29/08/2026
L'estate del 1999 a Bali fu per me la più incredibile delle feste.Tonight we're gonna party like it's 1999, come mi aveva insegnato Prince, ma senza alcun timore del Millennium Bug. Al contrario, con l'opportunità unica e preziosa di soddisfare il mio appetito vagabondo: tutte le cucine dei sogni, a prezzi amichevoli, raccolte in una splendida isola. In pratica, la mia idea di Disneyland. E così, tra templi, risaie e processioni sfavillanti, assaggiai questo mondo e quell'altro con cura certosina. Il delizioso babi guling, il maialino arrosto profumato di lime kaffir e galanga, con la pelle talmente lucida e croccante da sembrare vetro di Murano. Centinaia di kushikatsu, gli spiedini giapponesi impanati nel panko, a mazzi e in ogni declinazione possibile: mozzarelline, culetti di pollo, capesante, polpo e squisitissimi peperoni shish*to. E poi quei giganteschi red snapper oceanici, carnosi e al contempo teneri, da mettere nel carrello al mercato del pesce, portare in cassa e deciderne la cottura; io preferibilmente alla cantonese, con finitura a olio bollente su stick di zenzero, quintali di aglio, peperoncino e il verde del cipollotto. Mai e poi mai sarei diventata l'italiana in vacanza che brama spaghetti e cappuccino, io. Piuttosto sarei morta intossicata mangiando street food di fianco a una discarica. E fu proprio così che quasi mi accoppai con i dolcetti sticky rice in foglia di banano e rotavirus di una dolce vecchina. Il resto del viaggio lo passai al centro commerciale a fare incetta di baguette e formaggini Babybel, dei quali avrei mangiato perfino l'incarto di cera rossa pur di stare meglio. In un sol boccone, gnammy, e passa ogni paura 🧀
Tratto dalla Rassegna di Conforto N. 57 per Cook 🪶
Per la ricetta del Sugo D'Inverno Ed. L'estate Sta Finendo (foto 1 e 2) scrivi MONTEZUMA tra i commenti di quaggiù 🌿🍅🫑🥕🧅🌿