Sarzi Amadè

Sarzi Amadè Importazione e distribuzione vini e distillati all'ingrosso. L'autorevolezza dei nomi del listino è Ogni aspetto dell'attività è soggetto alle medesime cure.

L'azienda di distribuzione e servizi SARZI AMADE' nasce nel 1966 mossa dalla passione per i grandi vini e distillati di Nicola Sarzi Amadè, coadiuvato sin dai primi anni dalla moglie Gabriella. Nel corso degli anni l'attività ha avuto una lenta ma continua evoluzione, operando inizialmente su scala regionale e con prodotti vinicoli nazionali. Fu nel 1982 che iniziò a fare i primi passi, quasi per

hobby, con i vini e acqueviti d'oltralpe, intrattenendo rapporti unicamente con i migliori produttori di ogni singola zona. In poco più di vent'anni l'attività si è imposta come leader nazionale in tale segmento di mercato in funzione di scelte che altri avevano trascurato. Il credo di Nicola Sarzi Amadè fu dunque la ricerca della qualità, del prestigio e dell'immagine dei suoi partners. Le zone viticole francesi a più alta vocazione sono presenti nel suo listino,e con abbondanti quantità in stock, delle produzioni a più alta reputazione, sia nei vini che nelle acqueviti. L'attività è ora gestita dall'intera famiglia poiché i figli, Claudia e Alessandro, contagiati dalla passione familiare, sono entrati a farne parte, assicurando continuità all'azienda. La Sarzi Amadè è divenuta in breve l'interlocutore privilegiato delle più importanti Case vinicole francesi e italiane e per conseguenza di una clientela selezionata e prestigiosa. L'efficiente impianto di climatizzazione che garantisce ai vini una temperatura stabilmente ideale; l'immediata lavorazione degli ordini con tempi di consegna ridottissimi; il continuo aggiornamento delle strutture informatiche e del personale addetto. Nessun dettaglio, nell'insieme dell'attività, è trascurato.

I PARCELLARIÈ una delle caratteristiche più importanti del Domaine Alexandre Bonnet: valorizzare i singoli terroir di Le...
19/06/2026

I PARCELLARI
È una delle caratteristiche più importanti del Domaine Alexandre Bonnet: valorizzare i singoli terroir di Les Riceys.
Al confine con la Borgogna, il territorio attorno questo villaggio della Champagne si esprime su diverse altitudini, esposizioni e tipologie di suoli, pur su di una comune matrice Kimmeridgiana, che sanno donare Champagne dalle personalità anche molto diverse fra loro.

Domaine Alexandre Bonnet - Champagne Les Riceys

Abbiamo perso il conto di quanti anni ci legano alla Famiglia David di Château LIOTAccolti da Marie-Amélie, siamo tornat...
15/06/2026

Abbiamo perso il conto di quanti anni ci legano alla Famiglia David di Château LIOT

Accolti da Marie-Amélie, siamo tornati a visitare la loro tenuta nel cuore dell’area Barsac-Sauternes.

Qui, la Famiglia David coltiva 20 ettari a Sauternes nel massimo rispetto dell’ambiente e della biodiversità locale.
Anche i vini sono certificati HVE (High Environmental Value) e raccontano perfettamente cosa significhi Sauternes in bottiglia.

Sauternes significa freschezza di sorso, ma anche lungo, lunghissimo potenziale di invecchiamento a rendere questo vino fra i più straordinari e versatili del panorama enologico mondiale.

L’occasione è stata speciale per l’apertura di un sorprendente Barsac 1967!

Nino Caravaglio, il guardiano di Salina 🏝️Sul Gambero Rosso di giugno un bellissimo articolo dalle sensibili mani di Lor...
09/06/2026

Nino Caravaglio, il guardiano di Salina 🏝️

Sul Gambero Rosso di giugno un bellissimo articolo dalle sensibili mani di Loredana Sottile sulla straordinaria storia di Nino Caravaglio, vero guardiano di Salina e di tutte le Eolie, del loro territorio e del loro grande valore.

