Nadia Salvador Sommelier

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A fine aprile 2022 sono stata ospite con un gruppo di amici nella nuova Masseria di Gianfranco Fino, inaugurata nel 2021...
06/08/2022

A fine aprile 2022 sono stata ospite con un gruppo di amici nella nuova Masseria di Gianfranco Fino, inaugurata nel 2021 a Manduria in contrada Lella.
Arriviamo tardissimo, di notte dopo aver preso a noleggio una monovolume, siamo in nove, ad attenderci un’ospitalità unica! Gianfranco Fino e Simona Natale ci accolgono con un benvenuto di prodotti gastronomici locali accompagnati dal loro metodo classico da uve negroamaro, riusciamo stanchissimi a scendere nella bellissima e suggestiva Barricaia, un vero tempio dedicato al Dio Bacco!
Ci ritiriamo nelle bellissime stanze della masseria che daranno inizio a un Enoturismo finalizzato a chi ama il mondo del vino, dotate di ogni comfort, curate in ogni piccolo particolare tipico di chi ha sempre molto viaggiato.
Al risveglio mi rendo piacevolmente conto che la mia stanza si affaccia sulle vigne! 😀Ci ritroviamo con Simona e Gianfranco a colazione rigorosamente con pasticciotti alla crema da far resuscitare un morto! 😋

Partiamo con Gianfranco alla volta dei vari fondi dove dimorano le vigne di proprietà, recuperate con un’estenuante lavoro dell’uomo, alcune vecchie di 60 e 90 anni.

Gianfranco Fino, un’autorità della viticoltura pugliese, VITICOLTORE dell’anno 2010! coltiva esclusivamente Primitivo e Negroamaro, inizia la sua avventura nel 2004, dopo anni di esperienze e sperimentazione, un lavoro meticoloso in vigna rigorosamente manuale con l’intento di salvare antichi vigneti.
È un Veronelliano. 😜 Non ama i dogmi dei disciplinari e crede in un suo concetto di vino.
La nuova masseria si inserisce perfettamente nel contesto territoriale immersa nei vigneti che si trovano a circa un centinaio di metri sul livello del mare anche se molti piccoli appezzamenti sono dislocati in altre zone poco lontane. Gianfranco punta su tradizione ma prodotti di alta qualità,
cita: “mi piacciono le fittezze”
Vale a dire alta densità ettaro, in alcuni poderi arriva a 10.000 piante con diversi cloni dopo aver fatto un’attenta selezione massale, le piante producono volutamente grappoli da 100 g circa, di media massimo 300/400 g per pianta in base al tipo di vino e all’annata. Prevalentemente allevamento con alberelli pugliesi su meravigliose terre rosse calcareo argillose, il resto lo fa la natura con l’immancabile sole mitigato dalle brezze ioniche.
La vendemmia è manuale in cassette con attenta selezione dei grappoli.

Se è vero che il vino si fa prima in vigna è anche vero che ci vuole meticolosità ed attenzione in cantina.

Le uve passano al tavolo di cernita, diraspate, pigiatura soffice degli acini, macerazione in acciaio, contatto bucce/mosto per diverse settimane, si parla di macerazione fermentativa a temperatura controllata fino a consumare tutti gli zuccheri. Diverse sono poi le pratiche di cantina utilizzate, alcune messe a punto proprio da Gianfranco, predilige il Delestage, per ottenere vini eleganti bisogna porre molta attenzione alla tempistica di vendemmia, sbagliare di qualche giorno fa si che ci sia il rischio di arrivare a 20° alcol e di avere note di frutta cotta.Altre operazioni importanti sono attente micro ossigenazioni per evitare odori sgradevoli di riduzione, i vini maturano in Barrique di rovere francese,Gianfranco è pignolo anche sulle tostature delle Barrique per questo si reca tutti gli anni in Borgogna per scegliere i legni e predilige tostature importanti.
La perfetta micro ossigenazione è molto importante soprattutto nel primitivo che ha poco tannino ma è ricco invece di malvidine che talvolta rendono difficile la giusta polimerizzazione del vino.

Dopo questo interessante percorso iniziano 3 giorni lussuriosi 🤪 dedicati al cibo e al vino e alla bella compagnia, lo chef di casa Fino - Giannico Carruggio - ci coccola con un sacco di delizie tra cui un pane che impasta sotto i nostri occhi e inforna per il pranzo.

Finalmente l’ultima sera si passa alla tanto sospirata degustazione dei vini di casa Fino:
5 i vini prodotti più l’ultimo nato dedicato alla compagna di vita e di vite Simona Natale: un metodo classico da uve Negroamaro, uno spumante di grande personalità che incarna perfettamente la donna che è Simona, Donna del sud determinata, irruente, che sa quello che vuole!

