08/06/2026
Applausi ad Alessia Mangiola che ha commentato questo post :
"Parlo da mamma di due bambini con disabilità...... uno con autismo grave e uno affetto da una malattia rara con lieve ritardo cognitivo. Personalmente non considero una discriminazione l'idea di prevedere percorsi scolastici separati quando questo può garantire un insegnamento più adeguato alle loro esigenze.
I miei figli non hanno bisogno semplicemente di stare in una classe qualsiasi......hanno bisogno di programmi specifici, tempi diversi, maggiore attenzione e un supporto educativo molto più intenso rispetto a quello richiesto da molti altri bambini. Trattarli tutti allo stesso modo non sempre significa fare il loro interesse.
L'obiettivo non dovrebbe essere l'inclusione solo sulla carta, ma il reale progresso del bambino. Se una classe o un percorso dedicato permette di lavorare meglio sulle difficoltà, sulle autonomie e sull'apprendimento, non lo vedo come una forma di esclusione, ma come uno strumento per aiutarli a sviluppare al massimo le proprie potenzialità.
Naturalmente questo non significa isolarli dal resto dei coetanei. ....nei momenti di socializzazione, gioco, attività comuni e progetti condivisi è giusto che ci siano occasioni di incontro. Ma sul piano didattico credo che ogni bambino debba ricevere il percorso più adatto ai suoi bisogni, senza ideologie e pensando prima di tutto al suo benessere e alla sua crescita."