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La frutta cotta è un ingrediente versatile in cucina. Può essere usata non solo nelle confetture, nelle marmellate, nell...
05/06/2020

La frutta cotta è un ingrediente versatile in cucina. Può essere usata non solo nelle confetture, nelle marmellate, nelle composte e nei dessert, ma anche consumata come contorno sfizioso da abbinare a piatti a base di verdure, di carne o di pesce oppure da sola come snack gustoso e salutare. Ha, poi, un altro vantaggio: permette di contrastare gli sprechi. Cuocere la frutta, infatti, può essere la soluzione ideale per utilizzare ad esempio quella matura, evitando di gettarla nella pattumiera. Dal punto di vista nutrizionale però cos’ha di diverso rispetto a quella cruda? È vero che fa ingrassare? Cos’ha di diverso rispetto a quella al naturale?
La frutta cotta non può sostituire ogni giorno quella cruda al naturale. Anche se cotta è più gustosa e maggiormente digeribile, ha meno proprietà benefiche. Apporta, per esempio, meno vitamine, antiossidanti, minerali e acqua di cui invece è ricca la frutta fresca. Inoltre, contiene più zuccheri semplici, che se consumati in eccesso possono favorire l’aumento di peso. La cottura, soprattutto in forno, infatti, fa perdere acqua alla frutta e dunque a parità di peso gli zuccheri del prodotto rapidamente assimilabili dall’organismo, risultano più elevati a svantaggio della linea e della salute. Questi zuccheri provocano dei picchi glicemici, che a loro volta stimolano un maggiore rilascio da parte del pancreas dell’insulina, che favorisce il deposito di grassi e predispone a molti disturbi come il diabete, la sindrome metabolica, l’ipertensione, il colesterolo alto e il sovrappeso.
Per evitare di fare il pieno di zuccheri semplici, facilmente assorbibili dall’organismo, è opportuno evitare i frutti troppo maturi e le varietà particolarmente zuccherine che ne contengono di più. Il rischio è di stimolare maggiormente la produzione di insulina e favorire gli attacchi di fame.
L’ideale è evitare di bollire o di cuocere troppo la frutta: il rischio è di distruggere parte degli antiossidanti, delle vitamine e dei minerali di cui è ricca. Sì, invece a cotture più brevi che permettono di preservarne le proprietà come la cottura al forno e alla piastra.
La frutta cotta può essere consumata a colazione oppure come spuntino di metà mattina o di metà pomeriggio o dopo un allenamento intenso.

Molta gente asserisce che il colore e la forma del tuorlo di un uovo può dirti qualcosa di più sulla salute della gallin...
29/05/2020

Molta gente asserisce che il colore e la forma del tuorlo di un uovo può dirti qualcosa di più sulla salute della gallina. L’idea generale è che più il tuorlo è scuro, compatto e rotondo, più la gallina è sana. Si pensa che sia la prova che questa gallina viva libera di pascolare e che abbia anche una dieta ricca e varia. D’altra parte, un tuorlo d’uovo più leggero indica una vita malsana per la gallina. Questa informazione per molto tempo indicava la verità, ma si scopre che non è affatto vera! Ma questo ci lascia con una domanda: che cosa causa la differenza di colore dei tuorli d’uovo e che cosa significa? L’unica cosa vera che sappiamo in questo momento è che i tuorli d’uovo possono essere di diversi colori; possono variare dall’arancione scuro al giallo chiaro. Ma cosa significa?! A quanto pare, non rivela nulla sulla salute o sullo stile di vita della gallina, o su quanto sia sano il tuorlo per chi lo mangia. Tutto quello che ti dice è ciò che la gallina ha mangiato prima di deporre l’uovo. Se il cibo che la gallina ha mangiato conteneva molto grano, il tuorlo sarà giallo. Tuttavia, se il pollo ha avuto una dieta più equilibrata con mais ed erba medica, per esempio, il tuorlo sarà più scuro. Ciò è dovuto al carotene presente nel mais e nell’erba. Tutto questo non ha alcun impatto sul valore nutrizionale o sul sapore dell’uovo. I tuorli d’uovo contengono vitamine A, D, E e K indipendentemente dal colore e hanno tutti lo stesso sapore. Inoltre, mentre preferiamo acquistare uova biologiche invece di uova deposte da galline tenute in cattività, la verità è che le condizioni di vita della gallina non hanno alcuna influenza sulla salute dell’uovo.

24/05/2020

Vincere l’insonnia? Basta respirare!

