11/10/2026
Nostro nonno diceva:
“𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒏𝒆𝒃𝒃𝒊𝒂 𝒃𝒂𝒈𝒏𝒂 𝒊𝒍 𝒈𝒓𝒂𝒑𝒑𝒐 𝒆 𝒍’𝒂𝒄𝒊𝒏𝒐 𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒎𝒊𝒆𝒍𝒆,
𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒈𝒏𝒂 𝒉𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆
𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒂 𝒍𝒆 𝒎𝒂𝒏𝒊 𝒂𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒇𝒓𝒖𝒕𝒕𝒐”.
Dopo la pioggia, ottobre cambia il respiro delle colline.
All’alba la nebbia rimane bassa tra le viti e l’erba bagnata trattiene il passo. I filari non si vedono fino in fondo … compaiono lentamente, con le foglie appesantite dall’acqua e i grappoli che, sotto quel velo bianco, sembrano più vicini alla terra.
Poi la nebbia si scioglie. Restano la luce, il profumo forte del terreno e l’Aglianico, ormai giunto a quella maturità che si riconosce prima ancora di misurarla. Basta prendere un acino, aprirlo tra le dita, sentirne la dolcezza piena.
In queste settimane siamo nel cuore della raccolta. I nostri grappoli hanno raggiunto i 25 gradi Babo: un’annata eccezionale, di quelle che non capitano per caso e che chiedono, prima di tutto, cura e attenzione.
Ogni vite ha attraversato il sole lungo dell’estate, le notti più fresche, l’acqua arrivata in questi giorni. Ha preso tutto ciò che la stagione le ha consegnato e lo ha raccolto dentro il frutto. Noi siamo stati accanto a questo lavoro silenzioso, giorno dopo giorno, con l’attenzione che una famiglia riserva a ciò che conosce da sempre e che non smette mai di meravigliarla.
Ora il momento è arrivato.
E mentre la vendemmia prosegue sulle colline di Bonito, sentiamo la gioia piena di chi vede un anno intero farsi uva: non soltanto un raccolto, ma la vita della vigna consegnata alle nostre mani. 🍇
𝑺𝒆 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆 𝒍’𝒖𝒗𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒊, 𝒔𝒄𝒓𝒊𝒗𝒆𝒕𝒆𝒄𝒊. 𝑽𝒊 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒓𝒆𝒎𝒐 𝒅𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒗𝒊𝒆𝒏𝒆, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍’𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒎𝒑𝒂𝒈𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒎𝒂𝒕𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆 𝒔𝒆 𝒄’𝒆̀ 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒖𝒏 𝒑𝒐’ 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒗𝒆𝒏𝒅𝒆𝒎𝒎𝒊𝒂 𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒆𝒓𝒆.
Buona domenica a tutti!