Vino Cucina e Vonde

Vino Cucina e Vonde Cibo, vino ed arte in libertà!

01/09/2026
30/08/2026

🥩 𝗟𝗔 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔 𝗟𝗨𝗖𝗖𝗛𝗘𝗦𝗘
𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗰𝗮 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮.
È una preparazione semplice, popolare e profondamente legata alla cucina della Lucchesia: una fettina di carne impanata e fritta che, invece di essere semplicemente riscaldata quando avanzava, veniva “rifatta” nel pomodoro, trasformandosi in un piatto completamente nuovo.

Ed è proprio questa trasformazione a raccontare la sua storia.



🍅 𝗗𝗔 𝗔𝗩𝗔𝗡𝗭𝗢 𝗔 𝗣𝗜𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗥𝗔𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘

Nella cucina tradizionale lucchese il recupero degli avanzi non era soltanto una necessità economica.

Era una vera e propria arte domestica.

La carne impanata veniva fritta e servita. Se ne rimaneva, però, non veniva considerata semplicemente un avanzo.

Le fettine venivano ripassate in una salsa di pomodoro, generalmente arricchita con capperi e aromi, tra cui aglio, prezzemolo, origano, maggiorana e, secondo le diverse versioni, salvia o rosmarino.

Nasceva così un secondo piatto completamente diverso dal precedente.

La frittura dava alla carne la sua parte croccante.

Il pomodoro la rendeva nuovamente morbida.

I capperi aggiungevano sapidità.

E il risultato diventava qualcosa che non aveva più nulla dell’idea di “avanzo”.



📖 𝗜𝗟 𝗡𝗢𝗠𝗘 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔

La storia della parola è interessante.

Il termine non è normalmente presente nei vocabolari italiani comuni, ma compare nel Vocabolario lucchese di Ildefonso Nieri.

Nieri registra infatti “rovella” e parla della rovellina di vitello come di una striscia di carne battuta, leggermente impanata e poi cotta in umido o in padella.

È una testimonianza importante perché dimostra che il termine appartiene alla tradizione linguistica locale e non è una denominazione gastronomica inventata recentemente.



🥩 𝗖𝗢𝗠’È 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗩𝗘𝗥𝗔 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔?

La preparazione tradizionale parte da una fettina di carne, generalmente di vitello o vitellone nelle descrizioni della tradizione.

La carne viene battuta, passata nell’uovo e nel pangrattato e quindi fritta.

Ma il passaggio fondamentale arriva dopo.

La fettina viene infatti ripassata nel sugo di pomodoro, insieme agli aromi e ai capperi.

Ed è proprio questo secondo passaggio a caratterizzare la rovellina lucchese.

Non è semplicemente una cotoletta.

Non è semplicemente carne al pomodoro.

È una preparazione nata dall’incontro delle due cose.



🍞 𝗘 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗡𝗘?

Qui la scarpetta non è un optional.

La salsa della rovellina è parte integrante del piatto.

La tradizione la accompagna spesso con purè di patate o patate al forno, ma il vero lusso della cucina lucchese rimane quello più semplice:

un pezzo di pane capace di raccogliere fino all’ultima goccia di pomodoro.



👵 𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗖𝗜𝗡𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗜 𝗧𝗥𝗔𝗠𝗔𝗡𝗗𝗔

Un aspetto particolarmente bello della storia della rovellina è che non esiste una sola versione familiare.

L’Accademia Italiana della Cucina, parlando della tradizione lucchese, ricorda anche un curioso esempio riportato da Sandra Lotti nel suo libro La cucina della Lucchesia: quando rimaneva dell’uovo mescolato al pangrattato utilizzato per impanare la carne, veniva fritto a sua volta.

Una sorta di “rovellina falsa”, croccante e amatissima soprattutto dai bambini.

È un piccolo dettaglio, ma racconta perfettamente la filosofia di quella cucina:

non buttare. Trasformare. Inventare.

Il volume di Sandra Lotti, pubblicato da Maria Pacini Fazzi nel 2004, è inoltre catalogato dalla Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo tra le opere dedicate alla cucina e alle tradizioni gastronomiche lucchesi.



