09/07/2026
Massimo Zanichelli qui con un approfondimento sui vini frizzanti del Piacentino e 2 etichette di Massimiliano Croci tra le 10 migliori selezionate e segnalate.
Lubigo 2022 e Campedello 2023 di Massimiliano Croci sempre nel cuore.
"È una provincia, quella di Piacenza, in un tale, improprio cono d’ombra, da essere ormai quasi negletta. Il capoluogo sembra soffrire di un complesso d’inferiorità rispetto alle altre città emiliane, specialmente Parma e Modena, nascondendo la propria bellezza invece di mostrarla. Analogamente, le sue quattro valli del vino, diverse tra loro e bellissime (Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure, Val d’Arda), non le conosce nessuno, o quasi. È un’Emilia, questa, molto sui generis, di cui in molti, e non senza ragioni, mettono in discussione lo statuto di appartenenza: del resto nel Piacentino non si produce Lambrusco, ma Gutturnio, le cui uve (barbera e croatina) sono le stesse dell’Oltrepò Pavese, con cui la Val Tidone confina. Benché senta anche le influenze piemontesi e liguri, la sua natura sembra più lombarda che altro, come già scriveva Guido Piovene. Il bacino vitato è enorme (quasi 5.000 ettari per 300.000 ettolitri e 29 milioni di bottiglie Doc), le tipologie del disciplinare perfino troppe, ma creatività e versatilità non mancano: ci sono vini di ogni genere e natura, tra fermi, frizzanti, spumanti e passiti sia bianchi sia rossi. Il frizzante rappresenta la tradizione, è ancora oggi il genere più diffuso e la caterva di vini tecnico-anonimi da autoclave non hanno per fortuna soppiantato le rifermentazioni artigianali, che, per quanto minoritarie, sono sempre più numerose e capaci di rilanciare le quotazioni del vino “mosso” locale presso gli amatori dal palato fino.
Lubigo Frizzante 2022 – Croci
Sulle bottiglie di Massimiliano Croci campeggia il motto “sa at piasa bein, sa at piasa mia è tànt istéss” (se ti piace bene, se non ti piace fa lo stesso). È l’aria che tira da queste parti – prendere o lasciare – ed è un’aria di campagna, diretta e schietta, come lo spirito rurale dei frizzanti della casa, prodotti con rifermentazione spontanea in bottiglia, macerazione sulle bucce anche per i bianchi, maturazione in cemento. Il colore del Lubigo è dorato-arancio vivo e vibrante il suo profilo: olfatto punteggiato di spume agresti, di erbe di campagna, di fieno al sole, di agrumi freschi, di note balsamiche e affumicate; palato calibrato nella carbonica, arioso al gusto, succoso e dinamico, fresco e persistente (foglia di limone, scorza di pompelmo). La sublimazione dell’Ortrugo.
Campedello Frizzante 2023 – Croci
Cambia la chiusura (tappo raso invece che a corona) e cambiano le uve (malvasia di Candia aromatica 60%, trebbiano 20%, ortrugo 15%, sauvignon 3%, marsanne 2%) – che provengono sempre dalla collina di Monterosso a Castell’Arquato, in Val d’Arda –, ma non la sostanza. Colore arancio brillante, fragranze aromatiche di zagara, zest di bergamotto, buccia d’arancia, sapone di Marsiglia, sorso cremoso, vivido, dalla bollicina sottile e penetrante, dal tannino vivo che aumenta invece d’inibire il sapore, dal finale secco, asciutto, balsamico. Da non perdere anche il Galvano Rosso Frizzante 2020, taglio gagliardo di barbera e croatina."
L’eccellenza italiana dei vini frizzanti (e talvolta spumanti) autoctoni: bianchi, rosa o rossi, secchi o dolci, rifermentati in bottiglia (o talvolta in autoclave)