Cascina Soriassa di Andrea Giaroli

Cascina Soriassa di Andrea Giaroli Allevamento di bovini di razza Piemontese, vendita di riproduttori selezionati di alta genealogia. NON VENDO CARNE

Gina è VIVA!! (e si è fatta perdonare)Tutto ormai sembrava presagire un triste epilogo della vicenda di Gina, la v***a s...
02/09/2026

Gina è VIVA!! (e si è fatta perdonare)
Tutto ormai sembrava presagire un triste epilogo della vicenda di Gina, la v***a scomparsa nei pascoli . Un storia a cui i miei venticinque lettori (sono davvero non uno di più!!!) si sono appassionati, ma che sembrava una di quelle tragiche vicende oggetto dei servizi televisivi di Giuseppe La Venia, novello Chiarchiaro del TG1. E invece l’epilogo è di quelli che potrebbero riempire qualche pagina di “Qui e non solo dintorni” o un servizio di Telenord, da sempre attenti alle storie di chi, nonostante tutto, sceglie di vivere ancora aggrappato agli ultimi borghi dell’appennino.
La storia della bovina mancante era ormai ricorrente in valle, in diversi mi chiedevano informazioni mentre erano in attesa dell’agriburger o in coda nel panificio. A qualcuno avevo detto di aver perso le speranze anche perché il ritrovamento di escrementi di lupi contenenti peli e di alcune ossa fresche non davano spazio a grandi aspettative. Unico dubbio era il mancato ritrovamento della campana e relativo collare in cuoio. Era un oggetto prezioso, faceva parte della mia collezione di Devouassoud Chamonix originali, le più rinomate campane usate in Valdaosta e dintorni. Un ricordo dei miei primi quarant’anni, quelli del famoso posto fisso celebrato da Zalone, quando ogni tanto potevo permettermi una spesa superflua. E invece era sparito tutto.
Ieri mattina incontro Pino, il proprietario delle limousine, nel triste momento del funerale di Gianni. Ci accordiamo per portare a casa le 3 superstiti anche perché mi informa che a un altro collega mancava il toro, ma l’ha ritrovato mangiato dai lupi (ecco spiegate le ossa).
Nel primo pomeriggio arriva una telefonata di Pino. “Andrea la mucca che hai perso come si chiamava? Ti ricordi la matricola?” Fornisco le risposte. “Allora è lei. Un amico era per funghi, mi ha chiamato dicendo che c’era una mucca bianca, con collare di cuoio largo, in un bollo c’era scritto GINA e nell’altro il numero 6448. E’ in fondo alla valle del passo Mezzano, ha preso la direzione delle 3 cascine diroccate”
Ripenso a quel pomeriggio con Renzo: “quando non stanno bene e non riescono a seguire la mandria vanno lì, c’è più fresco, c’è sempre un po’ d’acqua. La devi cercare lì”
E l’avevo fatto, ma lei ha perso la campana, sta quasi sempre coricata e anche se le sono passato vicinissimo non l’ho vista. Ma oggi si: e quando è comparsa la sagoma bianca mi sono seduto su un sasso prima di avvicinarmi, ho voluto riempiere gli occhi e il cuore di questa emozione profonda per cercare di imprimere con tutta la forza possibile il ricordo del momento…..solo aghi di pino e silenzio e funghi….
Con un po’ di pazienza domani o dopodomani Gina sarà in stalla, coccolata e rimpinzata di ogni leccornia. E chissà se a ottobre potrò raccontare l’ultima (ve lo giuro) puntata della telenovela estiva della Val Lemme.
Oggi non posso più buttare qualche centinaio di euro per comprare una campana, devo accontentarmi di quelle del ferramenta. Ma nella mia vita ci sono giornate come questa, che regalano emozioni forti, sentimenti che nessun file di Excel, per quanto grande, possa contenere. E l’unico “CercaVerticale” che devo fare è quello tra i miei ricordi. Allora viva la mia partita iva agricola!!!