🏛️ 𝗨𝗡 𝗣𝗜𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗣𝗢𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗜𝗩𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧À

Oggi la rovellina compare ancora nei menu di trattorie e ristoranti lucchesi e continua a essere riconosciuta come uno dei piatti simbolo della cucina locale. Anche il calendario ufficiale degli eventi turistici di Lucca ha dedicato nel 2026 una manifestazione specifica alla rovellina, definendola una specialità tradizionale lucchese nata come piatto di recupero.

E forse è proprio questo il motivo per cui continua a resistere.

Perché non racconta una cucina costruita per impressionare.

Racconta una cucina intelligente.

Una cucina che sapeva trasformare una fettina avanzata in qualcosa di nuovo.



❤️ 𝗟𝗔 𝗥𝗢𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗔 𝗡𝗢𝗡 È 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗘𝗧𝗧𝗔

È il ricordo delle cucine di casa.

È il profumo del pomodoro.

È il pane usato per non lasciare neppure una goccia di sugo.

È quella filosofia antica secondo cui il cibo non si spreca: si rispetta.

E forse è proprio qui che sta la grandezza della Rovellina Lucchese.

È nata povera.

È diventata tradizione.

E oggi, a distanza di generazioni, continua a raccontare Lucca attraverso un piatto che non ha mai avuto bisogno di essere sofisticato per essere indimenticabile.

📸 Quella in foto è quella che ho mangiato al 𝐑𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐃𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐢𝐧 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐚 𝐋𝐮𝐜𝐜𝐚

29/08/2026

🥟 𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗗𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗟𝗨𝗖𝗖𝗛𝗘𝗦𝗜: 𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗨𝗡 𝗣𝗜𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔 𝗟𝗨𝗖𝗖𝗔
A Lucca il tordello, rigorosamente con la “d”, non è soltanto una pasta ripiena. È uno dei piatti più rappresentativi della cucina lucchese e una tradizione che ancora oggi porta in tavola il sapore delle domeniche e delle feste in famiglia.

Le sue origini sono legate alla cucina contadina e al recupero degli ingredienti. Carne avanzata da arrosti e bolliti, pane raffermo ammorbidito nel brodo e verdure potevano diventare il ripieno della pasta fresca, poi accompagnata da un ricco ragù di carne.

Una cucina semplice, concreta, nata dalla necessità di non sprecare e capace di trasformare ingredienti comuni in un piatto importante.

🍝 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘́ 𝗦𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗔𝗡𝗢 “𝗧𝗢𝗥𝗗𝗘𝗟𝗟𝗜”?

In Lucchesia il nome tradizionale è proprio 𝘁𝗼𝗿𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶, con la “d”. La forma caratteristica è quella a mezzaluna, con la pasta che racchiude un ripieno morbido e saporito, voi conoscete altre motivazioni ?

La ricetta, però, non è mai stata completamente uguale in tutte le case.

Ogni famiglia ha custodito negli anni la propria versione: cambiano le proporzioni del ripieno, le spezie, la consistenza della pasta e naturalmente il ragù.

Ed è proprio questa varietà a rendere il 𝘁𝗼𝗿𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 una ricetta viva.

🥩 𝗗𝗔𝗟 𝗥𝗘𝗖𝗨𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗔𝗟 𝗣𝗜𝗔𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗙𝗘𝗦𝗧𝗔

Con il passare del tempo il tordello è diventato molto più di un piatto nato dalla cucina povera.

È diventato il primo delle domeniche, delle feste e delle grandi tavolate.

Prepararlo richiede tempo: bisogna fare la pasta, preparare il ripieno, chiudere uno a uno i tordelli e infine lasciarli incontrare con un 𝗿𝗮𝗴𝘂̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 capace di accompagnarli senza coprirne il sapore.

Una preparazione che racconta anche la pazienza della cucina di una volta.

❤️ 𝗨𝗡𝗔 𝗧𝗥𝗔𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗩𝗜𝗩𝗔

Oggi i tordelli sono entrati a pieno titolo nell’identità gastronomica lucchese e continuano a essere preparati nelle case, nelle trattorie e nei ristoranti della città e della provincia.

Nel 2026 sono stati inoltre inseriti nel 𝗥𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗗𝗲.𝗖.𝗢. del Comune di Lucca, riconoscimento che rafforza il loro legame con il territorio.

