30/08/2026
🥩 𝗟𝗔 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔 𝗟𝗨𝗖𝗖𝗛𝗘𝗦𝗘
𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗰𝗮 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮.
È una preparazione semplice, popolare e profondamente legata alla cucina della Lucchesia: una fettina di carne impanata e fritta che, invece di essere semplicemente riscaldata quando avanzava, veniva “rifatta” nel pomodoro, trasformandosi in un piatto completamente nuovo.
Ed è proprio questa trasformazione a raccontare la sua storia.
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🍅 𝗗𝗔 𝗔𝗩𝗔𝗡𝗭𝗢 𝗔 𝗣𝗜𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗥𝗔𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
Nella cucina tradizionale lucchese il recupero degli avanzi non era soltanto una necessità economica.
Era una vera e propria arte domestica.
La carne impanata veniva fritta e servita. Se ne rimaneva, però, non veniva considerata semplicemente un avanzo.
Le fettine venivano ripassate in una salsa di pomodoro, generalmente arricchita con capperi e aromi, tra cui aglio, prezzemolo, origano, maggiorana e, secondo le diverse versioni, salvia o rosmarino.
Nasceva così un secondo piatto completamente diverso dal precedente.
La frittura dava alla carne la sua parte croccante.
Il pomodoro la rendeva nuovamente morbida.
I capperi aggiungevano sapidità.
E il risultato diventava qualcosa che non aveva più nulla dell’idea di “avanzo”.
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📖 𝗜𝗟 𝗡𝗢𝗠𝗘 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔
La storia della parola è interessante.
Il termine non è normalmente presente nei vocabolari italiani comuni, ma compare nel Vocabolario lucchese di Ildefonso Nieri.
Nieri registra infatti “rovella” e parla della rovellina di vitello come di una striscia di carne battuta, leggermente impanata e poi cotta in umido o in padella.
È una testimonianza importante perché dimostra che il termine appartiene alla tradizione linguistica locale e non è una denominazione gastronomica inventata recentemente.
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🥩 𝗖𝗢𝗠’È 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗩𝗘𝗥𝗔 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔?
La preparazione tradizionale parte da una fettina di carne, generalmente di vitello o vitellone nelle descrizioni della tradizione.
La carne viene battuta, passata nell’uovo e nel pangrattato e quindi fritta.
Ma il passaggio fondamentale arriva dopo.
La fettina viene infatti ripassata nel sugo di pomodoro, insieme agli aromi e ai capperi.
Ed è proprio questo secondo passaggio a caratterizzare la rovellina lucchese.
Non è semplicemente una cotoletta.
Non è semplicemente carne al pomodoro.
È una preparazione nata dall’incontro delle due cose.
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🍞 𝗘 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗡𝗘?
Qui la scarpetta non è un optional.
La salsa della rovellina è parte integrante del piatto.
La tradizione la accompagna spesso con purè di patate o patate al forno, ma il vero lusso della cucina lucchese rimane quello più semplice:
un pezzo di pane capace di raccogliere fino all’ultima goccia di pomodoro.
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👵 𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗜 𝗧𝗥𝗔𝗠𝗔𝗡𝗗𝗔
Un aspetto particolarmente bello della storia della rovellina è che non esiste una sola versione familiare.
L’Accademia Italiana della Cucina, parlando della tradizione lucchese, ricorda anche un curioso esempio riportato da Sandra Lotti nel suo libro La cucina della Lucchesia: quando rimaneva dell’uovo mescolato al pangrattato utilizzato per impanare la carne, veniva fritto a sua volta.
Una sorta di “rovellina falsa”, croccante e amatissima soprattutto dai bambini.
È un piccolo dettaglio, ma racconta perfettamente la filosofia di quella cucina:
non buttare. Trasformare. Inventare.
Il volume di Sandra Lotti, pubblicato da Maria Pacini Fazzi nel 2004, è inoltre catalogato dalla Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo tra le opere dedicate alla cucina e alle tradizioni gastronomiche lucchesi.
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🏛️ 𝗨𝗡 𝗣𝗜𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗣𝗢𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗜𝗩𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧À
Oggi la rovellina compare ancora nei menu di trattorie e ristoranti lucchesi e continua a essere riconosciuta come uno dei piatti simbolo della cucina locale. Anche il calendario ufficiale degli eventi turistici di Lucca ha dedicato nel 2026 una manifestazione specifica alla rovellina, definendola una specialità tradizionale lucchese nata come piatto di recupero.
E forse è proprio questo il motivo per cui continua a resistere.
Perché non racconta una cucina costruita per impressionare.
Racconta una cucina intelligente.
Una cucina che sapeva trasformare una fettina avanzata in qualcosa di nuovo.
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❤️ 𝗟𝗔 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔 𝗡𝗢𝗡 È 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗘𝗧𝗧𝗔
È il ricordo delle cucine di casa.
È il profumo del pomodoro.
È il pane usato per non lasciare neppure una goccia di sugo.
È quella filosofia antica secondo cui il cibo non si spreca: si rispetta.
E forse è proprio qui che sta la grandezza della Rovellina Lucchese.
È nata povera.
È diventata tradizione.
E oggi, a distanza di generazioni, continua a raccontare Lucca attraverso un piatto che non ha mai avuto bisogno di essere sofisticato per essere indimenticabile.
📸 Quella in foto è quella che ho mangiato al 𝐑𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐃𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐢𝐧 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐚 𝐋𝐮𝐜𝐜𝐚