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In Alsazia, pochi chilometri possono cambiare profondamente il carattere di un vino.È una terra in cui granito, calcare,...
20/10/2026

In Alsazia, pochi chilometri possono cambiare profondamente il carattere di un vino.

È una terra in cui granito, calcare, gres e scisti si alternano dando personalità differenti alle varietà che vi crescono. Ed è all’interno di questo mosaico che lavora Domaine Scheidecker, a Mittelwihr, nel cuore del vigneto alsaziano.

Il Grand Cru Froehn nasce da Muscat, una delle varietà bianche storicamente coltivate nella regione, in un territorio protetto a ovest dai Vosgi, dove il clima semicontinentale, soleggiato e secco, permette un ciclo vegetativo lungo e favorisce lo sviluppo di aromi fini e persistenti.

Una bottiglia che ci porta dentro un’altra geografia della Francia: quella dell’Alsazia, dei suoi piccoli appezzamenti e della straordinaria varietà dei suoi terroirs.
Perché a volte, per comprendere un vino, bisogna prima osservare la terra da cui nasce.

18/10/2026

Esistono molti modi di raccontare la Ch*****ne.

Ci sono le grandi cuvée, costruite raccogliendo uve provenienti da diverse parti della regione. E poi ci sono produzioni che nascono dentro confini molto più piccoli.
È in questa dimensione che il termine artigiano assume per noi un significato particolare.

Non come etichetta da contrapporre a qualcos’altro, ma come possibilità di riconoscere nel vino una provenienza precisa, le scelte di chi lo ha prodotto e una storia che difficilmente potrebbe nascere altrove.

Una delle ragioni per cui abbiamo scelto di cercare la Ch*****ne proprio qui.

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Ci sono territori in cui ogni variazione del suolo sembra cambiare il modo in cui il vino si racconta. L’Alsazia è uno d...
15/10/2026

Ci sono territori in cui ogni variazione del suolo sembra cambiare il modo in cui il vino si racconta. L’Alsazia è uno di questi.

A Mittelwihr, nel cuore del vigneto alsaziano e ai piedi dei Vosgi, il clima secco e soleggiato incontra una straordinaria varietà geologica. Granito, calcare, gres e scisti compongono un paesaggio complesso, capace di regalare espressioni profondamente diverse ai vitigni che qui trovano casa.

È in questo territorio che nasce Domaine Scheidecker, oggi guidato da Laurent Scheidecker. Circa dodici ettari distribuiti su cinque comuni e oltre ottanta appezzamenti raccontano una tenuta costruita sulla diversità: parcelle, esposizioni e suoli differenti, coltivati in biologico dal 2024.

Riesling, Gewürztraminer, Pinot Gris e le altre varietà alsaziane diventano così interpreti di un territorio fatto di sfumature, dove ogni parcella può restituire una voce diversa dello stesso paesaggio.

13/10/2026

Ogni selezione, in fondo, è una presa di posizione.

Significa decidere quali storie meritano spazio, quali sensibilità sentiamo vicine e quale idea di vino vogliamo portare avanti nel tempo.

Non si tratta di stabilire cosa sia giusto o sbagliato, né di trasformare le definizioni in confini.

Si tratta di riconoscersi in un certo modo di fare vino.

La selezione Thaler nasce anche da questo: da affinità che, bottiglia dopo bottiglia, finiscono per costruire un’identità.

09/10/2026

Crémant o Ch*****ne?
Più che una scelta tra due mondi, è un viaggio attraverso territori diversi.

Lo Ch*****ne racconta una regione precisa. I Crémant attraversano invece diverse aree vitivinicole francesi, ognuna con le proprie varietà e la propria identità.

Loira, Alsazia, Borgogna, Bordeaux, Jura, Savoia: espressioni differenti dello stesso desiderio di raccontare un luogo anche attraverso le bollicine.

E quando chiediamo a Johannes quale preferisce, la risposta forse dice già tutto: ognuno ha la propria peculiarità.

Perché, ancora una volta, prima del nome viene il territorio.