Ma forse la loro storia più bella rimane quella che non si trova nei documenti.

È la storia delle mani che tirano la sfoglia, delle famiglie riunite intorno al tavolo, del ragù che sobbolle lentamente e di quel piatto fumante portato in tavola la domenica.



🥚 𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐚

Ruvida.
Spessa il giusto.
Fatta per trattenere il ragù come se non volesse lasciarlo andare mai.

Ogni tordello è diverso dall’altro.
Perché quelli veri non nascono in fabbrica.

Nascono da mani infarinate, tavoli di legno e domeniche infinite.



🥩 𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐩𝐢𝐞𝐧𝐨

Dentro c’è un mondo.

Manzo.
Maiale.
Pane ammollato nel latte.
Parmigiano.
Noce moscata.
Pepolino.

E quel profumo caldo che sa di cucina di casa, vino rosso e nonne che cucinano senza bisogno di ricette.

Un ripieno morbido, intenso, quasi scandaloso da quanto è buono.



🍷 𝐄 𝐩𝐨𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐥𝐮𝐢: 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐮̀

Lento.
Scuro.
Denso.

Ore di cottura.
Carne, pomodoro, vino e soffritto che si fondono fino a diventare qualcosa di profondo, quasi carnale.

Il tipo di sugo che ti obbliga a fare scarpetta anche se avevi detto:
“Stavolta mangio leggero.”

Bugie.



🔥 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐛𝐨𝐜𝐜𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚

La forchetta affonda.
La pasta cede.
Il ripieno esplode.
Il ragù avvolge tutto.

E per qualche secondo sparisce il rumore del mondo.

Restano solo:
🍷 vino rosso
🍝 profumo di sugo
❤️ felicità vera

——-

📸 Quelli in foto sono quelli che ho mangiato nella 𝐓𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐑𝐮𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 in centro a 𝐋𝐮𝐜𝐜𝐚

E voi a Lucca dove avete mangiato i migliori?

—-

25/08/2026

“Un’ si frigge mi’a coll’acqua!” 😂

E voi, quando lo usate? 👇

11/08/2026
03/08/2026
25/07/2026

🍷✨ 𝗣𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗴𝗵𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 "𝗖𝗮𝗹𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲"! ✨🍷

Venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto Porto Santa Margherita ospiterà la prima edizione sulla costa veneta di Calici di Stelle, la prestigiosa manifestazione enoturistica del circuito nazionale promosso dal Movimento Turismo del Vino, dedicata alla valorizzazione del vino, del territorio e delle eccellenze enogastronomiche.

📍 Piazzale Portesin sarà il cuore dell'evento, organizzato in collaborazione tra Comune di Caorle, Movimento Turismo Vino Veneto, Eleganzaveneta e Associazione Proprietari Porto Santa Margherita.

🍇 Venerdì 31 luglio
Dalle 18.00 alle 24.00 appuntamento con "Trova la tua Stella": aperitivi, cene a tema e iniziative diffuse nei ristoranti, nei bar e nelle strutture ricettive aderenti.

🍷 Sabato 1 agosto
Dalle 19.00 alle 24.00, i banchi di degustazione delle cantine del Movimento Turismo del Vino Veneto e di altre realtà del territorio offriranno la possibilità di conoscere e degustare alcune delle migliori produzioni vitivinicole regionali direttamente attraverso il racconto dei produttori.

La serata sarà impreziosita da spettacoli teatrali della Compagnia Scherzi di Fate, musica e animazione.

🕡 Ore 18.30 – Cerimonia inaugurale con le autorità, condotta dal giornalista Danilo Poggi.

🌿 Il filo conduttore di questa prima edizione sarà la sostenibilità, intesa come valorizzazione della filiera vitivinicola, della cultura locale e promozione del bere consapevole.

🎟️ Informazioni
Il ticket d'ingresso ha un costo di 20 euro e comprende le degustazioni libere presso i banchi di assaggio e la partecipazione agli spettacoli teatrali. Il calice con tracolla sarà consegnato previo versamento di una cauzione di 5 euro.

☔ In caso di maltempo, l'evento di sabato 1 agosto sarà rinviato a sabato 8 agosto, mantenendo lo stesso programma

Indirizzo

Capriva Del Friuli
34070

Sito Web

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