14/09/2026
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Non salviamo i borghi con i turisti del fine settimana
C’è una narrazione molto comoda, e ormai onnipresente, secondo cui la montagna e i nostri borghi si salverebbero grazie al turismo. Basta finanziare l’apertura di qualche B&B, organizzare la sagra di paese, incentivare la residenza di qualche lavoratore in smart working che chiederà servizi, riempire i sentieri di escursionisti la domenica e il gioco è fatto: il territorio rinasce.
Ma la realtà è un'altra, e chi vive la Val Parma tutto l'anno lo sa bene. I paesi non muoiono perché manca il turismo; muoiono perché mancano i servizi quotidiani. Muoiono quando chiude l'ultima bottega, quando la scuola di montagna rischia il taglio, quando la farmacia è troppo lontana, o quando la manutenzione delle strade viene dimenticata per mesi o peggio quando non si agevolano le opportunità intrinseche del territorio, come la gestione dell’acqua.
Il turismo, preso da solo, rischia di essere un bellissimo cerotto su una ferita infetta. Un territorio non rinasce se si accende per quarantotto ore a luglio o durante i weekend di sole, per poi spegnersi e spopolarsi per dieci mesi all'anno, lasciati al buio e all'isolamento. Questo trasforma le valli in parchi giochi stagionali, non in comunità vive.
La verità scomoda è che chi resta a vivere qui d'inverno – spalando la neve, tenendo aperto un esercizio, mandando avanti la vita amministrativa e sociale – fa un lavoro di presidio molto più pesante e fondamentale di chi calcola i flussi turistici o gestisce case vacanze a distanza, magari comodamente seduto in città.
Il vero banco di prova per la Val Parma non è "quanti turisti riusciamo a portare a casa quest'anno", ma "quante persone decidono di abitare e stabilmente viverci, lavorare e fare comunità".
Se un territorio è attrattivo, vivibile e curato per chi ci abita dodici mesi all'anno, allora il turismo sarà una conseguenza naturale e sostenibile. Altrimenti, rischiamo solo di fare la manutenzione a un museo a cielo aperto, bellissimo da guardare nel weekend, ma deserto tutto il resto del tempo, inutile per chi lo abita divertente per chi ci passa e magari una bella vetrina per l’amministrazione di turno.