Vittime dei moderni ritmi di vita frenetici, molte persone fanno fatica ad addormentarsi e infatti l’insonnia è diventato un problema sempre più comune. Per superarla c’è chi prova a contare le pecore, chi beve una tisana rilassante o una camomilla prima di andare a letto e chi si rilassa con un bagno caldo, ma spesso ci si ritrova ugualmente a letto completamente svegli.
Secondo lo scienziato Andrew Weill della Harvard University, però la soluzione è molto più semplice di quanto si possa immaginare e risiede nel respiro.
Sembrerebbe infatti che la respirazione è l’arma più potente che abbiamo a disposizione contro ansia, tensioni muscolari e stress ma troppo spesso ce ne dimentichiamo del tutto, mettendola in un piano secondario e lasciando che sia un’attività inconsapevole.
Secondo il dott. Weill invece, praticando una respirazione consapevole secondo un metodo da lui messo a punto e denominato “4-7-8”, è possibile calmare in modo naturale il sistema nervoso e scivolare fra le braccia di Morfeo in soli 60 secondi.
La tecnica di respirazione 4-7-8 è semplice, richiede pochissimo tempo, non necessita di attrezzature e può essere fatta ovunque. Per realizzarla prima di tutto, bisogna effettuare un bel respiro ed espellere tutta l'aria dai polmoni. Poi, con la bocca chiusa, bisogna inspirare dal naso e contare mentalmente fino a quattro. A questo punto il respiro deve essere trattenuto contando fino a sette e, infine, si dovrà espirare completamente attraverso la bocca, per otto secondi. Secondo il ricercatore, il ciclo andrebbe ripetuto tre volte, dopo di che anche i più insonni sono pronti per andare a dormire.
Questa tecnica si rifà ad un’antica pratica indiana chiamata “pranayama”, che significa “controllo ritmico del respiro” e che consente di far arrivare un maggior quantitativo di ossigeno ai polmoni. La migliore ossigenazione ha un effetto rilassante sul sistema nervoso parasimpatico, che promuove uno stato di calma e facilita, quindi, l’arrivo del sonno.
Secondo il dottor Weill il metodo "4-7-8" consente anche di allontanare i pensieri negativi della giornata e di sentirsi più connessi con il proprio corpo, rivelandosi anche un ottimo alleato contro l’ansia.
Per arrivare ad addormentarsi naturalmente in 60 secondi, il dott. Weil suggerisce di praticare la tecnica due volte al giorno per almeno sei-otto settimane.

15/03/2020

Dunque Domani inizia la nuova regola facebook per cui possono usare le tue foto. Non dimenticare la scadenza è oggi!!! Può essere usato in affari giudiziari nelle controversie contro di te. Tutto quello che hai postato diventa pubblico, anche i messaggi cancellati o le foto proibite. Un semplice copia-incolla non costa nulla, meglio prevenire che curare.
"Non do a Facebook o alle entità associate a facebook il permesso di usare le mie foto, le mie informazioni, i miei messaggi o i miei post, passati e futuri. Con questa dichiarazione, avverto facebook che è formalmente vietato divulgare, copiare, distribuire o prendere qualsiasi altra misura impegnata nei miei confronti sulla base di questo profilo e / o del suo contenuto. Il contenuto di questo profilo è un'informazione privata e riservata. La violazione della privacy può essere punita dalla legge."
Nota: Facebook è ora un'entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota di questo tipo. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, consenti tacitamente l'uso delle tue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti dello stato del profilo.
Non condividere. Copia e incolla.
Il loro nuovo algoritmo sceglie le stesse persone - circa 25-che leggeranno i vostri messaggi. Quindi,
Tieni il dito ovunque in questo post e "Copia" apparirà. Clicca su "Copia". poi, accedi alla tua pagina, inizia un nuovo post e posizionare il tuo dito ovunque nel campo vuoto. "incolla" sta per apparire e clicca incolla
NON DO IL MIO CONSENSO.

05/03/2020
01/03/2020

Nessun rischio per chi frequenta le palestre: né la respirazione affannosa, né il sudore possono essere contagiosi. E la piscina offre la

28/02/2020

Mauro Bassetti, primario al San Martino di Genova: "I deceduti segnalati finora avevano il morbo, ma le loro condizioni erano compromesse da altre patologie"

24/02/2020

Articolo del dott. Giorgio Sarcletti (fra le migliori menti mediche che ho conosciuto nella mia vita).

: spieghiamo perché non dovete avere paura ma dovete stare a casa.

