08/10/2026
“Ma come è possibile che non mi sento in colpa?”
Così mi ho detto ad Ally il primo giorno insieme.
“Ah già… perché ho appena fatto una fiera tostissima e ora mi sono meritata questa vacanza”
Lavorare, far fatica, prima di meritarsi qualcosa.
Prima il dovere, poi il piacere?
No, non è più così.
Io ed abbiamo notato che da quando ci conosciamo, cioè 6 anni, tante nostre credenze limitanti sono state decostruite e hanno lasciato spazio alla manifestazione del nostro vero essere.
Prendersi 5 giorni di piacere, bellezza, abbondanza, anche per lavorare e progettare i prossimi step è il risultato di un grande lavoro personale interiore… anche se il vero traguardo in realtà sarà ripeterlo e farlo con ancora più leggerezza d’animo (=senza sensi di colpa).
Perché pensaci, quante volte ci concediamo piacere solo dopo aver fatto una gran fatica, come premio? 🏆
Noi crediamo in altro: cioè la frase che hai appena letto, al contrario.
Cioè prima mi amo e manifesto ciò che sento poi di conseguenza il premio arriva.
La grande sfida di oggi è non perdersi, non perdere la propria unicità e scoprire il proprio talento da offrire agli altri.
Per lavorare su questo, è fondamentale fermarsi e vivere tempi umani, creare spazi vuoti in cui sentire e percepirsi. Per arrivare al proprio talento non serve fare di più, ma l’esatto opposto.
Questo per noi è fondamentale per rimanere radicate su chi siamo, sul nostro talento, per poterlo offrire in modo più vero, autentico, libero e rispettoso a chi ci sceglie in quello che facciamo.
lo spazio attraverso cui vogliamo essere non non è il bisogno, ma è appunto l’Essere.
Parole condivise da uno spazio della nostra esperienza✨
Con amore
Dani ed Ally ♥️
Ps: se questo ti risuona e vuoi continuare anche tu a vivere tempi umani, parole umane, già leggendo questo post è un buon esercizio per farlo, perché sono parole scritte da una persona dall’inizio alla fine.