02/10/2026
Ode alla Ciambella di Mosto
Profuma d'autunno e di terra bagnata,
di uva premuta e di vigna spogliata.
Quando nei tini ribolle il tesoro,
la scaltra vergara trasforma quel d'oro.
Non serve l'orzo, non serve il frumento da solo,
è il mosto novello che spicca nel volo!
Intriso di sole, di dolcezza profonda,
abbraccia la farina in un'armonica onda.
E poi c'è il segreto, il tocco fatato:
quel seme d'anice nel grembo fatato,
che punge il palato, che desta l'odore,
mentre l'impasto lievita con amore.
Rinasce nel forno la gemma dorata,
una ghirlanda morbida, zuccherata.
O ciambella di mosto, regina dei cuori,
tu porti nel piatto i più antichi sapori.
C'è chi ti taglia e ci spalma il filone,
chi ti inzuppa nel vino a colazione.
Ma in ogni morso, sincero e cortese,
rivive l'anima del colle marchigiano