri di qualità del tutto particolari, per la ricchezza di sfumature, l'equilibrio
tra vista ed olfatto, il gusto spesso sorprendente perché tutt'altro che omologato. I produttori conservano gelosamente frammenti di terra coltivabile abbarbicati sulla roccia, fecondati dal calore che la pietra conserva quando esposta al sole, ricchi di una storia enoica che non ha nulla a che fare con il calcolo, il mercato, la convenienza.