Marzo 2022È iniziata da poco la guerra in Ucraina e si moltiplicano gli appelli a mettere a disposizione alloggi per i p...
31/08/2026

Marzo 2022
È iniziata da poco la guerra in Ucraina e si moltiplicano gli appelli a mettere a disposizione alloggi per i profughi in fuga dai bombardamenti. È disponibile la vecchia cascina di Valente ed Elia, storici contadini di Fraconalto che mi hanno trasmesso la passione per la campagna. Ma è in condizioni pietose, disabitata da diversi anni. Tra gli interventi più urgenti c'è la sostituzione dei serramenti ma è una casa antica e non vorrei mettere le fredde finestre in alluminio e penso allora alle enormi capacità manuali di Gianni, fratello di Renzo, falegname d'altri tempi, carattere spigoloso e cuore d'oro.
Scendo a Cascina Merlana e per una volta il prezzo del mais e la scelta dei tori sono in secondo piano. Spiego a Gianni la mia idea. Si gratta la testa, mugugna un po' e poi: "Se le faccio a te, poi verranno un sacco di persone a chiedermene altre e diranno a Suiassa gliele hai fatte e a me non le vuoi fare.
Agli altri non ho voglia di farle, ma tu sei l'unico che continua il nostro lavoro e poi gli Ucraini sono brava gente, avevano aiutato anche ****(un anziano di Molini di cui non ricordo il nome) durante la ritirata di Russia. E allora te le faccio, mi pagherai solo il materiale e se qualcuno insisterà perché a te le ho fatte, lo manderò a fan...."
Eri fatto così, senza mezze misure, o bianco o nero. Rifiutavi bruscamente di vendere 6 uova a uno sconosciuto per regalarne 2 dozzine ad un amico, insultavi un passante che raccoglieva una ciliegia per darne un cesto ad un parente, bestemmiavi contro chi andava a fare il bagno e dava un'occhiata al tuo orto per poi riempire cassette di verdura per chiunque fosse nella ristretta cerchia dei tuoi eletti. Te ne sei andato dopo giorni di immeritata sofferenza. Mancherai tanto
Ciao Gianni

Presenti con i nostri agriburger!!!
20/08/2026

Presenti con i nostri agriburger!!!

La SperanzaIn fatto di ottimismo faccio concorrenza a quel tizio a cui una banale siepe precludeva la vista del panorama...
08/08/2026

La Speranza

In fatto di ottimismo faccio concorrenza a quel tizio a cui una banale siepe precludeva la vista del panorama e allora si affidava all’immaginazione. Ciò nonostante stamattina sono salito ancora a cercare Gina perché domenica scorsa ho ricevuto una lezione di vita che mi ha fatto sentire in obbligo di percorrere per l’ennesima volta i tratturi tracciati nell’alpeggio, dal Passo della Bocchetta fino a Cascina Carruxin-na.

La lezione di domenica: finalmente il Grande Vecchio, Renzo, è tornato a casa dopo la lunga degenza conseguente alla frattura del femore. La domenica pomeriggio è un momento di tranquillità, devo ancora recuperare le energie spese sabato nel mio infruttuoso girovagare ed è un’ottima occasione per fare “due” chiacchiere con il mio Maestro. Apro lentamente la porta, riconosce la mia la voce e subito si mette a sedere sul divano dove era sdraiato. Le nostre luuuuuuunghe conversazioni, sempre uguali e sempre nuove, hanno una caratteristica che, per me, è meravigliosa. Tra noi parliamo solo ed esclusivamente in dialetto, ma quello vero, antico, oserei dire puro. Con tanti miei coetanei diversamente giovani parliamo in dialetto, ma ci sono purtroppo infiltrazioni di modernità. Con Renzo non puoi dire influencer, devi usare una locuzione dialettale del tipo ”un belinone che vive nel telefonino”. E il dialetto con la sua musicalità rurale e la sua potenza espressiva ci fa sentire ancora più vicini. Mi chiede di dare un’occhiata alla v***a che ha partorito ieri e non ha ancora espulso la placenta, poi di verificare la genetica di un box di manze, poi -essendo a conoscenza della vicenda di Gina- mi racconta di tutti gli animali smarriti e poi ritrovati nei suoi 70 anni di lavoro tra quei monti. Lo sguardo si accende di lampi di gioia quando racconta un ritrovamento, si rabbuia quando racconta che il ritrovamento è avvenuto, ma l’animale era ormai morto. E nel racconto menziona ogni località, perché ogni sentiero, ogni crinale, ogni sorgente ha un nome. E mentre lo ascolto, rapito dall’autenticità della sua narrazione, mi pare di vedere i rami, i sassi, di sentire i profumi del bosco, di udire i fruscii delle lucertole, il trillo delle allodole che si involano al tuo avvicinamento….I minuti scorrono, diventano ore. “Suiassa (mi chiama sempre così) che ore sono?” Glielo dico e allora arriva la lezione “Ora vai a casa le tue vacche ti aspettano, ma ricordati una cosa. Mi hanno tenuto 3 mesi a guardare un soffitto e sono a casa solo da un giorno e mezzo, ma stamattina mi sono fatto portare in alpeggio perché il mio mondo e la mia vita sono lì. MAI PERDERE LA SPERANZA”

E’ per questo che stamattina sono salito ancora a cercare Gina ed è per questo che si è riaccesa la fiammella di vedere ancora per un po’ Renzo in mezzo alle sue vacche e ai suoi pascoli. Con buona pace di tutti quelli che già se li contendevano….

