Adrano "La Perla dell'Etna"

Adrano "La Perla dell'Etna" Adrano maestosa quanto bella. Adrano sorge a 560 m di altezza sulle falde dell'Etna, a 35 Km di Catania. Il territorio di Adrano fa parte del Parco dell'Etna.

Le radici di Adrano affondano addirittura nel Neolitico, come è testimoniato da un gran numero di reperti, e ci portano ai Siculi che nell'area del Mendolito avevano fondato uno dei centri più importanti dell'intera isola. Del resto, la città greca Adranon, sorta nel 400 a. C., trae il nome proprio dalla divinità sicula Adranos. Seguirono poi il dominio romano, quello bizantino e, successivamente,

quello saraceno. Gli Arabi, abili agricoltori e artigiani, segnarono un notevole progresso del centro, fiorente anche sotto i Normanni, i quali lasciarono proseguire ai Saraceni l'esercizio di quelle loro attività che potevano essere proficue per gli abitanti. Non altrettanto invece fecero gli Svevi, la cui persecuzione degli Arabi si rivelò rovinosa per l'economia del luogo. Ospita il Museo Archeologico Regionale, gestito dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, che ha sede presso il Castello Normanno, dove sono raccolti materiali preistorici in gran parte provenienti dal territorio etneo, che documentano l'esistenza in quest'area di numerosi villaggi preistorici. Festa del patrono San Nicolò Politi 3 agosto

04/09/2026

Dopo la condanna penale per l'ex militare arriva quella della Corte dei Conti

Bimba di 6 mesi in pericolo di vita trasportata su un volo dell’aeronautica
04/09/2026

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L'aeromobile è decollato dall'aeroporto di Catania

Accoltella ex moglie a Roma e fugge, fermato dopo 7 ore di ricerche
02/09/2026

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ROMA (ITALPRESS) - Ha accoltellato al petto l'ex moglie e l'ha accompagnata in ospedale, per poi scappare cercando di trovare rifugio sul litorale.

01/09/2026

Biancavilla, l’Arcivescovo Renna invia una lettera di scuse al Sindaco per i fatti accaduti domenica sera durante la celebrazione Eucaristica all’aperto

