02/09/2026
Gina è VIVA!! (e si è fatta perdonare)
Tutto ormai sembrava presagire un triste epilogo della vicenda di Gina, la v***a scomparsa nei pascoli . Un storia a cui i miei venticinque lettori (sono davvero non uno di più!!!) si sono appassionati, ma che sembrava una di quelle tragiche vicende oggetto dei servizi televisivi di Giuseppe La Venia, novello Chiarchiaro del TG1. E invece l’epilogo è di quelli che potrebbero riempire qualche pagina di “Qui e non solo dintorni” o un servizio di Telenord, da sempre attenti alle storie di chi, nonostante tutto, sceglie di vivere ancora aggrappato agli ultimi borghi dell’appennino.
La storia della bovina mancante era ormai ricorrente in valle, in diversi mi chiedevano informazioni mentre erano in attesa dell’agriburger o in coda nel panificio. A qualcuno avevo detto di aver perso le speranze anche perché il ritrovamento di escrementi di lupi contenenti peli e di alcune ossa fresche non davano spazio a grandi aspettative. Unico dubbio era il mancato ritrovamento della campana e relativo collare in cuoio. Era un oggetto prezioso, faceva parte della mia collezione di Devouassoud Chamonix originali, le più rinomate campane usate in Valdaosta e dintorni. Un ricordo dei miei primi quarant’anni, quelli del famoso posto fisso celebrato da Zalone, quando ogni tanto potevo permettermi una spesa superflua. E invece era sparito tutto.
Ieri mattina incontro Pino, il proprietario delle limousine, nel triste momento del funerale di Gianni. Ci accordiamo per portare a casa le 3 superstiti anche perché mi informa che a un altro collega mancava il toro, ma l’ha ritrovato mangiato dai lupi (ecco spiegate le ossa).
Nel primo pomeriggio arriva una telefonata di Pino. “Andrea la mucca che hai perso come si chiamava? Ti ricordi la matricola?” Fornisco le risposte. “Allora è lei. Un amico era per funghi, mi ha chiamato dicendo che c’era una mucca bianca, con collare di cuoio largo, in un bollo c’era scritto GINA e nell’altro il numero 6448. E’ in fondo alla valle del passo Mezzano, ha preso la direzione delle 3 cascine diroccate”
Ripenso a quel pomeriggio con Renzo: “quando non stanno bene e non riescono a seguire la mandria vanno lì, c’è più fresco, c’è sempre un po’ d’acqua. La devi cercare lì”
E l’avevo fatto, ma lei ha perso la campana, sta quasi sempre coricata e anche se le sono passato vicinissimo non l’ho vista. Ma oggi si: e quando è comparsa la sagoma bianca mi sono seduto su un sasso prima di avvicinarmi, ho voluto riempiere gli occhi e il cuore di questa emozione profonda per cercare di imprimere con tutta la forza possibile il ricordo del momento…..solo aghi di pino e silenzio e funghi….
Con un po’ di pazienza domani o dopodomani Gina sarà in stalla, coccolata e rimpinzata di ogni leccornia. E chissà se a ottobre potrò raccontare l’ultima (ve lo giuro) puntata della telenovela estiva della Val Lemme.
Oggi non posso più buttare qualche centinaio di euro per comprare una campana, devo accontentarmi di quelle del ferramenta. Ma nella mia vita ci sono giornate come questa, che regalano emozioni forti, sentimenti che nessun file di Excel, per quanto grande, possa contenere. E l’unico “CercaVerticale” che devo fare è quello tra i miei ricordi. Allora viva la mia partita iva agricola!!!