04/06/2026
LEGALITÀ. C'È L'OMBRA DEL CAPORALATO SUI QUATTRO BRACCIANTI UCCISI IN CALABRIA, SERVONO AZIONI FORTI E COERENTI CONTRO SFRUTTAMENTO E LAVORO NERO
L'uccisione dei quattro braccianti pakistani, morti carbonizzati in un'auto in Calabria, ad Amendolara, rappresenta un fatto di una gravità inaudita. Attendiamo i dovuti chiarimenti che spettano alla magistratura e alle forze dell'ordine, ma sullo scenario di quanto accaduto, come apprendiamo in queste ore dagli organi di informazione, sembra esserci ancora una volta l'ombra dello sfruttamento e del caporalato.
Su questo piano la FAI Cisl continua a chiedere azioni forti e coerenti e un impegno comune necessario, tra istituzioni, imprese e parti sociali, per l'emersione del lavoro nero e per sollecitare i lavoratori a denunciare sempre ricatti e violenze.
È un quadro desolante per il lavoro bracciantile, dove, accanto alle tante imprese che operano nella legalità, esiste anche una rete parallela che arruola sfruttatori e si allea con la criminalità organizzata.
Una parte ancora significativa del lavoro agricolo, soprattutto tra i lavoratori migranti, resta ai margini dei circuiti della legalità e della bilateralità ed è ancora segnata da fenomeni di caporalato e sfruttamento, contro i quali la FAI è quotidianamente impegnata.
In questo momento di profondo dolore, non possiamo che sollecitare celerità e chiarezza sulla vicenda ed esprimere la piena solidarietà e vicinanza del sindacato alle famiglie dei lavoratori uccisi.
Antonio Castellucci, Reggente FAI CISL
LEGALITÀ. C'È L'OMBRA DEL CAPORALATO SUI QUATTRO BRACCIANTI UCCISI IN CALABRIA, SERVONO AZIONI FORTI E COERENTI CONTRO SFRUTTAMENTO E LAVORO NERO
L'uccisione dei quattro braccianti pakistani, morti carbonizzati in un'auto in Calabria, ad Amendolara, rappresenta un fatto di una gravità inaudita. Attendiamo i dovuti chiarimenti che spettano alla magistratura e alle forze dell'ordine, ma sullo scenario di quanto accaduto, come apprendiamo in queste ore dagli organi di informazione, sembra esserci ancora una volta l'ombra dello sfruttamento e del caporalato.
Su questo piano la FAI Cisl continua a chiedere azioni forti e coerenti e un impegno comune necessario, tra istituzioni, imprese e parti sociali, per l'emersione del lavoro nero e per sollecitare i lavoratori a denunciare sempre ricatti e violenze.
È un quadro desolante per il lavoro bracciantile, dove, accanto alle tante imprese che operano nella legalità, esiste anche una rete parallela che arruola sfruttatori e si allea con la criminalità organizzata.
Una parte ancora significativa del lavoro agricolo, soprattutto tra i lavoratori migranti, resta ai margini dei circuiti della legalità e della bilateralità ed è ancora segnata da fenomeni di caporalato e sfruttamento, contro i quali la FAI è quotidianamente impegnata.
In questo momento di profondo dolore, non possiamo che sollecitare celerità e chiarezza sulla vicenda ed esprimere la piena solidarietà e vicinanza del sindacato alle famiglie dei lavoratori uccisi.
Antonio Castellucci, Reggente FAI CISL
CISL Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori Antonio Castellucci ANSA.it askanews Agenzia di Stampa ITALPRESS Agi