Un inconsapevole sciame d’api ha la felice idea di posizionarsi in una finestra della casa di campagna del dottor Luciano de Sanctis, geologo con la passione dell’agricoltura. Un agricoltore che prestava la sua opera in quei terreni aveva avuto tempo addietro un apiario di modeste dimensioni. E’ lui che provvede a prendere lo sciame e che, con una vecchia arnia conservata in magazzino, costituisce
il primo alveare. E’ presente ed osserva affascinato il giovanissimo Federico, figlio di Luciano, allora studente sedicenne. Carlotta resta indifferente ma il fratello Federico è di nuovo colpito: in un mese ha scoperto un nuovo mondo. In breve tempo gli alveari crescono a 4 ed il miele viene utilizzato per consumo dei famigliari e parenti (Federico, da sempre chiamato Chicco, ha ben nove zii e tanti cugini). Gli amici degli apicoltori, che frequentano d’estate la casa di campagna, pensano che le api producano il miele direttamente nei vasetti (“quant’è buono! me ne regali un vasetto?”). E’ necessario aumentare gli alveari. Il miele diventa uno dei prodotti dell’Azienda Agricola Federico de Sanctis costituitasi nel 1999. Arnia con tetto in cemento, del nostro apiario
Le arnie crescono di numero e cambiano il tetto: il cemento delle prime viene sostituito dall’elegante ed indistruttibile lamiera zincata. Chicco sotto la guida dell’anziano apicoltore ha già imparato molto sulla vita delle api e sui loro prodotti: è ormai come un miele da troppo tempo tenuto in un maturatore. Nel frattempo lo zio Nanni, primario ospedaliero, va in pensione ed aggiunge ai suoi hobby quello della lavorazione del legno.
“Zio, perché non mi costruisci qualche arnia?”
“Certo. Appena ho finito l’armadio per tua zia Daniela. Quante te ne servono?” “Per ora me ne bastano 50” E’ nata “Chicco di Miele Società Agricola s.s.”