"...immagina questo coperto di granoimmagina i frutti e immagina i fiori.....crescevano gli alberi e tutto era verde,cad...
07/08/2026

"...immagina questo coperto di grano
immagina i frutti e immagina i fiori.....crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia segnavano i soli...."

Adora i bambini, dice sempre di sè "io sono un sognatore"
Oggi sembra essere stato lui a dare l'ispirazione al Maestrone

Sconfitto ma con la coscienza a posto.Sveglia alle 4, stalla e partenza per l’alpeggio. Obbiettivo è trovare Gina. Prima...
01/08/2026

Sconfitto ma con la coscienza a posto.

Sveglia alle 4, stalla e partenza per l’alpeggio. Obbiettivo è trovare Gina. Prima di scendere nel canalone sul versante ligure, dove un’eroica sorgente dona ancora qualche goccia d’acqua, voglio verificare un’ampio vallone sul versante opposto dove nei giorni scorsi ho trovato dei cavalli e dove stamattina il satellitare mi segnalava Isotta. Scendendo dal crinale il cellulare perde il segnale e non resta che andare all’antica. Nel frattempo il frosso della mandria si è già spostato e non mi resta che seguire con gli occhi le ultime ritardatarie. Hanno imboccato un vecchio tratturo a metà costa. La mia velocità è assai più scadente della loro, quando arrivo sul crinale non ho più nessun contatto né visivo né uditivo. Ora prende il cellulare ma non più il collare di Isotta. Non mi resta che cercare di avvicinarmi al punto dell’ultimo messaggio. E’ un versante molto ripido. Io, che soffro di vertigini a cambiare una lampadina in piedi su una seggiola, sono in grossa difficoltà. Scendo lentamente aggrappandomi ai cespugli finchè non percepisco un flebile tintinnio. Roccia dopo roccia diventa la gioiosa sinfonia della mandria al completo. In fondo la pendenza si addolcisce fino ad allargarsi in una fresca radura dove c’è anche una pozza d’acqua. Le vacche pascolano tutto intorno, tranquille. Mi avvicino alle 3 bianche e qui succede l’episodio più bello della mattina. Diva smette di mangiare, alza la testa, si avvicina, mi ha sicuramente riconosciuto e mi lecca la mano che le ho sporto. Se mi succedesse qualcosa non mi troverebbe nessuno, ma almeno avrei il conforto di un piccolo gesto d’amicizia. E’ questo il carburante che mi dà la forza di affrontare la salita, gravato da un pesante zaino. Nella speranza di trovare Gina, ho portato tutto quello che potrebbe servirmi se fosse ferita, dai farmaci a una campana di ricambio. Con calma raggiungo il crinale, scendo a verificare intorno alla sorgente ma lì non è passato nessun animale da parecchio tempo. Non ho trovato Gina ed è una sconfitta, ma ho la serenità di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità

FATICA E ANSIALa siccità abbinata a temperature terribili che durano da oltre un mese e l'assenza -pesantissima- di Renz...
28/07/2026

