05/06/2026
Di fronte a quanto accaduto ad Amendolara, il silenzio non è possibile. È il momento della responsabilità, della vicinanza alle famiglie delle vittime e di una rinnovata assunzione di impegno da parte delle istituzioni, del mondo del lavoro, del terzo settore e dell'intera società civile.
Per questo una delegazione delle ACLI sarà presente domani 06 giugno alla mobilitazione nazionale promossa da CGIL e FLAI CGIL in programma ad Amendolara, per chiedere verità e giustizia, per ribadire il rifiuto di ogni forma di sfruttamento e caporalato e per affermare che la dignità del lavoro e della persona non possono essere negoziate.
Perché nessuna vita umana può essere considerata marginale. E perché la Repubblica resta fedele a sé stessa solo quando sa riconoscere e proteggere la dignità di ogni persona, senza distinzione di origine, nazionalità o condizione sociale.
“Non possiamo limitarci all'orrore o alla commozione del momento. Queste morti interrogano profondamente il Paese e chiamano in causa la responsabilità collettiva di contrastare ogni forma di sfruttamento, marginalizzazione e disumanizzazione. Quando una persona viene privata della propria dignità, quando il lavoro perde il suo valore umano e diventa terreno di abuso e sopraffazione, è l'intera comunità democratica a essere ferita. Il lavoro emancipa, vivifica ma non uccide”.
Emiliano Manfredonia
“Questa tragedia impone una riflessione profonda sul modo in cui il nostro Paese guarda alle migrazioni e sul crescente processo di invisibilizzazione delle persone migranti e dei loro diritti”.