Il problema del Coronavirus non è la sua gravità, dal momento che è solo 10, o forse 20, volte più serio dell’influenza. Per quali motivi è più serio dell’influenza?

È diverso, quindi non siamo molto abituati;Gli anziani non sono vaccinati.

Quindi chi è più a rischio? Gli anziani. Come sempre. I bambini molto meno, non sono segnalati casi gravi pediatrici per il momento.

Allora, come mai ci preoccupa così tanto? Perché è MOLTO PIÙ INFETTIVO dell’influenza, ciò vuol dire che si trasmette con enorme facilità.

A questo punto facciamo qualche calcolo così da capire meglio qual è il problema.

I dati che leggete non sono “esatti” al millimetro, ma solo delle proiezioni verosimili. Sono approssimati ai numeri interi o, per così dire, “semplici”, in modo che i conti siano più facili da fare anche a mente. Per esempio il numero di italiani è stato approssimato a 50 milioni anzichè 60, così che i calcoli siano più semplici per tutti. Non contano i numeri esatti, ma capire le DIMENSIONI POTENZIALI del problema e capire come mai il governo ha preso una decisione così drastica.



L’Influenza

Di norma l’influenza colpisce nell’arco di una stagione, supponiamo in 5 mesi, circa il 10% della popolazione. Quindi colpisce circa 5 milioni di italiani nell’arco di 30*5 = 150 giorni. La mortalità è dello 0,1%, quindi abbiamo circa 5000 morti (quasi tutti anziani) ogni anno in 150 giorni. Per ogni morto supponiamo di avere circa 4-5 pazienti in rianimazione, per tenerci larghi, e che tutti vadano messi in terapia intensiva. Mettiamo quindi 25.000 persone in terapia intensiva in 150 giorni, con degenza media di 7 giorni, ciò significa 1000-2000 pazienti al giorno in terapia intensiva in Italia durante l’inverno.

Riassumiamo:

Infettività: 10% circa (dati reali) = 50 milioni * 10% = 5 milioni di infetti, molti dei quali inconsapevoli.Mortalità: 0,1% stimata = 5000 persone in 150 giorni.Critici (dato stimato): 5*0,1% = 25.000 persone in 150 giorni. quindi circa 1000-2000 persone in terapia intensiva al giorno per influenza.

I posti letto in terapia intensiva sono per la provincia di Venezia, dove io abito, circa 60 su 1 milione di abitanti, quindi potrebbero essere circa 4000 in tutta Italia. Questo significa che nella peggiore delle ipotesi i pazienti con influenza e le sue complicazioni, ovvero la polmonite, occupano tra il 25 e il 50% al massimo delle terapie intensive d’Italia nel massimo del picco.

Il Coronavirus

Vediamo ora cosa può accadere con il Coronavirus. Ricordiamoci che la grande differenza è che il Coronavirus è estremamente più infettivo e potrebbe infettarci, anziché in 150 giorni, in 30-60 giorni. Supponiamo 60 giorni. Ricordiamo che non esistono dati certi riguardo la potenzialità di persone che esso può infettare. Bisogna tenere conto che è un virus “nuovo”, quindi potenzialmente può colpire fino al 60% della popolazione, dati stimati, quindi facciamo qualche calcolo:

Infettività: 60% potenziale (dati stimati) = 50 milioni * 60% = 30 milioni di infetti, di cui la stragrande maggioranza inconsapevoli.mortalità: 1-2% stimata = tra 500.000 e 1.000.000 milione di persone. (Per chi ama la precisione 300.000-600.000).Critici: 5% = 1.500.000 persone in 60 giorni. quindi circa 300.000 persone in terapia intensiva.

Ma abbiamo solo 4000 posti letto! Come possiamo mettere 300.000 persone in terapia intensiva quando abbiamo solo 4000 letti?

ADESSO LO AVETE CAPITO COME MAI DOVETE STARE A CASA?

Se state a casa, la gente si infetta poco alla volta. Molti non se ne accorgono. Gli altri, specialmente gli anziani, ma anche qualche giovane, noi medici e infermieri li prendiamo, li mettiamo in terapia intensiva, li curiamo e ve li restituiamo. Un poco alla volta.

Se invece tutti escono di casa il rischio è che si infettino tutti insieme e che quindi non riusciamo a gestirli, con un aumento importante della mortalità.

NON DOVETE ANDARE IN PANICO, MA PRENDETE LA COSA SERIAMENTE. STATE A CASA".

23/02/2020

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