30/11/2025
Un luogo pieno di magia, di storia e di medioevo. Dalla grande chiesa cistercense .... al tetto asportato per il metallo presente quando l'ordine lasciò quei territori, fino alla adiacente Rotonda di Montesiepi dove "alla vera" spada nella roccia che trasportò una favola del medio oriente fino a Londra ed ai suoi riferimenti astronomici. Non perdetela .... anche per la cucina toscana del territorio di Chiusdino 😜
1181 - SAN GALGANO
Il 30 Novembre, nell'anniversario della morte, si ricorda san Galgano Guidotti (1148-1181).
I. LE ORIGINI
San Galgano era un cavaliere di nobili natali che, dopo una vita di violenza e dissolutezza, a seguito di una visione di san Michele Arcangelo si era convertito a una vita di preghiera e rigore. Secondo la tradizione agiografica, cibandosi di erbe selvatiche e dormendo sulla nuda terra, il Santo lottò e sconfisse con fermezza il demonio che lo tentava.
II. LA SPADA NELLA ROCCIA
Rimanendo come eremita nel luogo ove aveva avuto una successiva visione del Signore con gli Apostoli, san Galgano non aveva una croce dinanzi alla quale pregare. Così in mancanza d'altro, aveva piantato la propria spada nel terreno: questa reliquia del santo sarebbe divenuta nei secoli oggetto di venerazione, nota come la spada nella roccia di san Galgano.
Secondo la tradizione, durante l'assenza del Santo per un pellegrinaggio alle basiliche romane, tre monaci invidiosi avevano cercato di estrarre la spada dalla roccia per rubarla, ma — non riuscendovi — avevano cercato di romperla per oltraggio. Il castigo divino era stato immediato: uno era stato incenerito da un fulmine, un altro era caduto in un fiume ed era annegato, il terzo era stato afferrato per un braccio da un lupo feroce e trascinato via, salvandosi solo invocando san Galgano.
III. LA RAPIDA CANONIZZAZIONE
San Galgano sarebbe stato canonizzato da papa Lucio III, al secolo Ubaldo Allucingoli (1097-1185), nel 1185, ad appena quattro anni dalla morte. Ciò sarebbe accaduto a causa della grande devozione subito innescatasi intorno ai luoghi frequentati dal santo.
IV. LE FONTI PRIMARIE
Le fonti primarie sulla vita di san Galgano Guidotti ruotano essenzialmente intorno alla "inquisitio in partibus" condotta per la sua canonizzazione, forse la più antica di cui sono pervenuti gli atti: nell'ambito del processo, fu raccolta anche la testimonianza della madre Dionisia. Il testo è pervenuto nella trascrizione dell'originale eseguita dallo storico senese S. Tizio (XVI Secolo). A questi atti hanno probabilmente attinto la "Vita Sancti Galgani" di Rodolfo Pisano, monaco cistercense di Montesiepi, l'anonima "Vita beati Galgani", redatta da un agostiniano del XIV Secolo, una "Legenda Sancti Galgani confexoris", opera del monaco vallombrosano Blasius (XIV Secolo) e una "Leggenda di s. Galgano confessore" redatta in volgare sempre nel Trecento.
V. BIBLIOGRAFIA
— AA.VV., "Dizionario Biografico degli Italiani", Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, 1960-2020:
- Roberta Mucciarelli (n. 1965), voce "Galgano, santo", nel Vol. 51 (1998).
— AA.VV., "Santi e Beati", rivista in rete:
- Confraternita di San Galgano in Chiusdino, voce "San Galgano Guidotti Eremita".
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[Nell’immagine: in alto a sinistra, la Spada di San Galgano; in alto a destra, l'eremo di Monte Siepi, che custodisce la spada di san Galgano; in basso, due immagini dell'Abbazia di San Galgano]
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