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Foodiverso La voce di chi produce il cibo sano

19/10/2026

Ripeto, per avere sufficiente eco, gli scioperi devono essere fatti a Garlasco

QUANDO DAVIDE BATTE GOLIA. 🍇Da una parte, gli scaffali dell’ortofrutta della grande distribuzione, desolatamente vuoti. ...
18/10/2026

QUANDO DAVIDE BATTE GOLIA. 🍇
Da una parte, gli scaffali dell’ortofrutta della grande distribuzione, desolatamente vuoti. Dall’altra, i mercati contadini, pieni di prodotti e di vita.
In questi giorni di protesta, il gigante della distribuzione scopre di avere i piedi d’argilla. Il mercato contadino, invece, continua a parlare la lingua della terra.
Forse il problema è proprio questo: chi controlla gli scaffali non controlla la terra.
E a volte Davide batte Golia.

Foto Mercato contadino Via Imperia, Catania.

PRIMA O POI I NODI VENGONO AL PETTINE Quando chiudevano le aziende agricole, strangolate da prezzi insostenibili, dov’er...
17/10/2026

PRIMA O POI I NODI VENGONO AL PETTINE
Quando chiudevano le aziende agricole, strangolate da prezzi insostenibili, dov’erano questi industriali? Si sono mai chiesti come salvare chi produce il grano italiano?
Adesso che la crisi (purtroppo) bussa anche ai cancelli dei pastifici, tutti invocano solidarietà.
Ecco cosa succede quando si preferisce importare grano dall’Australia e dall’Arizona (nel caso di Rummo) anziché investire nella sopravvivenza dei produttori italiani.
La filiera comincia nei campi, non nelle fabbriche. Peccato accorgersene soltanto quando è troppo tardi.
Questi signori non hanno ancora capito che non è lo sciopero di qualche categoria, questo è lo sciopero di tutti.

Fonte: https://www.ilmattino.it/AMP/benevento/l_agroalimentari_in_tilt_rummo_i_blocchi_statali_ci_costringono_a_chiudere_giusto_protestare_ma_senza_danneggiare_gli_altri-9829626.html

IN SICILIA IMPORTIAMO ARANCE DAL SUDAFRICA. E POI CI STUPIAMO SE GLI AGRICOLTORI PROTESTANO?Foto scattata ieri, 15 ottob...
16/10/2026

IN SICILIA IMPORTIAMO ARANCE DAL SUDAFRICA. E POI CI STUPIAMO SE GLI AGRICOLTORI PROTESTANO?
Foto scattata ieri, 15 ottobre, in un supermercato di Catania.

Arance Navel. Origine: Sud Africa. Prezzo: 1,19 €/kg.

Siamo in Sicilia. Una terra che ha fatto degli agrumi una parte della propria identità, della propria economia, del proprio paesaggio.
Eppure, sugli scaffali, troviamo arance che arrivano dall’altro capo del mondo.
Il problema non è l’importazione in sé. È un sistema che disconosce stagionalità e spesso qualità, premiando la disponibilità perpetua.
Per non parlare della logica del prezzo più basso in un momento in cui i produttori locali devono fare i conti con costi crescenti e margini sempre più ridotti.
Poi gli agricoltori protestano, gli autotrasportatori minacciano il blocco e tutti si interrogano sulla crisi delle filiere.
Ma qualcuno vuole spiegare chi difende chi produce, se persino nella patria degli agrumi conviene vendere quelli che arrivano dall’altra parte del mondo?

15/10/2026

Un consiglio agli agricoltori: fate le manifestazioni a Garlasco, forse qualche televisione vi noterà

QUALCUNO SPIEGHI A ITALMOPA CHE GLI SCIOPERI SI FANNO PER CREARE DISAGI.ALTRIMENTI SI CHIAMANO SCAMPAGNATEItalmopa è l’a...
15/10/2026

