18/07/2026
Una recensione che non scorderò, grazie Marco, una splendida sorpresa per il giorno del mio compleanno
Una chiamata all'ora di pranzo che disturba, sicuro di una porta chiusa in faccia., invece a dispetto della legge che in alta Toscana e in Liguria siano poco ospitali trovi un abbraccio sincero, fraterno. Ci incontriamo in questo luglio dove sudano pure i sassi. Andrea un omone che incute timore per la mole ma con un viso da buono e con gli occhi sinceri. 5 minuti e ci capiamo POCHI FRONZOLI. Dopo 3 domande capisco di trovarmi al cospetto di uno che ne sa tante ed ha quell'entusiasmo di un bambino che si arrampica la prima volta o che riesce a fare una capovolta. Stappiamo la prima bottiglia dopo poche istruzioni, lasciamo parlare i calici. Mi serve su un calice ampio un vermentino. Lo guardo scettico. BAAM. Uno schiaffo mano piena. Vermentino teso vibrante vivo dinamico cangiante un'emozione tra euforia e incredulità. "il vino si deve fare da solo partire da un pied de cuve e a progetto enologico completo rimanere sempre sotto lo 0.2g di zucchero." Una secchezza piacevole che scorre in bocca come una lametta da barba nuova: precisa leggera e lascia la guancia pulita liscia. Il suo vino balla tra le papille. Appena deglutisco lo guardo dritto negli occhi. Non riesco a trattenermi è troppo forte questa emozione ha uno spessore fuori da ogni regola enologia per dove è collocata la sua vigna e per il tipo di vitigno. Insomma un mago che tira fuori il coniglio bianco dal cilindro.
Secondo calice un sangiovese che sa di terra vero armonioso ma al tempo stesso leggermente tannico quel retrogusto che ti invoglia a fare il sorso successivo. Uno di quei vini che mettono sete. Sete di sapere sete di scoprire sete di conoscere quei pochi segreti dettati dalla semplicità e dall'autenticità di chi fa un vino vero in faccia a consorzi e disciplinari. Domani sarà il suo compleanno ma il regalo più grande lo ha fatto a me. Grazie Andrea.