Ad Apecchio, ai piedi del Monte Nerone, territorio, materie prime e metodo produttivo definiscono il carattere di ogni bottiglia. La storia del microbirrificio è allacciata a doppio filo con quella del territorio di Apecchio (PU, Marche), della sua natura in grado di dare una materia prima che fa gola persino agli ambasciatori della birra e del gin nel mondo. Sin da quel 1870 che campeggia ancora
oggi nel logo dell’azienda e che ricorda lo stemma araldico della famiglia. Nel 1997 Giuseppe Collesi decise di aprire una distilleria e dopo due anni passati a girare in lungo e in largo l’Italia per visitare stabilimenti e conoscere prodotti, nel 2000 aprì la distilleria e l’anno successivo iniziò a commercializzarla. Nel 2005 una circostanza particolare segnò la svolta del brand. Le grappe Collesi erano protagoniste di una degustazione, in Senato, dedicata a 40 ambasciatori. Il belga chiamò in disparte Giuseppe per fargli i complimenti e gli suggerì di ampliare la sua proposta con la produzione di birra. Mise in contatto Collesi con un mastro birraio e, così, iniziò una nuova fase. La distilleria si ampliò a birrificio artigianale. Arrivarono le chiare "Alter" ed "Ego", l'ambrata "Fiat Lux", la rossa "Ubi", quella dal colore nero "Maior", la "Triplo Malto", "Blanche" e l'India Pale Ale "Ipa". Birre di successo, oggi tra le più premiate in tutto il mondo. Nel maggio 2016 Tenute Collesi ha lanciato sul mercato due novità: un Gin e una Vodka d'alta gamma, 100% made in Apecchio. La prossima sfida è quella destinata alla produzione di prodotti per la cosmesi a base di birra.