“L’ACETAIA”
L’Acetaia Ferrari Amorotti Vincenzo costituisce un unicum nel mondo del balsamico modenese,
essendo l’unione di parte dell’Acetaia Ferrari Amorotti (famiglia di origine reggiana e storicamente
legata a Giulio II) e di parte dell’Acetaia degli Aggazzotti del Colombaro che, alla Mostra
Nazionale del 1861 in Firenze, vinsero una medaglia d’oro per un Balsamico di 150 anni
proveniente dall
e Acetaie del Duca di Modena, parzialmente acquistate all’asta napoleonica nei
primi anni dell’800. Oltre ad alcune botti provenienti direttamente dall’Acetaia ducale, l’Acetaia Ferrari Amorotti
Vincenzo può vantare anche ultrasecolari botti appartenute a Francesco Aggazzotti, valente
agronomo che per primo descrisse compiutamente il processo di produzione del balsamico della
tradizione in una sua lettera manoscritta del 1862, nonché due batterie vincitrici del Palio di San
Giovanni, maggiore competizione per Aceto Balsamico Tradizionale, nel 2000 e 2007. Composta da oltre 150 vaselli di tutte le dimensioni, l’Acetaia si caratterizza anche per la
lunghezza delle sue batterie, quasi tutte formate da 9-10 botti per consentire al Balsamico un
maggior tempo di riposo e affinamento, nel rispetto dell’insegnamento del già citato Francesco
Aggazzotti che nelle sue missive aveva citato l’esistenza di batterie di oltre 40 vaselli. Vista tra le più singolari del panorama del balsamico è poi la batteria di Ginepro, costituita da 9
botti dell’omonimo arbusto ed 1 botte, la più grande, di gelso: partendo da 3 soli vaselli di Ginepro
fu Vincenzo Ferrari Amorotti a reperire presso le Acetaie dei parenti le altre 6 botti, in modo da
costituire una batteria di solo Ginepro che potesse trasferire al prezioso liquido in essa contenuto,
gli unici aromi dell’arbusto. Costituisce poi parte integrante dell’acetaia il terzo piano della torre di vedetta del “Postiglione”,
oggi adibita a stanza per gli assaggi e a mostra permanente di “oggettistica balsamica”: dal “sàz”
(dialettale: saggio) al “tràgn” (intraducibile dialettale che indica il contenitore a forma sferica tipico
per la conservazione ed il trasporto del Balsamico in uso), dal matraccio ai medaglioni da Gran
Maesto della Consorteria del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, la torre conserva gli strumenti
del mestiere dell’esperto conduttore di Acetaia. L’Acetaia Ferrari Amorotti Vincenzo imbottiglia il suo prodotto attraverso “La Tradizione”, una
cooperativa d’arte balsamica che associa una serie di Acetaie a conduzione famigliare di qualità,
che seguono con amore il processo di maturazione del Balsamico nel rispetto della tradizione e del
Disciplinare di produzione della DOP.