04/08/2026
☔️💧😮Ieri sulla cima del Mombracco sono caduti 90 mm di pioggia! 🌧️
Questa vasca era vuota e stamattina era così!
Non è purtroppo la prima volta quest’anno.
Strade disastrate, cunette che non hanno retto tutta l’acqua e in alcuni casi ha scavato profondi solchi.
Tutto materiale perso che si sposta a valle.
Soldi e tempo sprecati che lasciano spazio solo alla rassegnazione.
Bisogna per forza raddoppiare o triplicate il lavoro svolto sulla viabilità e dopo ogni temporale fare una manutenzione, lo faremo anche se il tempo non è mai abbastanza!
Il clima che cambia ci sta mettendo sempre di più alla prova.
La siccità devastante accompagnata da temporali che non ci lasciano scampo, ci costringono a riflettere.
La montagna paga il prezzo in parte dello spopolamento e soprattutto del clima.
Qui le persone hanno un ruolo fondamentale, perché pensare ad una montagna abbandonata, vuol dire lasciare che il futuro si porti via tutto un patrimonio materiale ed immateriale.
Sacrifici di persone passate che hanno lavorato per plasmare i luoghi, costruire strade, curare pascoli e terreni, plasmare paesaggi rendendoli quei luoghi che visitiamo per trovare la pace del cuore.
Lasciare questi luoghi in balia del clima che cambia, vuol dire cancellare anni di lavoro, anni di sacrifici che le casse dei piccoli comuni non possono di certo sopperire.
Avere persone e pastori volenterosi sulle montagne Significa avere dei custodi che armati, a volte solo di zappe, badili e picconi, a volte armati di trattori ed escavatori, compiono quella manutenzione silenziosa che permette di rendere fruibile la montagna ai soccorsi e ai mezzi.
Curare strade, pascoli e boschi, vuol dire compiere una lotta silenziosa contro l’incendio, il bosco che avanza e la mancanza di viabilità in tanti casi non ci permette di salvare la montagna dalla mano malvagia dell’uomo che incendia.
Il valore della multifunzionalità delle aziende montane si misura anche nei sevizi ecosistemici resi, persone e animali hanno un ruolo fondamentale che non deve essere dimenticato!
L’intelligenza delle amministrazioni comunali sta nel capire l’importanza di avere persone presenti e affezionate ai territori. Salvaguardare la montagna e il suo patrimonio materiale ed immateriale passa solo attraverso il rispetto di tutti gli attori della vita montana.
Se solo avessimo più rispetto delle persone e del loro lavoro non avremmo montagne senza pastori, in alcuni casi, l’ignoranza dovuta alla mancanza di memoria sulle tradizioni e la vita dei luoghi, l’ avanzare di nuovi stili di vita e ideologie ambientaliste/animaliste radicali, hanno portato tante persone a gettare la spugna!
Qui su questa montagna esiste una famiglia che ha fatto della propria vita una piccola missione, un utopia che ha messo radici e si sta concretizzando.
Non sarà di certo il clima a fermarci né tanto meno qualche fenomeno che non vede il nostro lavoro.
La montagna tutta, non solo il Monte Bracco, ha bisogno di aziende e persone che sanno dare.