Partiamo col primitivo.
Si chiama primitivo poiché ci si accorse che fra tanti vitigni era quello che germogliava tra i primi ma soprattutto maturava per primo per cui chiamato primaticcio, primativo……
Con lo Zinfandel sono due gemelli separati alla nascita come è stato confermato con il DNA delle piante,
la sua origine è la Dalmazia con il Plavac Mali che attraversando l’Adriatico è arrivato in Puglia dapprima nella zona di Gioia del Colle, ma qui essendo a 400 m di altitudine avendo buccia sottile marciva facilmente, anche le piogge qui presenti allora davano problemi, Dalle coste dalmate è partito alla volta di New York e poi la West Coast grazie ai monaci che vi si stabilirono.

SÉ SALENTO PRIMITIVO IGT 2020 alcol 15,5%
Sé corrisponde all’IO per Jung allievo di Freud, inteso come ampliamento della coscienza, rappresenta il luogo in cui si attiva la creatività e da cui si sviluppano le possibilità del futuro. La realizzazione del Sé costituisce la meta che segue il difficile cammino verso la propria autorealizzazione.
Le uve utilizzate sono di piante più giovani e sono frutto di una selezione massale delle vecchie vigne dell’ ES, il vino affina circa nove mesi in Barrique di terzo passaggio avendo meno struttura, poiché il legno deve accompagnare il vino non deve sovrastarlo ecco perché si dice che il vino deve meritarsi il legno! non tutti sono idonei.

👀 È di un bel colore intenso, rosso con riflessi violacei,
👃🏻 al naso profondo con un bel frutto maturo, ciliegie, frutti di bosco con un finale balsamico e di macchia mediterranea.
👄 Al palato risulta morbido, setoso vellutato ben bilanciato con una buona freschezza e decisamente persistente.

ES SALENTO PRIMITIVO IGT 2020 alcol 16%
ES è il principio del piacere secondo Freud, è istinto e passione sfrenata - la stessa con cui è stato prodotto questo vino - senza condizioni, senza regole, aldilà dello spazio del tempo, Della logica e della morale. Non conosce il bene e il male.
Da uve primitivo di vigne vecchie 60/90 anni. Un’attenta cernita delle uve fa si che non un chicco di uva  appassita entri nel mosto col risultato di ottenere un vino fine ed elegante.
Matura in legno circa nove mesi Barrique di primo e secondo passaggio.

Subito mi appare più virile,
più maschio,
più austero
sicuramente più struttura e anche colore è un concentrato di macchia mediterranea, frutto e spezie, ricordi di liquirizia
in bocca si presenta subito ben bilanciato da un’ottima freschezza che snellisce la sensazione alcolica importante, una perfetta combinazione di sapidità e tannini molto elegantiDavvero un fuoriclasse, una delle più eleganti espressioni di primitivo, dotato di una lunghissima complessità aromatica.

ES RED SALENTO PRIMITIVO IGT 2016 alcol 16%
Come nasce?
Le vinificazioni in casa Fino sono parcellari, ogni Barrique ha una sua identità e personalità, ecco che assaggiandone di quando in quando il contenuto quella che più emoziona o diverte -come afferma Gianfranco - diventerà l’ ES RED! non sempre sarà la stessa parcella, si fanno poche bottiglie 2000 / 3000 che dopo un anno di Barrique riposeranno due anni in bottiglia prima di essere vendute.

👀 Il colore intenso e profondo molto vivo per un vino di quasi sei anni.
👃🏻 All’olfatto è più timido
ancora più austero
meno fruttato ma profondissimo.
👄 In bocca è un susseguirsi di sensazioni, profumi e sapori, amarena mirtillo liquirizia tabacco dolce spezie che riconducono al Pain d’Epices il tannino è vivo, un finale decisamente lungo.

