21/05/2026
PER LA LEZIONE DI STORIA DEI MENU
Cibo e curiosità: Luisa Casati Stampa
I d'antan non smettono di stupirci. Famiglia di .
Interessante ed elegante menu. Tra le altre, sul retro, ci sono le firme di Camillo Casati Stampa e di quella che sarebbe diventata, dopo qualche mese, sua moglie ,
straordinario personaggio, una creatura elettrica, creativa, eccessiva e
fieramente oltre il suo tempo.
Camillo fu il padre in seconde nozze di quel Camillo, assassino della moglie
e del suo amante, grande scandalo riportato anche in un recente film. La
celebre Luisa è estranea a tutto questo.
Luisa Amman nata a Milano il 23 gennaio 1881, erede di una fortuna immensa, fu la " " assoluta della .
Sposò il 22 giugno 1900 il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, unione che le diede il titolo ma che presto le andò stretta.
Incapace di restare nel ruolo di moglie della ricca borghesia-aristocrazia milanese, scelse di farsi operadarte vivente: vestiva abiti-opere d'arte, girava nuda sotto la pelliccia, gli
occhi tinti di belladonna, musa di una vita di con ghepardi al
guinzaglio e serpenti veri come gioielli.
Fu la proprietaria dell'edificio
sul Canal Grande prima che lo acquistasse Peggy Guggenheim. Per le sue feste
celeberrime, San Marco veniva chiusa al pubblico.
«Voglio essere un'opera
d'arte», diceva, tra eccessi e sfarzo, prima che la leggenda la consegnasse alla storia.
Tra feste folli e debiti sbalorditivi, sfidò ogni convenzione sociale, morendo in povertà a Londra, ma restando, per sempre, un'opera d'arte vivente.
Nel celebre ritratto del 1908, Giovanni cattura l'anima inquieta e l'eleganza di Luisa Casati Stampa.
Menu 19 novembre 1899
Famiglia Casati Stampa Milano
Cartoncino 13x10 cm
Elegante hors-d'oeuvre 'Bouchée au '
Cestino cilindrico di pasta sfoglia ( , così piccola da poter essere consumato in un solo boccone, bouche) riempito con uno spezzatino di carni e una cremoso.
I salpicon storici più famosi per farcire le bouchées sono:
Salpicon de volaille: Pollo, funghi prataioli e tartufi tagliati a cubetti e
legati con salsa vellutata.
Salpicon Chasseur: Dadini di cacciagione e funghi legati con una salsa al
vino ridotta.
Salpicon Financière: Un ricco mix storico che univa dadini di creste di
gallo, animelle, funghi e olive.
La parola deriva dall'unione di due verbi spagnoli: sal (sale) e picar (tritare, sminuzzare). In origine, il verbo salpicar significava 'cospargere
di sale' o 'spruzzare/schizzare'.
Durante il spagnolo, il salpicón indicava un piatto freddo
fatto con avanzi di carni diverse, pesci o verdure, tutti tagliati finemente
a pezzetti e conditi insieme con una vinaigrette o del sale. Era così comune
che viene citato persino da nell'incipit del (1605) per descrivere la cena abituale del protagonista.
Nel XVIII e XIX secolo i grandi chef francesi (come Antonin e poi
Auguste ) codificarono la classica, adottarono la parola
'salpicon' per indicare la loro tecnica specifica: una dadolata finissima e regolare di ingredienti (carne, funghi, tartufi) legati insieme da una
calda e densa.