02/09/2025
I figli …
Mi capita spesso, quando sono in giro coi nipotini di 7 e 11 anni, di dover intervenire in contesti come parchi gioco, supermercati e cortili scolastici, su genitori maneschi che di fronte a tutti aggrediscono i figli, anche piccoli, senza troppe remore. E sovente mi tocca sentire questa litania davvero agghiacciante: “Il figlio è mio, faccio quello che mi pare. Lei cosa vuole?”.
Questi atti punitivi fanno malissimo. Tutte le ricerche hanno sempre dimostrato che il modo più rapido per costruire personalità violente, anche delinquenziali, è quello di utilizzare la violenza stessa verso di loro come forma educativa. Non solo: anche la coercizione produce lo stesso effetto.
Un momento di nervosismo può capitare a chiunque, specie se a sua volta, da bambino o bambina, è stato ripetutamente colpito da queste ignobili procedure. Ma non può essere un alibi per non mettere in moto un sano processo di rivisitazione che porti a norme più adeguate, perlomeno omogenee al resto d'Europa. Si, perché l'Italia è uno dei pochi Paesi dell’area occidentale a non avere una legge contro le punizioni corporali in famiglia.
La ricerca realizzata dall’OMS, di cui si parla in questi giorni, restituisce un quadro preoccupante anche se la Fondazione End Corporal Punishment sottolinea come siano in aumento le leggi contro le punizioni infantili. Si tratta di un segnale estremamente incoraggiante, che ci può dare speranza per preparare generazioni che sappiano sottrarsi alla violenza, alla guerra, al femminicidio.
L'educazione alla pace non significa fare spiegoni ai bambini, magari piccoli, così come il rispetto per le donne non è un indottrinamento di qualche tipo contrapposto a un altro indottrinamento. Si tratta invece di pratiche educative che fanno concretamente assorbire il tema del rispetto perché vissuto in prima persona nel rapporto coi propri genitori.
Siamo sulla strada giusta, ma la politica deve dare un segnale di vita, realizzando una legge che permetta ai genitori di sapere che la bussola del comportamento genitoriale è orientata solo e unicamente in una direzione: quella della nonviolenza.