01/09/2026
Biancavilla, l’Arcivescovo Renna invia una lettera di scuse al Sindaco per i fatti accaduti domenica sera durante la celebrazione Eucaristica all’aperto
Dopo le polemiche dei giorni scorsi arriva il chiarimento dell’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, sull’episodio avvenuto durante la festa della Madonna dell’Elemosina. Il presule ha scritto al sindaco Antonio Bonanno per scusarsi dei modi utilizzati nel corso dell’intervento pubblico, ma allo stesso tempo ha ribadito il senso dell’atto di affidamento e la necessità di rispettare i ruoli all’interno della celebrazione. Un chiarimento che prova dunque a separare due piani: da una parte il dispiacere per i toni con i quali il sindaco è stato richiamato davanti alla comunità, dall’altra la convinzione che il richiamo sul significato dell’atto di affidamento fosse necessario. Il caso era esploso domenica sera, quando il sindaco Antonio Bonanno, invitato a pronunciare il tradizionale atto di affidamento della città alla Madonna, aveva iniziato il suo intervento, che a detta del primo cittadino però era stato già visionato e approvato dallo stesso Renna, con riferimenti alla comunità, alle sue fragilità, alle istituzioni e anche al ricordo della donna morta mentre si recava alla celebrazione. Il momento di tensione era arrivato durante i ringraziamenti, quando l’arcivescovo aveva interrotto il primo cittadino, invitandolo a rivolgersi esclusivamente alla Madonna: “Solo la preghiera. È finito il discorso”. Una scena che aveva lasciato il Sindaco incredulo per l’accaduto così come anche nei tantissimi fedeli presenti in piazza. Inoltre mons. Renna preso dal momento ha negato a tutti la benedizione papale con annessa indulgenza plenaria per poi lasciare il sagrato della chiesa stizzito. Episodio che ha avuto un’eco mediatico importante. Ora la lettera di mons. Renna con le scuse per le modalità dell’intervento ribadendo però il principio richiamato. Il punto, per l’Arcidiocesi, è infatti il significato stesso dell’atto di affidamento. Non un discorso istituzionale davanti alla Madonna, ma innanzitutto una preghiera. La città può essere pienamente presente con le sue difficoltà, le sue speranze, le sue famiglie, i suoi giovani e anche con chi ha responsabilità amministrative. Ma tutto questo, in quel momento, deve essere ricondotto al linguaggio della preghiera. È una distinzione che la Chiesa catanese aveva già affrontato nei mesi scorsi, anche in occasione della festa di Santa Barbara a Paternò. In quella circostanza l’Arcidiocesi aveva precisato che l’atto di affidamento è «innanzitutto un gesto di preghiera» e aveva richiamato la necessità di non confondere il momento devozionale con altri interventi o comunicazioni. La questione riguarda quindi anche il rapporto, delicato e antico, tra istituzioni civili e celebrazioni religiose. Nelle feste patronali questi due mondi si incontrano naturalmente: il sindaco rappresenta la comunità civile, mentre il vescovo presiede la celebrazione e ne custodisce il significato liturgico. Nessuna contrapposizione personale con il sindaco, ma la volontà di ribadire che durante la liturgia esistono ruoli e responsabilità precise. E lo stesso Arcivescovo, riconoscendo che il modo in cui il richiamo è avvenuto ha generato disagio, ha scelto di chiedere scusa. Un gesto che abbassa i toni della polemica senza cancellare il contenuto della sua posizione. Un'altra lettera è stata indirizzata al presbiterio di Biancavilla, con l'obiettivo di contribuire a smorzare le tensioni e riportare la vicenda dentro un clima di maggiore serenità anche nella comunità dei fedeli. Quella sera infatti, momenti non di certo sereni, sono stati vissuti all’interno della sacrestia, fra il capo della Chiesa catanese e i sacerdoti.
È stato il prevosto parroco della chiesa Madre, nonché Vicario Foraneo, don Agrippino Salerno, a convocare questa mattina gli altri sacerdoti e a leggere il contenuto della lettera che Mons. Renna ha loro indirizzato.
Anche in questo caso l’Arcivescovo ha chiesto perdono al clero e alla comunità tutta per avere agito in quel modo perdendo le staffe.
E alla lettera ricevuta dall’Arcivescovo, il Sindaco Antonio Bonanno ha scritto un suo pensiero sui social.
“… l'Arcivescovo Renna, con una lettera che ho letto con grande attenzione e che ho molto apprezzato, ha chiesto sinceramente "perdono" per avere perso le staffe in quel contesto liturgico. Un gesto di umiltà che testimonia quanto tenga a questa comunità e al rapporto che ci lega alla nostra Madonna dell’Elemosina. – si legge nel post- Ringrazio monsignor Renna per le sue parole, che arrivate in un momento di comprensibile tensione, possono restituire a tutti noi biancavillesi quella serenità che non dovrebbe mai mancare quando ci riuniamo in nome della nostra storia comune. Sono certo che questo episodio rafforzerà il profondo legame che unisce Biancavilla alla Madonna dell'Elemosina, senza intaccare il rispetto e l'affetto che nutriamo verso il nostro Arcivescovo. La vera forza di una comunità si misura anche nella capacità di superare insieme i momenti di difficoltà, con dialogo, ascolto e reciproca comprensione. A Maria Santissima dell’Elemosina chiedo di darmi la forza di camminare sempre a testa alta, per compiere al meglio il mio dovere nell’interesse della comunità biancavillese”.