QUALCUNO SPIEGHI A ITALMOPA CHE GLI SCIOPERI SI FANNO PER CREARE DISAGI.
ALTRIMENTI SI CHIAMANO SCAMPAGNATE
Italmopa è l’associazione che rappresenta l’industria molitoria italiana, cioè le aziende che trasformano il grano in farine e semole.
Oggi lancia l’allarme: con i blocchi stradali in Puglia sarebbe a rischio la filiera del grano. Fonte: askanews, 14 ottobre 2026⁠.
Qualcuno spieghi a Italmopa che gli scioperi si fanno proprio per creare disagi. Altrimenti basterebbe organizzare una passeggiata.
Ma forse occorrerebbe farlo sapere anche a qualche associazione di agricoltori che troppo spesso organizza pseudomanifestazioni troppo prone a non disturbare il manovratore…
La filiera del grano non si tutela soltanto quando camion e materie prime rischiano di fermarsi. Si tutela anche quando il grano italiano viene penalizzato, quando i produttori non riescono a coprire i costi e quando seminare diventa una scommessa in perdita.
Su questo, però, gli allarmi sembrano decisamente meno fragorosi.
La domanda è semplice: la filiera va difesa soltanto quando rischia di fermarsi o anche quando si lascia morire chi produce il grano italiano?
Perché preoccuparsi del grano quando non arriva al mulino, ignorando le ragioni per cui chi lo coltiva protesta, è davvero roba da Scherzi a parte.

https://askanews.it/2026/10/14/italmopa-con-blocchi-stradali-in-puglia-a-rischio-filiera-grano/

14/10/2026

Negli ultimi 3 anni i pareri positivi per il fotovoltaico, della Cts presieduta da Armao, sono passati da circa 400 a quasi 1000
(La Repubblica)
Certamente un caso

LO SCANDALO DELL’OLIO EXTRAVERGINE (?) A 3,99 €Condivido l’editoriale di Teatro Naturale, firmato da Alberto Grimelli, s...
14/10/2026

LO SCANDALO DELL’OLIO EXTRAVERGINE (?) A 3,99 €
Condivido l’editoriale di Teatro Naturale, firmato da Alberto Grimelli, sull’offerta di olio extravergine italiano a 3,99 euro al litro nei supermercati Gros.
Un prezzo che solleva una domanda enorme: fatta salva (con molta difficoltà) la questione qualitativa che rimane centrale, quale spazio resta agli sforzi dei nostri olivicoltori e frantoiani, se sugli scaffali l’olio viene proposto a valori così distanti dai costi che sostengono per produrlo?
Non è soltanto una questione commerciale. È una questione di responsabilità.
La GDO ha il diritto di competere sul prezzo, ma non può ignorare le conseguenze delle proprie scelte sulla filiera che dovrebbe garantirle il prodotto anche domani.
Perché se il prezzo diventa l’unico criterio, a perdere non saranno soltanto gli agricoltori: perderemo frantoi, oliveti, paesaggio e presidio del territorio.
Un’offerta può essere legittima sul piano commerciale e, al tempo stesso, irresponsabile sul piano economico e sociale.
La domanda, allora, è semplice: alla grande distribuzione interessa soltanto vendere olio oggi, o anche contribuire a garantire che l’Italia possa continuare a produrlo domani?

Fonte: https://www.teatronaturale.it/pensieri-e-parole/editoriali/49659-olio-extravergine-di-oliva-italiano-a-3-99-euro-al-litro-a-scaffale-l-italia-olivicola--morta.htm

CON GLI SCAFFALI VUOTI CI RICORDEREMO DI CHI PRODUCE IL CIBO?Lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia e Calabria m...
13/10/2026

CON GLI SCAFFALI VUOTI CI RICORDEREMO DI CHI PRODUCE IL CIBO?
Lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia e Calabria mette in luce una fragilità che preferiamo ignorare: la vulnerabilità del sistema alimentare fondato sulla GDO. Alcune sigle sindacali che aderiscono allo sciopero forniscono la quasi totalità degli approvvigionamenti dei supermercati, che generalmente non dispongono di magazzini di stoccaggio e devono essere riforniti quotidianamente, specie per il fresco.
Abbiamo affidato la nostra sicurezza alimentare a una distribuzione organizzata per garantire disponibilità continua e prezzi competitivi, ma dipendente da una logistica che può incepparsi e da filiere spesso troppo lunghe.
Basta bloccare i trasporti per scoprire quanto sia fragile un modello che diamo per scontato.
E allora, capiremo l’importanza di chi produce cibo soltanto quando gli scaffali resteranno vuoti?
La sicurezza alimentare non si esaurisce nella distribuzione: richiede produzione agricola, filiere resilienti e una minore dipendenza dall’esterno. Tutto ciò che oggi sacrifichiamo troppo spesso sull’altare del prezzo più basso.

Fonte: https://livesicilia.it/autotrasportatori-sicilia-pronti-a-blocco-oltranza/

12/10/2026

Lollobrigida introduce il DAO per il tracciamento dell’olio di oliva.
Avrà la stessa valenza del Granaio Italia: il nulla

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