07/05/2026
LA GRANDE MADRE
Come ogni anno, la seconda domenica di maggio cade la ricorrenza della festa della mamma. Questa festività sembra avere origine dalle antiche popolazioni politeiste, che in primavera celebravano le divinità femminili legate alla Terra e alla fertilità.
La fertilità era importante per la continuità della vita sulla Terra, infatti è dalla Preistoria che la natura viene venerata con personificazioni diverse, tra le più famose possiamo ricordare Demetra, Persefone e Artemide.
Ma in realtà, l'aspetto più importante legato alla fertilità non era quello della sopravvivenza, per la paura della morte, bensì quello più profondo e spirituale basato sulla rigenerazione, sulla ciclicità vita-morte-vita e la divinità che maggiormente ha rappresentato questo concetto è stata sicuramente Ecate, la Grande Madre, la vecchia al di là del tempo.
Ecate, la Dea Madre (chiamata in modi diversi nel corso dell'evoluzione umana), probabilmente per almeno 25.000 anni ha portato ad una socializzazione pacifica tra gli uomini, un tempo in cui le guerre non esistevano, un tempo materno, in cui nella donna veniva vista la capacità di illuminare e trasformare la coscienza umana.
Poi, un po' prima della domesticazione del cavallo, la società è diventata patriarcale e sono nate le religioni organizzate ad impostazione maschile.
Oggi siamo colti e illuminati, siamo tecnologici, ma abbiamo perso la semplicità e la profondità degli antichi popoli, abbiamo perso la Dea Madre.
“Insegnerete ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri? Che la Terra è la nostra Madre. Quello che accade alla Terra, accade a tutti i figli della Terra. La Terra non appartiene all’uomo, ma l’uomo appartiene alla Terra” - antico detto degli Indiani d'America -