28/04/2026
Il Nerello Cappuccio è spesso considerato il “compagno silenzioso” del Nerello Mascalese, ma in realtà, soprattutto sull’Etna, riesce ad avere una personalità sorprendente anche in purezza.
Con Benanti questo vitigno trova una delle sue espressioni più autentiche, grazie a una lettura precisa del territorio e alla scelta della Contrada Cavaliere, nel versante sud-ovest dell’Etna, particolarmente vocato per questa varietà.
Parliamo di un’uva coltivata da secoli sul vulcano, storicamente utilizzata in assemblaggio per dare colore, morbidezza e una componente più fruttata ai vini a base Nerello Mascalese. In purezza, però, racconta un volto diverso dell’Etna: più immediato, speziato e sorprendentemente gastronomico.
Qui il clima cambia tutto: minore piovosità rispetto ad altri versanti, grande luminosità, ventilazione costante ed escursioni termiche importanti permettono una maturazione equilibrata e una conservazione naturale dell’acidità.
Nel calice si presenta con un rosso rubino vivo e leggere sfumature violacee.
Al naso emergono frutta rossa fresca, melograno, piccoli frutti rossi, leggere note erbacee e una speziatura sottile che richiama pepe delicato e macchia mediterranea.
Al palato è secco, minerale, con tannino più gentile rispetto al Mascalese, una bella tensione acida e una persistenza che lascia una sensazione di eleganza più che di potenza.
Una curiosità interessante riguarda proprio la fermentazione: Benanti utilizza uno specifico lievito autoctono selezionato internamente dopo anni di studio e sperimentazione, proprio per preservare il carattere varietale e territoriale del vino, evitando standardizzazioni aromatiche.
https://www.benanti.it/wp-content/uploads/2020/05/BENANTI-Studio-Selezione-Lieviti-Autoctoni-
Benanti, non a caso, è l’unica azienda vitivinicola etnea presente su tutti i versanti della DOC: una conoscenza del vulcano che permette di collocare ogni vitigno esattamente dove può esprimersi al meglio.
Territorio, precisione e identità.
E il Nerello Cappuccio, quando viene interpretato così, smette di essere una semplice “spalla” e diventa protagonista. 🍷