SPETTACOLARE 👏🏼👏🏼

JO NEGROAMARO SALENTO IGT 2019
JO da Mar Jonio, il mare che bagna le coste di Manduria.
Jonico inoltre è uno dei sinonimi del negroamaro, vitigno autoctono per eccellenza del grande Salento oggi quasi sparito nella zona di Manduria.
Niuru Maru era chiamato per il suo colore scuro e il retrogusto amarognolo ecco perché un tempo veniva vinificato con anche il 15% di Malvasia nera di Lecce proprio per ammorbidirlo.
per molti anni è stato usato come uva da taglio, una volta capite le sue potenzialità viene verificato in purezza o come vitigno prevalente per fare ottimi rossi e rosati.
La parcella dello JO è di circa 2 ha
👀 Un colore denso, impenetrabile accompagna un 👃🏻 naso intrigante, si sente il frutto ma anche un che di vegetale che richiama il cardo note di rabarbaro vino quasi enigmatico conturbante
👄 ma è in bocca che fa chiudere gli occhi, meno consistente del primitivo ma con un tannino più evidente e ancora un susseguirsi di sensazioni diverse in bocca e in retrolfatto tanto da anteporre la goduria del sorso più che tante descrizioni 😱
Un vino di grande soddisfazione e lunghezza !
Mi emoziona.
A questo punto mi sento molto Zen 🧘

ES più SOLE SALENTO PRIMITIVO DOLCE IGT 2018 alcol 13,5%
Una chicca che è stata prodotta solo 4 volte, l’ultima annata il 2018, poiché Gianfranco esige dei requisiti importanti per produrre questo vino ossia zero pioggia tutto luglio e agosto, l’uva viene raccolta dopo un appassimento in pianta con un alcol potenziale di 24° e almeno 120 130 g di zucchero residuo.

👀 È di un bel rosso rubino
👃🏻 al naso sorprende perché ci accoglie quasi fosse un vino secco, note di tabacco, di frutta rossa matura sfumature di cacao e cioccolato ma anche un che di vegetale che ricorda le carrube 👄 ed è in bocca che stupisce …. dolce mai stucchevole ben integrato con una buona acidità, presenta un tannino vivo ma intrigante e vellutato, regala una complessità decisamente vestita da sera.
Un vero piacere per palato, anima e corpo soprattutto in abbinata con i loro cioccolatini ripieni appunto di ES PIÙ SOLE
l’apoteosi dei sensi.

SALENTO IGT SPUMANTE ROSATO METODO CLASSICO
anche se l’abbiamo bevuto sin dalla prima sera lo cito per ultimo,
Simona in forma liquida, come ama definirsi lei stessa.
l’omaggio di Gianfranco alla compagna di vita e di vite da sempre grande appassionata di bollicine. 🥂🥂
la vendemmia ai primi di agosto
il contatto bucce-mosto è di circa 24 ore, subito dopo la fermentazione passa in Barrique di rovere francese per circa 7 mesi dopodiché avviene tiraggio, permane circa 36 mesi sui lieviti.

👀 Un bel colore rosa intenso con 👃🏻 aromi di frutta secca e piccoli frutti rossi, agrumi, arancia rossa, melograno e crosta di pane.
👄 Il sorso svela una piacevole sapidità, un buon corpo che lo rende uno spumante gastronomico - ottimo con i salumi locali - elegante e cremoso, di pregevole freschezza ed estremamente fiero come fiera è COLEI che lo ispira.

Terminiamo la degustazione in barricaia spillando vini in evoluzione mai stanchi di nuovi assaggi! 🍷🍷🍷

Congedarsi non è stato facile dopo una tale accoglienza, una terra così affascinante ricca di sorprese.
Cosa dire per ringraziare Simona e Gianfranco, perfetti padroni di casa?
GRAZIE E A PRESTO !

Chiudo con una frase che ci disse Gianfranco:
“un vignaiolo deve dire quello che fa
ma soprattutto fare quello che dice“ 😜

Riparte il minicorso Birra in 3 serate  11-18-25 marzo dalle h.20:00 🍺🍻🍺🍻
02/03/2022

Riparte il minicorso Birra in 3 serate 11-18-25 marzo dalle h.20:00 🍺🍻🍺🍻

Il PetIt Manseng è un vitigno a bacca bianca originario dello Jurançon nel sud ovest della Francia, in prossimità dei Pi...
22/02/2022

Il PetIt Manseng è un vitigno a bacca bianca originario dello Jurançon nel sud ovest della Francia, in prossimità dei Pirenei atlantici.
La varietà è una mutazione del Gros Manseng, la sua peculiarità è una buccia molto spessa, tale da consentire vendemmia tardiva e appassimento ma al contempo non ha una grande resa. In Francia è tradizione lasciare i grappoli in pianta fino ad autunno inoltrato dopo aver diradato le foglie e se ne ottengono dei vini deliziosi.
Questo simpatico vitigno trova terra di elezione anche in altri paesi, ad esempio in Italia lo troviamo in Toscana e Sicilia e nel Lazio soprattutto nell’Agro pontino, è coltivato anche in Alto Adige, parliamo comunque di piccole produzioni.
In Italia si coltivano poco più di 20 ha a livello nazionale, mentre a livello mondiale circa 2000 ha vitati.
L’Azienda agricola Le Rose a Genzano di Roma è un’azienda biologica certificata con l’amore per i prodotti della terra,
una piccola azienda a conduzione familiare che guarda alla biodinamica, bellissime le etichette dei vini soprattutto questa del vino che sto bevendo che sicuramente riconduce alla salvaguardia dell’ambiente.

