Mater Turismo Eco Rurale

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Mater Turismo Eco Rurale MATER - Mare, Agricoltura e TurismoEcorurale, nella Riserva Marina dello Stato di Torre Guaceto (BRI

MATER: Mare - Agricoltura -Turismo - Eco-Rurale, si trova nell'area agricola della Riserva di Torre Guaceto (BRINDISI), in una posizione privilegiata tra campagna e mare. Il progetto nasce dall'esigenza di unire un'attività di turismo rurale con un nuovo approccio alla progettazione, la "PERMACULTURA"; in questo modo siamo in grado di provvedere ai nostri fabbisogni, evitando ogni forma di sfruttamento ed inquinamento dell’Ambiente. Per valutare l’impatto sull’ambiente usiamo il metodo dell’impronta ecologica . Il funzionamento di tutti i sistemi, ogni singola attività umana, in definitiva, la vita complessiva del centro (considerato come un vero e proprio organismo vivente), avvengono nel rispetto di un vincolo assoluto: impronta ecologica minore o al massimo uguale all’estensione territoriale a disposizione. Il nostro scopo è prenderci cura della terra, ridurre al minimo l'intervento umano ed accompagnare il processo naturale delle piante e per questo motivo abbiamo realizzato un orto sinergico per l'auto consumo, un progetto di reintroduzione della Biodiversità in opposizione alle monoculture intensive, una Food Forest, una piantagione di Aloe Vera. MATER-metterà a disposizione la propria struttura a turisti, viaggiatori, studenti, a chiunque voglia trascorrere una vacanza ecologica e formativa. Gli ospiti godranno inoltre degli effetti benefici di abitabilità degli spazi prodotti dal recupero del fabbricato in chiave di BIOARCHITETTURA . Nella disposizione degli ambienti sono stati applicati i principi della disciplina VASTU, un concetto olistico dell'Architettura, dove la qualità di un luogo è definita dalla natura circostante; inoltre l'impiego di materiali naturali e di tecniche di costruzione tradizionali rendono la casa accogliente e rilassante.

25/09/2026
24/09/2026
24/09/2026
20/09/2026

Sostituire una parte del prato tradizionale con piante tappezzanti rappresenta una scelta sempre più diffusa tra chi desidera ridurre il fabbisogno idrico e la manutenzione del proprio giardino, senza rinunciare a una copertura verde uniforme. La scelta della specie più adatta dipende però in modo determinante dalle condizioni specifiche dell'area da coprire, in particolare esposizione solare, tipo di terreno e clima regionale. Il timo e il rosmarino prostrato, ad esempio, prosperano in pieno sole su terreni poveri e ben drenati, condizioni tipiche di molte zone del Centro e Sud Italia, ma tollerano male l'ombra e i ristagni idrici. La vinca minor e l'ajuga, al contrario, si adattano meglio a posizioni ombreggiate e terreni più freschi, risultando particolarmente indicate per aree sotto alberi o esposizioni settentrionali. La dicondra, pur apprezzata per l'aspetto uniforme che ricorda un prato, richiede un clima mite e non tollera bene i geli intensi, rendendola più adatta alle regioni costiere che alle zone montane o alla pianura padana nei suoi inverni più rigidi. È importante considerare anche il calpestio previsto: specie come la lippia resistono discretamente al passaggio, mentre altre più delicate sono più indicate per aree ornamentali non attraversate frequentemente. Valutare attentamente queste variabili prima della scelta evita delusioni nei mesi successivi alla messa a dimora.

20/09/2026

L'ISTRICE — il più grande roditore d'Europa, e il costruttore corazzato del sottosuolo italiano. 🦔🌿

Primo tile della nuova serie sulle case sotterranee della fauna italiana. Cominciamo dallo scavatore più imponente e spettacolare di tutti: l'istrice. Un animale così particolare che, in Europa, vive quasi solo da noi.

👑 Un gigante (e un caso unico)
L'istrice crestato (Hystrix cristata) è il più grande roditore d'Europa: può misurare oltre 80 cm e pesare fino a 25-30 kg. È anche una rarità biogeografica — l'unica specie di istrice del continente, e la popolazione italiana è l'unica del suo genere fuori dall'Africa. Come sia arrivato da noi è ancora un piccolo mistero: forse sopravvive qui dal Pleistocene, forse fu introdotto dai Romani, che ne apprezzavano la carne. In ogni caso, oggi è un tassello insostituibile della nostra fauna.

