23/06/2026
Vado a caccia da oltre 40 anni, sono impegnato nella gestione della stessa da 27, rispetto chi la pensa diversamente ma non ho problemi a rapportarmici e non credo ci sia tutta quella percentuale di anticaccia. Sono convinto pero' che c'e' una grande maggioranza di italiani ignoranti sulla caccia nel senso letterario e non dispregiativo : che non conoscono la materia e la normativa. La cosa e' dovuta anche a noi cacciatori, usi a confrontarci forse poco fuori del nostro settore, restii a fornire dati, spiegazioni anche nei rapporti personali quotidiani. In questa situazione chi ha come fine la lotta contro la caccia per motivi politici o come " pasdaran" ambientalisti" sta usando una folta serie di fake news a supporto della proposta di legge per la modifica della L. 157/92, legge quadro sulla protezione della fauna omeoterma e sul prelievo venatorio, normativa decisamente datata ed ormai in parte non piu' consona alle esigenze attuali di gestione. Per questo ho postato l' intervento di Malan e resto disponibile a discernere la cosa nel merito e non sui "pruriti" 🙂. Livio Salomone
Caro direttore…
Se fosse davvero «sparatutto» non l’avrei firmata e neppure la voterei, anche perché mai sono andato a caccia né ho intenzione di iniziare.
I calendari venatori non saranno più ampi, ma stabiliti sulla base di dati scientifici, escludendo periodi critici, riproduttivi o migratori. Le uniche specie che diverranno cacciabili sono l’oca selvatica e il piccione, ma solo quando gli organi pubblici e scientifici competenti riscontrano pericoli per colture, igiene pubblica o altre specie. La caccia «con strumenti ottici e optoelettronici» è consentita solo nell’ambito della caccia di selezione degli ungulati, per aumentare la precisione del tiro, riducendo la sofferenza dell’animale e i rischi di incidenti. L’Italia ha una popolazione di cinghiali molto superiore a qualsiasi altro paese europeo, e tutti sappiamo che spesso entrano anche nelle grandi città creando pericoli di vario genere, ma è poca cosa rispetto ai danni che creano alle coltivazioni e ai pericoli per gli agricoltori, oltre a diffondere la peste suina africana, che crea gravi danni agli allevamenti di suini e alle nostre esportazioni. L’unico modo per impedire il loro ulteriore aumento è la caccia di selezione. Quanto ai richiami vivi, questo disegno di legge ne riduce di molto l’uso e prevede severe sanzioni. Non ci sarà alcuna autorizzazione a sparare sulle spiagge o in città. Non cambia assolutamente nulla su parchi e aree protette. La caccia con il silenziatore non è mai stata nel testo. Il disegno di legge triplica le sanzioni penali e pecuniarie e aggiorna le norme a una realtà molto mutata dal 1992: i cacciatori sono passati da oltre un milione e 100mila a circa 300mila mentre i cinghiali si sono moltiplicati di cinque o sei volte. Detto questo, non si chiude la porta a ulteriori miglioramenti, tenendo conto degli autorevoli appelli, ma non è una legge «sparatutto».