*****ne

06/10/2026

Quanto può raccontarci un’etichetta?

Molto più di quanto sembri.

Un Brut. Un suolo di argilla e silex. Vigne di cinquant’anni. Lieviti indigeni, 24 mesi sui lieviti, una certificazione biologica e un luogo preciso da cui tutto ha origine.
Informazioni che ci aiutano a leggere un vino, ma che non possono contenerne interamente la storia.

Perché dietro quelle poche righe rimane il lavoro di chi lo produce: le scelte, il rapporto con la vigna, un modo di interpretare il territorio e un’etica che nessuna etichetta può raccontare fino in fondo.

Forse è proprio da lì che vale la pena iniziare a conoscere davvero un vino.

Ci sono territori che sembrano composti da molte anime. Savigny-lès-Beaune è uno di questi.Nel cuore della Côte de Beaun...
04/10/2026

Ci sono territori che sembrano composti da molte anime. Savigny-lès-Beaune è uno di questi.

Nel cuore della Côte de Beaune, tra la collina di Corton e Beaune, le vigne si distendono lungo pendii che cambiano altitudine, esposizione e natura del suolo: terreni ghiaiosi, ooliti ferruginose, calcare, argilla e sfumature sabbiose disegnano un vero mosaico geologico.

È qui che Jean Marc e Hugues Pavelot coltivano le loro vigne seguendo i principi dell’agricoltura biologica. Parcelle diverse, ciascuna con una propria identità, diventano vini capaci di restituire le molte sfumature di Savigny-lès-Beaune, dal Pinot Noir allo Chardonnay.

Una Borgogna in cui sono le differenze a creare profondità: quelle tra un pendio e l’altro, tra una parcella e la successiva, tra la terra e ciò che riesce a raccontare nel calice.

01/10/2026

Crémant non significa semplicemente “bollicine francesi”.

È un metodo classico prodotto al di fuori della Ch*****ne, ma soprattutto un modo diverso di leggere la geografia vitivinicola francese.

Otto aree di produzione, territori differenti e varietà che cambiano insieme al luogo. È proprio attraverso queste uve che ogni Crémant costruisce la propria identità, più che attraverso la durata dell’affinamento.

Dall’Alsazia alla Borgogna, dalla Loira alla Savoia, cambia il paesaggio e cambia ciò che ritroviamo nel calice.

Perché anche un metodo classico può diventare un modo per raccontare da dove viene.

Ci sono vini in cui la geologia non rimane sullo sfondo. Diventa parte del racconto, fino a trovare spazio sull’etichett...
29/09/2026

Ci sono vini in cui la geologia non rimane sullo sfondo. Diventa parte del racconto, fino a trovare spazio sull’etichetta.

Patience nasce nell’Anjou, da Chenin Blanc in purezza, su suoli di scisti e grès. Dopo una pressatura soffice, la fermentazione avviene naturalmente e il vino affina per almeno nove mesi sulle fecce fini, in anfore di grès interrate.

Nel calice emergono fiori bianchi e frutti a polpa bianca, accompagnati da tensione, profondità, lunghezza e mineralità.

Un vino che porta con sé il luogo da cui proviene, attraverso la materia, il tempo e le scelte di chi lo produce.

Perché a volte, per raccontare un vino, basta partire da ciò che c’è sotto i nostri piedi.

25/09/2026

Raccontare lo Ch*****ne significa, prima di tutto, raccontare i suoi luoghi.

Perché dietro una stessa denominazione esiste un mosaico di territori, ciascuno con la propria identità.

Dalla Côte des Bar al Sézannais, dalla Vallée de la Marne alla Côte des Blancs, passando per la Montagne de Reims fino al Massif de Saint-Thierry, quasi al cinquantesimo parallelo.

La selezione Thaler attraversa questa geografia cercando di restituirne le differenze attraverso il lavoro dei produttori che la abitano.

È così che ci piace parlare di Ch*****ne: non come un unico territorio, ma come un insieme di luoghi da conoscere, uno alla volta.

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