🎯 Sfatiamo subito il mito: NON lancia gli aculei
È la leggenda più dura a morire. No, l'istrice non "spara" i suoi aculei come frecce. I suoi celebri aghi bianchi e neri (che sono peli modificati, lunghi fino a 35 cm) sono un'armatura difensiva. Quando si sente minacciato, li drizza tutti per sembrare più grande, e fa vibrare quelli della coda — cavi all'estremità — producendo un caratteristico crepitìo d'avvertimento. Se il predatore insiste, l'istrice carica all'indietro conficcandogli gli aculei nel corpo. E qui sta l'origine del mito: gli aculei sono attaccati debolmente e si staccano al minimo contatto, restando piantati nell'aggressore. Sembra che li abbia "lanciati", ma è stato il contatto a strapparli. Ferite del genere non uccidono sul colpo, ma provocano infezioni gravi: una difesa così efficace che l'istrice ha pochissimi nemici naturali.

⛏️ Il costruttore del sottosuolo
Ed eccoci al cuore della serie. L'istrice è uno scavatore formidabile: con gli arti robusti e i forti artigli scava tane profonde ed estese, con un ampio foro d'ingresso e la terra di scavo accumulata all'esterno, e una rete di gallerie con più uscite. Ma — da bravo animale pratico — spesso non parte da zero: colonizza e allarga tane già esistenti, in particolare quelle scavate dal tasso. La tana è il suo regno soprattutto d'inverno: l'istrice non va in letargo, ma nella stagione fredda ci passa gran parte del tempo, uscendo solo per nutrirsi.
E qui c'è il filo che percorreremo in tutta la serie: quelle stesse gallerie, l'istrice le condivide spesso con tasso e volpe. In Italia — unico Paese d'Europa dove le tre specie coesistono — un solo complesso di tane può ospitarli tutti e tre, ciascuno nella propria sezione. Ne parleremo nel tile dedicato ai coabitanti.

🍽️ A tavola (e una stranezza)
L'istrice è erbivoro: si nutre di radici, tuberi, bulbi, cortecce, frutti caduti e — con disappunto degli ortolani — ortaggi, che cerca scavando buche nel terreno. Ha però un'abitudine sorprendente: rosicchia le ossa che trova, sia per affilare i suoi incisivi in continua crescita, sia per procurarsi calcio e minerali. Non è raro trovare vecchie tane di istrice letteralmente piene di ossa.

👶 Genitori premurosi
Dopo circa 3-4 mesi di gestazione nascono 1-3 piccoli, già ben sviluppati, con gli occhi aperti e gli aculei ancora morbidi. Entrambi i genitori si alternano a vegliarli nella tana per i primi due mesi, finché gli aculei non si induriscono e i cuccioli non sono in grado di difendersi.

⚖️ In Italia l'istrice è una specie particolarmente protetta dalla Legge 157/92 e dalla Convenzione di Berna: cacciarlo, catturarlo o ucciderlo è severamente vietato. Se trovi i suoi aculei caduti lungo un sentiero, sono un piccolo tesoro naturale che testimonia il suo passaggio — ma l'animale, quasi certamente, non l'hai visto: è notturno e schivo come pochi.

Uno scavatore corazzato che costruisce città sotterranee poi condivise con mezzo bosco. Il nostro viaggio sottoterra comincia da lui. 🌿

18/09/2026

Focaccia di San Giuseppe di Gravina in Puglia, in dialetto meglio conosciuta come "u ruccl", una gustosa focaccia ripiena ...

18/09/2026

L'unica cascata naturale della Puglia si vede solo quando piove.

A quattro chilometri da Grottaglie la gravina di Riggio scende per una ventina di metri e si allunga per circa un chilometro e mezzo. Nelle stagioni piovose un salto d'acqua alimenta il caggione, la pozza che per secoli ha dissetato chi viveva nelle grotte scavate nelle pareti.

D'estate è tutto asciutto e sembra impossibile.

La cascata riappare con i primi temporali d'autunno: chi vuole vederla deve andarci nei giorni giusti.

fonte= Comune di Grottaglie

18/09/2026

Una pianta antichissima che ancora oggi riesce a sorprendere… soprattutto quando fiorisce! 🧡🌿

L’Aloe vera è coltivata da migliaia di anni ed è stata associata nell’antico Egitto alla cosiddetta “pianta dell’immortalità”. Ma forse la sua caratteristica più spettacolare è quella che si vede più raramente: la fioritura. 🌿🌸

Dal centro della rosetta emerge un lungo stelo che si ricopre di fiori tubolari dai caldi toni arancio, creando un contrasto meraviglioso con le sue foglie verdi e carnose. 🧡

☀️ Cura: ama molta luce, anche il sole, un terreno molto drenante e poca acqua. Lascia asciugare completamente il terreno tra le annaffiature e proteggila dal gelo. 💧🌿

Una pianta semplice e resistente, ma quando decide di fiorire… lascia davvero senza parole! 😍🌸

Indirizzo

Strada Per Baccatani I°traVia Sx N. 14
Brindisi
72100

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