14/09/2026
Prima li nutriamo, poi li trattiamo come intrusi: la storia dei piccioni dice molto più su di noi che su di loro.
In città trovano cibo dove noi lasciamo rifiuti, briciole e sacchetti aperti. Non devono “invadere” la città con un piano preciso: gli basta seguire le occasioni. Se l’ambiente offre nutrimento facile, gli animali si adattano. E quello che chiamiamo problema spesso comincia proprio da questa comodità.
Il risultato lo conosciamo: marciapiedi sporchi, balconi imbrattati, monumenti rovinati. Ma dare tutta la colpa al piccione è il modo più semplice per non guardare la causa. La sua presenza aumenta quando trova condizioni favorevoli, non perché abbia deciso di trasformare una piazza in una discarica.
La parte più sorprendente è che, in passato, l’uomo ha provato a usare proprio le capacità di questi animali. Negli Stati Uniti, lo psicologo B.F. Skinner avviò nel 1940 il Project Pigeon, un progetto militare per addestrare piccioni a riconoscere un bersaglio proiettato e a guidare un ordigno durante il volo.
Il sistema era tanto insolito quanto concreto: davanti a uno schermo, l’animale doveva beccare l’immagine del bersaglio. Quei segnali potevano essere trasformati in comandi per correggere la rotta. Il progetto ricevette finanziamenti militari nel 1943 e fu interrotto l’8 ottobre 1944.
Su quanti animali furono coinvolti, le ricostruzioni non danno una cifra unica e definitiva. Una fase dei test parla di 32 piccioni; altre ricostruzioni citano gruppi iniziali più numerosi. Il dato sicuro è l’ordine di grandezza: decine, non centinaia. E non va confuso con i test nucleari: l’associazione con le bombe atomiche è una versione narrativa non confermata dalle fonti consultate.
Anche oggi la risposta passa spesso dal tentativo di allontanarli. In Italia esistono interventi locali con falchi o altri sistemi di dissuasione, ma non è emerso un conteggio nazionale affidabile delle città che li usano. Dire “oltre 50” senza una base verificabile trasformerebbe una curiosità in un altro racconto gonfiato.
Lo stesso vale per la cosiddetta pioggia acida: non esiste una percentuale generale dimostrata secondo cui oltre il 60% colpirebbe le città. Le sostanze possono viaggiare nell’atmosfera e ricadere anche lontano dalle emissioni, danneggiando pietre, monumenti, suoli ed ecosistemi. Il punto, alla fine, è sempre lo stesso: prima di dichiarare guerra a un animale, conviene capire quale ambiente gli abbiamo costruito intorno.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 32 piccioni in una fase dei test del Project Pigeon
👉 8 ottobre 1944: il progetto militare venne interrotto
📚 Fonti: bfskinner, smithsonian, warfarehistorynetwork