Dopo le polemiche dei giorni scorsi arriva il chiarimento dell’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, sull’episodio avvenuto durante la festa della Madonna dell’Elemosina. Il presule ha scritto al sindaco Antonio Bonanno per scusarsi dei modi utilizzati nel corso dell’intervento pubblico, ma allo stesso tempo ha ribadito il senso dell’atto di affidamento e la necessità di rispettare i ruoli all’interno della celebrazione. Un chiarimento che prova dunque a separare due piani: da una parte il dispiacere per i toni con i quali il sindaco è stato richiamato davanti alla comunità, dall’altra la convinzione che il richiamo sul significato dell’atto di affidamento fosse necessario. Il caso era esploso domenica sera, quando il sindaco Antonio Bonanno, invitato a pronunciare il tradizionale atto di affidamento della città alla Madonna, aveva iniziato il suo intervento, che a detta del primo cittadino però era stato già visionato e approvato dallo stesso Renna, con riferimenti alla comunità, alle sue fragilità, alle istituzioni e anche al ricordo della donna morta mentre si recava alla celebrazione. Il momento di tensione era arrivato durante i ringraziamenti, quando l’arcivescovo aveva interrotto il primo cittadino, invitandolo a rivolgersi esclusivamente alla Madonna: “Solo la preghiera. È finito il discorso”. Una scena che aveva lasciato il Sindaco incredulo per l’accaduto così come anche nei tantissimi fedeli presenti in piazza. Inoltre mons. Renna preso dal momento ha negato a tutti la benedizione papale con annessa indulgenza plenaria per poi lasciare il sagrato della chiesa stizzito. Episodio che ha avuto un’eco mediatico importante. Ora la lettera di mons. Renna con le scuse per le modalità dell’intervento ribadendo però il principio richiamato. Il punto, per l’Arcidiocesi, è infatti il significato stesso dell’atto di affidamento. Non un discorso istituzionale davanti alla Madonna, ma innanzitutto una preghiera. La città può essere pienamente presente con le sue difficoltà, le sue speranze, le sue famiglie, i suoi giovani e anche con chi ha responsabilità amministrative. Ma tutto questo, in quel momento, deve essere ricondotto al linguaggio della preghiera. È una distinzione che la Chiesa catanese aveva già affrontato nei mesi scorsi, anche in occasione della festa di Santa Barbara a Paternò. In quella circostanza l’Arcidiocesi aveva precisato che l’atto di affidamento è «innanzitutto un gesto di preghiera» e aveva richiamato la necessità di non confondere il momento devozionale con altri interventi o comunicazioni. La questione riguarda quindi anche il rapporto, delicato e antico, tra istituzioni civili e celebrazioni religiose. Nelle feste patronali questi due mondi si incontrano naturalmente: il sindaco rappresenta la comunità civile, mentre il vescovo presiede la celebrazione e ne custodisce il significato liturgico. Nessuna contrapposizione personale con il sindaco, ma la volontà di ribadire che durante la liturgia esistono ruoli e responsabilità precise. E lo stesso Arcivescovo, riconoscendo che il modo in cui il richiamo è avvenuto ha generato disagio, ha scelto di chiedere scusa. Un gesto che abbassa i toni della polemica senza cancellare il contenuto della sua posizione. Un'altra lettera è stata indirizzata al presbiterio di Biancavilla, con l'obiettivo di contribuire a smorzare le tensioni e riportare la vicenda dentro un clima di maggiore serenità anche nella comunità dei fedeli. Quella sera infatti, momenti non di certo sereni, sono stati vissuti all’interno della sacrestia, fra il capo della Chiesa catanese e i sacerdoti.
È stato il prevosto parroco della chiesa Madre, nonché Vicario Foraneo, don Agrippino Salerno, a convocare questa mattina gli altri sacerdoti e a leggere il contenuto della lettera che Mons. Renna ha loro indirizzato.
Anche in questo caso l’Arcivescovo ha chiesto perdono al clero e alla comunità tutta per avere agito in quel modo perdendo le staffe.
E alla lettera ricevuta dall’Arcivescovo, il Sindaco Antonio Bonanno ha scritto un suo pensiero sui social.
“… l'Arcivescovo Renna, con una lettera che ho letto con grande attenzione e che ho molto apprezzato, ha chiesto sinceramente "perdono" per avere perso le staffe in quel contesto liturgico. Un gesto di umiltà che testimonia quanto tenga a questa comunità e al rapporto che ci lega alla nostra Madonna dell’Elemosina. – si legge nel post- Ringrazio monsignor Renna per le sue parole, che arrivate in un momento di comprensibile tensione, possono restituire a tutti noi biancavillesi quella serenità che non dovrebbe mai mancare quando ci riuniamo in nome della nostra storia comune. Sono certo che questo episodio rafforzerà il profondo legame che unisce Biancavilla alla Madonna dell'Elemosina, senza intaccare il rispetto e l'affetto che nutriamo verso il nostro Arcivescovo. La vera forza di una comunità si misura anche nella capacità di superare insieme i momenti di difficoltà, con dialogo, ascolto e reciproca comprensione. A Maria Santissima dell’Elemosina chiedo di darmi la forza di camminare sempre a testa alta, per compiere al meglio il mio dovere nell’interesse della comunità biancavillese”.

🗞️UNA SCENA CHE LASCIA PERPLESSI🗞️Ho letto con disappunto la ricostruzione pubblicata da 📍Biancavilla Oggi📍 riguardo a q...
31/08/2026

🗞️UNA SCENA CHE LASCIA PERPLESSI🗞️

Ho letto con disappunto la ricostruzione pubblicata da
📍Biancavilla Oggi📍 riguardo a quanto accaduto durante l’atto di affidamento alla Madonna dell’Elemosina, con l’interruzione pubblica del sindaco Antonio Bonanno da parte dell’arcivescovo Luigi Renna.

Al di là delle ragioni che possono aver determinato quella reazione e che naturalmente andrebbero conosciute e comprese fino in fondo credo che ci siano dei ruoli istituzionali che meritano rispetto, soprattutto quando ci si trova davanti a una piazza gremita di cittadini e fedeli.

