Birra Gaetano Pasqui - Forlì

Birra Gaetano Pasqui - Forlì Nel 1835 Gaetano Pasqui di Forlì era birraio, forse il primo "artigianale" italiano. I discendenti continuano la tradizione.

Il nome del forlivese Gaetano Pasqui a metà dell'Ottocento era noto per la sua attività di inventore di attrezzi agrari, di costruttore di modelli di macchine per migliorare la coltivazione dei campi e per i suoi studi pionieristici su barbabietole e arachidi. Ma l’impresa che fece parlare di lui in tutta Italia e non solo fu l’avvio di una fabbrica artigianale di birra, una delle prime in Italia

(dal 1835) e la prima prodotta con luppolo italiano. Egli era, infatti, un birraio ma il costo del luppolo importato dalla Germania era diventato proibitivo: quindi pensò di introdurne la coltivazione in Italia. Raccolse le piantine di luppolo selvatico che crescevano nei pressi di casa sua, ne studiò le proprietà e provò a coltivarle: nel 1847 produsse la prima birra fatta con luppolo italiano. Solo nel 1850 ebbe le prime soddisfazioni e nel 1856 conseguì una medaglia in occasione dell'Esposizione provinciale di Forlì, cui seguirono altri riconoscimenti a Firenze (1861) e a Londra (1862). I suoi studi (fu anche assistente alla cattedra di agronomia nel Regio istituto tecnico di Forlì) furono ammirati nelle più prestigiose Università e il suo luppolo, nonché la sua birra, riscossero successo in varie città d'Italia e d'Europa, come testimoniano documenti e opuscoli conservati nel Fondo Pasqui della Biblioteca comunale di Forlì. Il caso della Birra Pasqui generò una querelle tra le accademie e i produttori del tempo: poteva un mastro birraio di provincia competere con i marchi internazionali? I “grandi” storcevano il naso, ma una f***a rete di estimatori titolati, facendo leva su analisi di laboratorio, provò che la bibita forlivese era tanto buona quanto quella d’importazione. Su questa linea, il 10 maggio 1863 il professor Botter di Bologna asseriva: . Lo stesso studioso, poi, aggiungeva . La Birra Pasqui non sopravvivrà a Gaetano ma l'esperienza dell'agronomo forlivese fu riportata su testi scientifici e accademici dell'epoca e diede impulso alle grandi aziende che tutt'ora sono marchi conosciuti. Decine di migliaia di bottiglie (in terracotta) smerciate ogni anno e appositi strumenti agrari, inventati ad hoc dal forlivese, costituiscono il frutto di questa vicenda tutt’altro che improvvisata. Gaetano Andrea Leonardo Pasqui morì a 72 anni nella casa al numero 18 di Borgo Ravaldino (ora corso Diaz) alle 14.45 del 19 giugno 1879. Lasciò la moglie Geltrude Silvagni e i figli Tito, Ottavia, Claudia, Livia. E’ sepolto nella tomba di famiglia situata nel Cimitero monumentale di Forlì.

Indirizzo

Forlì

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