12/03/2024
Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo questo amaro sfogo di un produttore. Ci auguriamo che possa essere motivo di riflessione e discussione. Difficile che si possano modificare gli eventi se non cambiano le teste, ma ci auguriamo che da queste considerazioni possa ve**re fuori qualcosa di buono, il riscatto e l'orgoglio di essere i veri protagonisti del futuro del Cilento.
"Leggendo i post sembra che sia stato costituito il primo consorzio di tutela: un evento di portata epocale, una novità assoluta ed attesa da decenni in questo territorio del quale il fico rappresenta una sorta di bandiera. E questo avrebbe sicuramente rappresentato se non fosse che:
- il 5 luglio 2023, secondo quanto diffuso, si è costituito il primo consorzio di tutela:
https://www.facebook.com/confagricoltura.salerno/posts/pfbid02UpaA5GocD25e3rBB448cFpvajjSrkFwDp24GZGtjgiDhH6cfgSxJ55B3D6ig1C2El
- il 5 febbraio è stato eletto il consiglio: https://www.facebook.com/confagricoltura.salerno/posts/pfbid02gjKjhjfX7NwxUc8NDH1kKGVd5gvDwPbE8AF1oS1gvrfcsDB3Hab1f8PmwFtA4svMl
- il 15 febbraio si è riunito il CdA e ha eletto presidente e vicepresidente: https://www.facebook.com/confagricoltura.salerno/posts/pfbid0U1q36LqdG3yC1RRdXNKERTdSYH888EYAEfoFEAAKijYvU7uJq2QU4ifAoKyggBrtl
Confrontando i nominativi dei membri di entrambi i consorzi emerge che alcuni nominativi coincidono.
Da non addetta ai lavori, ma da semplice residente di questo territorio mi chiedo: che senso ha creare, a distanza di un mese, un secondo consorzio?
Da produttore a quale consorzio dovrei affidarmi?
Chi tutela cosa?
Due consorzi gemelli...per cui mi chiedo:
È prioritario l'obiettivo di valorizzazione e tutela da raggiungere o la sedia da occupare?
Al centro del dibattito c’è il territorio e, nel ricostruire la filiera, ci sono i produttori, che hanno fatto e fanno si che ci sia un prodotto da tutelare o i commercianti?
È prioritario l'obiettivo da raggiungere o la sedia da occupare?
Sul tema dei consorzi, delle cooperative ecc. siamo indietro di decenni rispetto alle altre realtà territoriali agricole italiane. Questa poteva rappresentare l'occasione per creare un grande fronte comune di produttori e associazioni di categoria con l'obiettivo comune di dare finalmente il giusto riconoscimento non soltanto al prodotto ma all' intero territorio. Invece si è scelto ancora una volta di dividere...di creare confusione. E dalle divisioni, purtroppo, sono spesso i pochi ad avvantaggiarsi a discapito dei molti.
L' ennesima occasione mancata per un territorio che era chiamato per la prima volta a ripagare tutti i produttori di fichi dei sacrifici e delle battaglie che hanno sostenuto per decenni per mantenere in vita queste coltivazioni caratterizzate da una resa piuttosto bassa considerando il rapporto ql/ha (e chi dice il contrario probabilmente è in malafede) e difendersi non solo dalle cattive annate ma anche dalle importazioni.
Ancora una volta sembra che sia prevalso il tipico individualismo cilentano che ha ridotto a brandelli questo territorio e lo ha confinato ad una perenne condizione di marginalità.
Sembra che qualcuno sia particolarmente bravo e propenso ad attuare quel che i latini sintetizzavano con divide et impera...che continui a urlare “Carthago delenda est” ed impegnarsi affinché questo avvenga."
Meditate e rispondete nei commenti. Grazie