FATICA E ANSIA

La siccità abbinata a temperature terribili che durano da oltre un mese e l'assenza -pesantissima- di Renzo stanno creando problemi enormi alla stagione dell'alpeggio. Così è successo che circa un mese fa una mandria di rosse limousine provenienti dal versante ligure, abbia sconfinato per ve**re a bere nei nostri abbeveratoi. Mischiandosi, è finita che 4 delle mie abbiano poi seguito le signore in rosso. So che il proprietario delle rosse segue con attenzione la sua mandria e di tanto in tanto mi aggiorna sulle mie che ospita temporaneamente. Però l'occhio del padrone.....E così stamattina ho lasciato l'auto sul passo della Bocchetta e, aiutato dal collare satellitare, sono andato in cerca della mandria. Però poi i cellulari in mezzo ai monti smettono di funzionare e resta solo affidarsi alla vista e all'udito. Leco....Pralen....Taccone...Gola della Nave. Si sentono campani ma col caldo che fa gli animali stanno fermi in fondo ai fossi. Scendo ma gli escrementi in giro lasciano poche speranze, infatti: cavalli. Risalgo sul crinale, Passo Mezzano, versante ligure. Altri campani. Scendo un bel pezzo, sono già quasi 4 ore che cammino, il caldo diventa fastidioso. Il ruscello è quasi asciutto, ma le vacche devono essere lì per forza, altra acqua non ce n'è. Radi rintocchi nel folto di una faggeta, molto in basso. "Stanno ruminando, coricate" penso. Mi avvicino con cautela. Ecco le prime 9, tutte limousine. Le faccio spostare lentamente, confido che mi porteranno dalle altre. Infatti qualche centinaio di metri ed ecco un gruppo più numeroso, tante hanno il vitello al seguito. Si alzano di scatto e tra i tronchi scorgo qualcosa di bianco. Sono le mie, ma mi sembrano solo 3. Le faccio muovere tutte e per fortuna salgono verso i pascoli. Ora le vedo bene, le bianche sono solo 3 ma secondo me non ci sono tutte le limousine. Faccio allontare un po' queste, torno ancora indietro e attendo. Qualche altro rintocco da un altro boschetto. Ci vado ed escono ancora 7 vacche, ma tutte rosse. Non mi resta che tentare di avvicinarmi alle 3 per capire chi manca. Diva è là, imperiosa e inconfondibile. Poi c'è un orecchio strappato: è sicuramente Ibiza. E quella un po' più magra, con il collare satellitare è Isotta. Allora manca Gina. L'unica speranza è che sia tornata con le altre dentro il nostro pascolo. Sono le 13, sono sceso tantissimo e devo affrontare una lunga salita per arrivare in vetta alle Figne. Proseguo fino al Passin. C'è il primo gruppo delle mie: Ester, Zebra, Circola, Breccia, ecc. Gina non c'è. Scendo ancora, un altro gruppo alla Carrossina: c'è il toro Camomillo, Festa, Istria ma di Gina nessuna traccia. Castiglione: anche qui niente. Mangio un pezzo di pane, altro non ho portato. Poco più giù so che c'è una lupa con i cuccioli, li porta a bere all'abbeveratoio delle manze. La stanchezza è enorme, ma l'ansia mi assale. Cascina Gattussi niente, con le ultime energie vado fino ad Asprella. Di Gina nessun segno. Non credo che basterà un paio di scarponi per trovarla. Questa è la vita dell'ellevatore

Sabato sera a Rocchetta: agriburger e Timorasso
23/07/2026

Sabato sera a Rocchetta: agriburger e Timorasso

Non volevo andarci, ma alla fine l'amico Paolino mi ha convinto e così anche quest'anno ho partecipato alla fienagione i...
13/07/2026

Non volevo andarci, ma alla fine l'amico Paolino mi ha convinto e così anche quest'anno ho partecipato alla fienagione in frazione Tegli. Aldilà del caldo e della fatica, c'è stata una cosa bellissima che mi ha mi ha fatto lavorare con il sorriso, con una pace e una serenità che raramente si prova.

Intorno ai trattori si è mosso incessantemente un uomo, uno di quelli vecchio stampo, un montanaro vero che con rastrello e falce curava ogni più piccolo dettaglio tralasciato delle macchine. E così lo vedevi utilizzare la falce intorno ai pali della luce, alla segnaletica stradale, a filo dei muri del cimitero pareggiando con delicatezza ogni filo d'erba, ondeggiando ritmicamente le braccia tanto che la sua attività più che un lavoro, sembrava un'antica danza rurale.

Se poi con il trattore ti spostavi in un punto con maggiore pendenza, si avvicinava con il suo passo lento e cadenzato, con le smorfie del volto e con qualche piccolo gesto delle mani ti guidava ai passaggi più sicuri, talora con voce pacata ti raccomandava prudenza, mai aver fretta, fare solo quello che ti senti. Un angelo custode con il rastrello al posto delle ali.

Sono questi gli uomini, come il più volte citato Renzo, che sanno cosa significa aver cura dell'ambiente. Non usano termini come workshop, stakeholder, biodiversità, non hanno bisogno di odiose divise di enti inutili, non organizzano conferenze ma se hai la fortuna e la pazienza di ascoltarli scopri un mondo di saggezza che ti riempie il cuore.

Ultima raccomandazione della giornata: adesso lascia perdere il fieno e vai a guardare la v***a che deve partorire. Ma stavolta Dixie è stata saggia almeno quanto questo amico: ha sfornato Nespola facendo tutto da sola

25/06/2026

La scelta del nuovo toro è un momento importante per l'azienda perchè da lui dipenderà molto dei risultati dei prossimi anni. Stasera ha iniziato la sua carriera Maciste (Gion x Dixie, tutta fecondazione naturale), nato a Fraconalto. Le premesse in termini di furbizia e docilità sono ottime. Se son rose....

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Fraconalto
15060

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