Il sindaco, con la fascia tricolore, rappresenta la massima autorità istituzionale del Comune e, in quel momento, non rappresentava semplicemente se stesso, ma l’intera comunità biancavillese.

Se il suo intervento non era conforme alle modalità previste dalla celebrazione religiosa, sarebbe stato certamente possibile intervenire con discrezione oppure, successivamente, chiedere chiarimenti in un'altra sede, evitando che un richiamo così duro avvenisse pubblicamente davanti ai cittadini.

Allo stesso modo, il ruolo dell’arcivescovo e quello della Chiesa meritano il massimo rispetto. Ma proprio perché parliamo di due importanti istituzioni, il rispetto deve essere reciproco, anche quando possono esserci incomprensioni, divergenze o comportamenti ritenuti non appropriati.

Una celebrazione religiosa dovrebbe essere soprattutto un momento di fede, di preghiera e di unione della comunità. Vedere trasformare un momento solenne in una scena di tensione davanti a centinaia di persone lascia inevitabilmente amareggiati.

Non è una questione di essere dalla parte del sindaco o dalla parte del vescovo. È una questione di stile istituzionale, rispetto dei ruoli e buon senso.

Le eventuali osservazioni si possono fare. I chiarimenti si possono chiedere. Anche con fermezza.

Ma davanti alla comunità, soprattutto in un momento di preghiera, sarebbe auspicabile che prevalessero sempre la misura, la dignità e il rispetto reciproco.

31/08/2026
Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba: condizioni definite gravi dopo un maloreL’ex deputato del Movimento 5 Stelle s...
29/08/2026

Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba: condizioni definite gravi dopo un malore

L’ex deputato del Movimento 5 Stelle si trovava sull’isola per realizzare una serie di reportage. Ha accusato un forte mal di testa ed è stato ricoverato nella serata di venerdì. Il ministro Tajani: «In contatto con l’Ambasciata italiana»

CUBA – 29 agosto 2026 – Ore di apprensione per Alessandro Di Battista, 48 anni, ex deputato del Movimento 5 Stelle e attualmente vicepresidente dell’associazione Schierarsi, ricoverato in un ospedale cubano dopo un malore.

Secondo quanto riferito da diverse fonti giornalistiche e successivamente confermato da fonti istituzionali, Di Battista ha accusato un forte mal di testa e, nella serata di venerdì 28 agosto, è stato accompagnato in ospedale.

Le prime informazioni hanno parlato di condizioni «gravi», circostanza riportata da fonti informate e dalle principali agenzie e testate italiane. Al momento, tuttavia, non sono stati diffusi ufficialmente dettagli sufficienti per stabilire la natura del malore o formulare una diagnosi. Ogni ulteriore ricostruzione sulle cause delle sue condizioni sarebbe pertanto prematura.

Ricoverato a Santa Clara

Un primo lancio dell’agenzia ANSA aveva indicato L’Avana come luogo del ricovero. Successivamente è stato chiarito che Di Battista si trova in realtà in un ospedale di Santa Clara, città situata a circa 300 chilometri da L’Avana.

La precisazione è arrivata anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nelle prime ore aveva parlato di un ricovero nella capitale cubana, correggendo successivamente l'informazione.

Tajani ha fatto sapere di essere in contatto con l'Ambasciata italiana a Cuba per seguire da vicino la situazione e verificare le condizioni dell’ex parlamentare.

Il ministro ha inoltre assicurato che il Ministero degli Esteri è pronto a garantire a Di Battista e ai suoi familiari tutta l'assistenza necessaria.

Era a Cuba per un reportage

Alessandro Di Battista non si trovava a Cuba per una vacanza. Secondo quanto riferito da Peter Gomez, direttore de Il Fatto Quotidiano, l’ex parlamentare era sull’isola per motivi professionali.

Dopo l’esperienza parlamentare, Di Battista ha infatti proseguito la propria attività nel giornalismo, realizzando reportage e inchieste internazionali.

In questa occasione si trovava a Cuba per realizzare una serie di reportage per Il Fatto Quotidiano e TvLoft, nell’ambito del progetto intitolato «La polvere del mondo».