Unico viticoltore a produrre vini da tutte le isole dell’Arcipelago, è stato anche il primo a produrre un vino secco dalla Malvasia delle Lipari, in precedenza vinificata solo per vini dolci: Infatata.
Il successo è stato tale che, oltre ai numerosi riconoscimenti della stampa, ha destato persino l’interesse di Thomas Duroux, CEO di Château Palmer che, in collaborazione con Nino, ha prodotto due vini secchi da Malvasia, da due distinti Cru di Salina: Piano della Croce e Punta Capo.

Non bastasse, la sua grande umanità lo ha portato ad aprire le porte ad alcuni migranti, coinvolgendoli in cantina in un progetto di piena coesione, al punto da vedersi assegnato il Premio Progetto Solidale della guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso.

Inaspettate ed incredibili storie del vino, con cui Nino Caravaglio continua a sorprenderci.

Caravaglio Vini è un’esclusiva Sarzi Amadè

Corton Charlemagne Grand Cru di MaisonLouisLatour è una delle espressioni più autorevoli dello Chardonnay in Borgogna.Na...
05/06/2026

Corton Charlemagne Grand Cru di MaisonLouisLatour è una delle espressioni più autorevoli dello Chardonnay in Borgogna.

Nasce sulla collina di Corton, nella Côte de Beaune, dove la vite affonda le radici in suoli calcarei, pietrosi e marnosi. Un terreno povero, drenante, capace di dare al vino profondità, tensione minerale e una straordinaria capacità di evoluzione.

Qui lo Chardonnay trova un equilibrio raro: la maturità data dall’esposizione e dalla luce, la freschezza dell’altitudine, la struttura delle marne e la complessità del calcare.

Il risultato?
Un bianco ampio, elegante e verticale, dove la ricchezza aromatica incontra una trama salina e persistente. Note di agrumi, frutta secca, fiori bianchi e leggere sfumature tostate accompagnano un sorso pieno, raffinato, destinato a crescere nel tempo.

✨ Un Grand Cru che racconta la Borgogna nella sua forma più essenziale: territorio, misura e profondità.

Nel cuore del Médoc, dove il vino racconta il suo territorio.Insieme ad Alessandro Sarzi Amadè abbiamo fatto visita a Ch...
29/05/2026

Nel cuore del Médoc, dove il vino racconta il suo territorio.

Insieme ad Alessandro Sarzi Amadè abbiamo fatto visita a Château Fourcas Hosten, storica tenuta di Listrac-Médoc, a Bordeaux, dove la storia del luogo incontra una visione contemporanea e attenta alla natura.

Una visita preziosa per conoscere da vicino il lavoro della proprietà, il carattere del suo terroir e l’identità dei suoi vini: dal rosso Château Fourcas Hosten a Les Cèdres d’Hosten, fino al Château Fourcas Hosten Blanc.

Durante la degustazione, abbiamo potuto approfondire lo stile della tenuta, orientato all’espressione autentica del territorio e a una viticoltura sempre più consapevole, in un contesto dove ogni dettaglio contribuisce alla qualità finale del vino.

Qui il lavoro in vigna non è pensato solo come produzione, ma come equilibrio tra suolo, biodiversità, pianta e tempo. Fourcas Hosten lavora oggi il 100% del vigneto in agricoltura biologica, con certificazione ECOCERT, portando avanti un obiettivo centrale nell’identità della tenuta.

Tutela della biodiversità, arricchimento naturale dei suoli, impianto di siepi, riciclo di raspi, bucce e vinaccioli e un’attenzione costante all’equilibrio dell’ecosistema vigneto.

Anche il terroir gioca un ruolo fondamentale. Il vigneto si divide tra suoli argillo calcarei e graves pirenaiche, con una mappatura precisa che permette di adattare i vitigni alle caratteristiche di ogni parcella.

27/05/2026

A Margaux, l’En Primeurs 2025 di Château Palmer racconta un’annata di grande equilibrio.

Nel racconto di Thomas Duroux, CEO ed enologo dello Château, il 2025 si è aperto con un’estate molto secca e calda, quasi esuberante, inizialmente vicina per energia all’annata 2022.

Poi, la svolta.

Le piogge di fine agosto e inizio settembre hanno cambiato il profilo della vendemmia, permettendo alle uve di raggiungere una maturità piena del tannino, senza cadere nell’eccesso zuccherino o nella sovra maturazione.

