Dopo il successo delle scorse edizioni, anche quest’anno torna la manifestazione “De Casoncello”: Il 2022 vedrà la settima edizione e vuole approfondire la storia e la cultura dell’enogastronomia. L’evento, organizzato da DeCibo e dalla Comunità delle Botteghe Bergamo Alta, con il supporto di Camera di Commercio di Bergamo, Comune di Bergamo, Visit Bergamo e Fondazione della Comunità Bergamasca
Onlus, e con il patrocinio di East Lombardy e con il sostegno di Cà del Botto, UBI Banca, Pentole Agnelli e Consorzio Tutela Valcalepio, si snoderà per tre giornate. Sarà un anno speciale per il De Casoncello in quanto presso l’Archivio Storico Diocesano di Bergamo è stato ritrovato una pergamena del 1187 che riscrive la storia della pasta ripiena in Italia retrodatando la data dei rafioli, i ravioli, di circa cento anni. Fino ad oggi il documento più antico contenente il termine raviolo era stato rinvenuto nella cronaca di Frate Salimbene de Adam da Parma. In latino il Frate attesta che nell’anno 1284, in occasione della festa di Santa Chiara mangiò per la prima volta ravioli sine crusta di pasta, una sorta di polpettine, un raviolo n**o. La pergamena conservata presso l’Archivio Storico Diocesano di Bergamo retrodata la storia della pasta ripiena nel territorio bergamasco di duecento anni: dal 13 maggio 1386, prime notizie sui casoncelli, al settembre 1187 e genera, fino alla scoperta di nuovi documenti scritti e certi, un primato gastronomico del territorio a livello non solo italiano ma europeo. Oltre ad approfondire il tema della storia delle paste ripiene, durante il primo evento di De Casoncello 2022 che si terrà in Città Alta dal 13 al 15 maggio si vuole anche evidenziare come Il cibo sia uno strumento di dialogo interculturale e di inclusione sociale. Il cibo è, infatti, il bisogno umano primario di nutrirsi; porta le persone a stare insieme, a prescindere dalla provenienza, dal genere, o da qualsiasi altra differenza esista tra di loro. In particolare, le paste ripiene sono il cibo dell’accoglienza: ospitano fisicamente un ripieno che riporta i prodotti e la storia del territorio e, in ogni civiltà, sono i protagonisti nei momenti di accoglienza e di festa. Lo evidenzieremo durante il convegno che si terrà nella “Sala dei Giuristi” Palazzo Podestà il 14 maggio alle ore 10 e che vedrà la presenza, oltre che di un membro della Diocesi di Bergamo, del prof Massimo Montanari, docente di Storia dell’alimentazione (e fondatore del master Storia e cultura dell’alimentazione) all'Università di Bologna e di altri studiosi. Inoltre, sarà presente un esponente della Comunità Ucraina di Bergamo che ci parlerà dei varenyky, i ravioli ucraini e degli altri piatti della loro tradizione. Verrà approntato un libretto con le ricette delle paste ripiene bergamasche e ucraine e la loro storia. Nei giorni della manifestazione pannelli narranti con la storia delle paste ripiene bergamasche e sul cibo d’accoglienza ucraino arricchiranno i Portici di Palazzo della Ragione. Qui, oltre alla consueta distribuzione delle paste ripiene bergamasche si potranno gustare i varenyky da venerdì sera alle 13 e poi per i pranzi e le cene di sabato 14 e domenica 15. Le donazioni raccolte nella serata del venerdì sera verranno integralmente devoluti alla Comunità greco cattolica ucraina di rito bizantino guidata da Don Vasyl Marchuk. Il venerdì 13 alle ore 19 ci sarà lo street casoncello e la sfilata in costume con musiche e balli. Il sabato 14 pomeriggio alle ore 15.45 e alle 16.45, su prenotazione, sarà possibile partecipare a una visita guidata del Museo del Tesoro con straordinaria apertura finale all’Archivio della Diocesi di Bergamo dove sarà in mostra la pergamena del 1187. Domenica 15 alle 16 sotto i Portici di Palazzo della Ragione: spettacolo burattini.
“De casoncello in transumanza” si terrà a Spirano il 14 e 15 maggio. In uno stand di De Cibo una “sfoglina” insegnerà come cucinare le quattro paste ripiene bergamasche tutelate dal marchio camerale “BERGANO: Città dei Mille … sapori”. Presso la cucina dell’Associazione del Pastoralismo sarà possibile gustare: Casonsèi de la Bergamasca, Creste Scalvine, Scarpinòcc de Par e Rafioli di Sant'Alessandro. Un convegno sulla Pecora gigante bergamasca e il loro utilizzo nella cucina tradizionale approfondirà il tema dei Rafioli del 1187.