100% Petit Manseng
una veste quasi dorata

al naso miele e camomilla chiudono con una buona mineralità

in bocca regala un sorso sapido ma colmo di frutta matura sostenuto da un bel corpo
È sempre un’emozione fare queste piccole scoperte ❤️🐞🐞🐞

Cannonau, Grenache, Garnacha, Tai rosso Bellissima opportunità offertami da Fisar Treviso per scoprire questo vitigno e ...
30/01/2022

Cannonau, Grenache, Garnacha, Tai rosso
Bellissima opportunità offertami da Fisar Treviso per scoprire questo vitigno e i suoi fratelli.
Quanto mi piace immergermi in tutto quello che riguarda il mondo del vino e la degustazione rigorosamente alla cieca come piace a me!!!! 💪🏼
Ogni calice rispecchia il suo territorio di elezione🍷🍷🍷

Emozioni ❤️Finalmente dopo qualche anno di permanenza nella mia cantina decido di aprire un vino iconico nel mondo dei b...
30/12/2021

Emozioni ❤️
Finalmente dopo qualche anno di permanenza nella mia cantina decido di aprire un vino iconico nel mondo dei botritizzati: un Sauternes, anzi IL SAUTERNES per eccellenza.
CHATEAU D’YQUEM
Dichiarato nell’antica classificazione del 1855 unico premier cru supérieur !

Ma come mai un solo Chateau si può fregiare di questo titolo?
Lo scopro in uno dei miei viaggi a Bordeaux dove con i miei occhi realizzo che è l’unico ad avere i vigneti ad una certa altitudine con delle pendenze che sicuramente favoriscono l’alchimia della botrytis cinerea Questa Muffa Nobile aggredisce la buccia dell’acino, soprattutto del Semillon, favorendo l’evaporazione dell’acqua e concentrando gli zuccheri a livelli tali da arrivare da 18 fino a 30° alcol potenziali. Ma la vera magia sta nell’innesco di processi metabolici che provocano alterazioni chimico-fisiche che sono la chiave dei vini muffati dal punto di vista organolettico. Gli acini non vengono tutti attaccati dalla muffa allo stesso modo e allo stesso momento sicché la vendemmia sarà prolungata anche per un mese dove l’uomo raccoglierá solamente gli acini perfettamente Botrytizzati, gli altri rimarranno in pianta aspettando un secondo o terzo passaggio.

Chateau D’Yquem, 400 anni di storia, lavora in maniera molto tradizionale, anche la conduzione del vigneto segue la filosofia Biodinamica, 113 ha. Coltivati 75% Semillon e 25% Sauvignon Blanc su diversi suoli.
Ogni vendemmia è lavorata separatamente, la fermentazione avviene in Barrique nuove e dura in base alla concentrazione di zucchero, da due a sei settimane rimarrà in Barrique da 6 a 8 mesi dopodiché seguirà un assemblaggio che ritornerà in legno fino all’imbottigliamento che avverrà al terzo inverno dalla vendemmia e con tappi lunghi 54 mm 😱

Parliamo ora del mio vino, Chateau d’Yquem 2003
avevo qualche timore per l’annata che ricordo perfettamente: caldissima! Pare che per i vini passiti di Bordeaux sia stata un’annata classificata 18 /20
L’apertura della bottiglia è stata emozionante e faticosa vista la lunghezza del tappo (quasi un cavatappi normale non ce la faceva) 🙃 in bottiglia si intravedevano dei tartrati, nonostante l’annata calda anche in Sauternes il colore -con i suoi 18 anni di cui 15 in bottiglia- è di un dorato brillante, intenso,
 ma la cosa più intrigante è stato sicuramente il naso ….
Note di Zagara, un mix di note fruttate dall’agrume all’esotico, frutta matura, disidratata, candita,  nuances di miele e vaniglia, un ricordo di spezie tra zafferano e sfumatura di cannella, un lontano richiamo di tartufo ma è in bocca che sprigiona tutta la sua vera eleganza, questa dolcezza fruttata sorprende con una freschezza che lo rende armonico sopra ogni immaginazione !
lungo, infinito, ….. purtroppo FINITO 😩❤️

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