07/05/2025
Lo Champagne nasce da sotto terra.
La parola più usata — e meno compresa — quando si parla di Champagne?
Terroir.
Non è solo il suolo. È l’insieme di tutto ciò che entra nel bicchiere senza passare dalla mano dell’uomo: esposizione, vento, latitudine, pioggia.
In Champagne, il terroir cambia di villaggio in villaggio.
Cambia la struttura. Cambia la profondità. Cambia la firma.
È un mosaico di zone, suoli e altitudini, ognuna con la propria voce. Ogni parcella ha la propria impronta.
Nella Montagne de Reims, la craie affiora sotto i piedi del Pinot Noir donando struttura, verticalità, profondità.
La Côte des Blancs, regno dello Chardonnay, poggia su calcari purissimi, forieri di finezza, tensione, mineralità gessosa.
A sud, nella Côte des Bar, il suolo cambia e sono le marne kimmeridgiane e le argille scure a dare rotondità e frutto.
La Vallée de la Marne è patria del Meunier e qui l’umidità e i suoli più ricchi parlano un linguaggio più morbido, rotondo, spesso più rustico, ma autentico.
È per questo che in Exquisito selezioniamo solo Vigneron che conoscono la propria terra. Terra in cui affondano le radici non solo dei vigneti.
È così che scegliamo Champagne che sanno da dove vengono. E per questo sanno dove andare.