Il risultato si ritrova in due vini simbolo della tenuta: Château Palmer e Alter Ego.

Due interpretazioni capaci di esprimere freschezza, precisione e profondità, con tannini delicati ma ampi e una gradazione alcolica contenuta, intorno ai 13 gradi.

Un’annata che non cerca la potenza come fine, ma la misura.
E proprio per questo, promette vini di grande fascino, eleganza e prospettiva.

Sarzi Amadè segue con attenzione l’En Primeurs 2025, raccontando le annate attraverso le parole, le scelte e la visione di chi ogni giorno dà forma ai grandi vini di Bordeaux.

Novello è uno dei comuni del Barolo, ma questa volta il racconto non parte dal Nebbiolo.Parte da un vitigno bianco raro,...
21/05/2026

Novello è uno dei comuni del Barolo, ma questa volta il racconto non parte dal Nebbiolo.

Parte da un vitigno bianco raro, identitario, profondamente legato a questo territorio: la Nascetta, o meglio Nas-cëtta, come viene chiamata a Novello.

Qui, nel comune del Barolo più vicino all’arco alpino, nascono vini che spesso si distinguono per freschezza, finezza ed eleganza. Un carattere che ritroviamo anche nella Langhe Nascetta del Comune di Novello DOC “Anas-Cëtta” di Cogno Wines: un bianco storico, riportato alla luce dalla cantina a partire dalla micro produzione del 1994, dopo essere rimasto per lungo tempo affidato alla memoria degli anziani del paese.

Un vino che racconta la forza del terroir di Novello in una forma diversa: non attraverso la grande struttura del rosso, ma attraverso sapidità, mineralità, erbe aromatiche, agrumi, fiori di campo e una sorprendente capacità di evoluzione.

La Anas-Cëtta è oggi una delle espressioni più affascinanti del lavoro della famiglia Cogno: un progetto nato da intuizione, ricerca e profondo legame con il terroir di Novello.

Non è un caso che proprio a Novello prenda vita Nas-cëttaland, il primo wine festival dedicato alla Associazione Nas-cetta di Novello, ideato da Elena Fissore, figlia di Nadia Cogno e Valter Fissore.
Una giornata al Castello di Novello tra degustazioni, masterclass, musica e territorio, per celebrare il vitigno bianco più raro del Piemonte nel luogo in cui è rinato.

A rendere ancora più evidente questo legame è la stessa DOC Langhe, che riconosce due diciture distinte: Langhe DOC Nascetta e Langhe DOC Nascetta del Comune di Novello. Una differenza non solo formale, ma profondamente territoriale: testimonia come proprio a Novello questo vitigno riesca a esprimere un’identità specifica, diversa da quella del resto delle Langhe, tanto da meritare una denominazione dedicata.

Raccontare questo vino significa raccontare una parte preziosa della Langa, capace di esprimere con autenticità tutta la nobiltà di un terroir così unico, quello di Novello.

Due secoli non si celebrano soltanto con una data.Si celebrano con una storia di famiglia, terra e fedeltà a una visione...
19/05/2026

Due secoli non si celebrano soltanto con una data.

Si celebrano con una storia di famiglia, terra e fedeltà a una visione.

Quest'anno Château Léoville Barton di Barton Family Wines : Chateau Leoville Barton - Langoa Barton - Mauvesin celebra i 200 anni dall’acquisizione della proprietà da parte della famiglia Barton, avvenuta nel 1826 per volontà di Hugh Barton. Un passaggio che ha dato inizio a una delle storie più affascinanti del Médoc: quella di una famiglia di origini irlandesi profondamente legata a Bordeaux e al terroir di Saint Julien.

Le radici della famiglia risalgono al 1722, quando Thomas Barton lasciò l’Irlanda per la Francia, dando vita a una dinastia destinata a diventare una delle più longeve tra i Grands Crus Classés del 1855.

Da allora, Léoville Barton è rimasto nelle mani della stessa famiglia, attraversando generazioni, vendemmie e cambiamenti senza perdere la propria identità.

Noi abbiamo avuto l’onore di essere invitati e di partecipare alla celebrazione di un anniversario così longevo e importante: un momento dedicato alla storia, alla trasmissione e al profondo legame che unisce la famiglia Barton al proprio Château.