L’apprensione del Movimento 5 Stelle

La notizia del ricovero ha provocato immediate reazioni nel mondo politico.

Il Movimento 5 Stelle ha espresso pubblicamente la propria preoccupazione attraverso una nota, manifestando vicinanza a Di Battista e ai suoi familiari e auspicando di poter ricevere presto aggiornamenti positivi sulle sue condizioni.

Massimo riserbo sulle condizioni cliniche

Al momento permane il massimo riserbo sulle condizioni di salute dell’ex parlamentare.

Le informazioni disponibili consentono di affermare che Di Battista ha avuto un malore, preceduto da un forte mal di testa, ed è stato ricoverato in ospedale a Santa Clara. Le sue condizioni sono state definite gravi da fonti informate, ma non risultano al momento comunicazioni ufficiali che consentano di specificare diagnosi, prognosi o eventuali patologie.

Per questo motivo è fondamentale distinguere i fatti accertati dalle indiscrezioni ed evitare di attribuire al malore cause che non sono state ufficialmente comunicate.

La situazione resta dunque in aggiornamento. Le prossime ore potrebbero fornire elementi più precisi sulle condizioni dell’ex deputato e sull’evoluzione del suo quadro clinico.

La redazione continuerà a seguire la vicenda esclusivamente sulla base di comunicazioni ufficiali e fonti giornalistiche attendibili.

Aggiornamento: 29 agosto 2026.

29/08/2026

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🤔QUANDO IL SOCIAL DIVENTA UN MONOLOGOC'è una nuova forma di comunicazione sui social che, a guardarla con un po' di iron...
29/08/2026

🤔QUANDO IL SOCIAL DIVENTA UN MONOLOGO

C'è una nuova forma di comunicazione sui social che, a guardarla con un po' di ironia, merita sicuramente una riflessione.
Si pubblica un post, si limitano o si disattivano i commenti degli altri utenti e, subito dopo, si interviene nuovamente sotto il proprio stesso post per aggiungere precisazioni, considerazioni, risposte e ulteriori riflessioni.
Il risultato?
Una conversazione nella quale l'autore del post è contemporaneamente autore, interlocutore, commentatore e… spesso anche ultimo replicante.
Naturalmente, sia chiaro: ognuno è libero di gestire i propri profili social come ritiene più opportuno, nei limiti delle regole delle piattaforme. Nessuno pretende che ogni pagina debba necessariamente diventare un'arena di discussione.
Ma quando si parla di politica, amministrazione pubblica e rapporto con i cittadini, il tema del confronto assume un significato diverso.
Un amministratore può ricevere complimenti, critiche, domande, osservazioni e anche opinioni completamente contrarie alle proprie. È parte integrante della comunicazione pubblica.
Il consenso è piacevole, ma il confronto è molto più utile.
Perché una pagina nella quale possono comparire soltanto le opinioni dell'autore rischia di trasmettere inevitabilmente l'impressione di una comunicazione a senso unico: si parla, si risponde, si chiarisce, si replica… ma dall'altra parte nessuno può intervenire.
E allora viene spontanea una domanda, rigorosamente generale:
se un cittadino non può commentare, fare una domanda o esprimere educatamente il proprio dissenso, con chi stiamo dialogando?
Con la comunità oppure con noi stessi?
Non è una questione personale e non è nemmeno una valutazione psicologica di qualcuno. È semplicemente una riflessione sul modo di comunicare nell'epoca dei social.
Perché amministrare significa anche ascoltare.
E ascoltare significa accettare che, accanto agli applausi, possano arrivare anche critiche, domande scomode e punti di vista differenti.
Del resto, un amministratore che riceve soltanto complimenti non necessariamente sta amministrando meglio.
Forse sta semplicemente ascoltando soltanto chi è d'accordo con lui.
E, sui social, c'è una differenza enorme tra avere molti consensi e avere un vero confronto.
Il primo fa piacere.
Il secondo fa crescere.
E qualche volta, persino una critica può essere più utile di cento applausi. 😉
La libertà di parola non dovrebbe essere considerata un fastidio. Dovrebbe essere considerata una ricchezza.

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