Duecento anni di vino, valori e continuità celebrati attraverso le origini irlandesi della famiglia.

Château Pichon Baron 2025: una raccolta contenuta, un grande millesimoTra i protagonisti degli En Primeurs 2025, Château...
15/05/2026

Château Pichon Baron 2025: una raccolta contenuta, un grande millesimo

Tra i protagonisti degli En Primeurs 2025, Château Pichon Baron racconta con grande precisione il carattere di Pauillac in un’annata tanto esigente, quanto promettente.

Il 2025 è stato segnato da volumi molto ridotti, ma da una qualità eccezionale. Dopo un inverno relativamente secco e mite, il germogliamento è stato precoce, senza episodi di gelo. La primavera, più umida, ha richiesto grande attenzione in vigneto, mentre il caldo e il secco si sono installati presto, portando a una fioritura rapida e omogenea già a fine maggio.

L’estate ha definito il profilo del millesimo: giugno molto caldo e asciutto, acini piccoli, poi una fine di luglio più fresca con piogge utili alla vite. A metà agosto, una nuova ondata di calore ha accelerato la maturazione. Le piogge di inizio settembre sono state poi decisive per accompagnare la maturazione finale dei Cabernet.

La vendemmia è stata tra le più precoci degli ultimi trent’anni, concentrata in soli 16 giorni: breve, intensa, condotta con una selezione rigorosa sia in vigna, sia in cantina.

Nel calice, il risultato è uno Château Pichon Baron potente e concentrato, ma allo stesso tempo fine ed equilibrato. I tannini sono marcati, avvolti da un frutto intenso e fresco, con una struttura densa e una chiusura delicata che esprime con nitidezza la tipicità del terroir di Pichon Baron.

🍷 Il Grand Vin 2025 nasce da un assemblaggio di 84% Cabernet Sauvignon e 16% Merlot, con un affinamento previsto di 18 mesi in barrique, di cui il 70% nuove.

Un profilo che conferma la vocazione profonda e longeva dello Château: potenza controllata, equilibrio armonioso e una trama tannica importante, destinata a evolvere nel tempo.

Domaine de Terrebrune entra nel catalogo Sarzi Amadè.Nel cuore della Provenza, all’interno dell’AOC Bandol, Domaine de T...
13/05/2026

Domaine de Terrebrune entra nel catalogo Sarzi Amadè.

Nel cuore della Provenza, all’interno dell’AOC Bandol, Domaine de Terrebrune firma vini di grande identità, nati da 35 ettari di vigne coltivate in terrazzamenti, rivolti verso il Mediterraneo e radicati in un terroir unico: il massiccio del Trias, formato da antichi fondali marini caratterizzato da ciottoli calcarei, argille brune e rocce fessurate che donano ai vini una trama minerale profondamente riconoscibile.

Di proprietà di Reynald Delille, figlio del fondatore del Domaine, e di Jean d’Arthuys, Domaine de Terrebrune è oggi considerato una delle realtà più importanti del Sud della Francia. Una cantina che ha costruito la propria identità su una ricerca costante dell’eccellenza, senza perdere il legame più autentico con il paesaggio che la circonda.

Qui il Mourvèdre trova una delle sue espressioni più nobili: profondità, freschezza, salinità e capacità di evolvere nel tempo. Vini che non cercano la forza fine a sé stessa, ma l’equilibrio tra carattere, complessità ed eleganza.

Fin dalle origini, Terrebrune ha scelto una filosofia rispettosa della natura, con agricoltura biologica, attenzione alla biodiversità e lavorazioni pensate per preservare la vita dei suoli. Una visione che si ritrova nel calice, dove il frutto incontra una freschezza marina e una tensione minerale di rara precisione.

La stessa precisione si ritrova in vendemmia e in cantina: raccolta manuale in cassette, selezione rigorosa delle uve, rese contenute tra 35 e 40 hl/ha e affinamento lento in grandi botti di rovere da 40 e 60 hl per 18 mesi.

Il risultato sono vini di finezza, complessità ed eleganza. Rossi di carattere, capaci di esprimere il Mourvèdre senza pesantezza; bianchi ricchi, iodati e complessi, con note di frutta a nocciolo, erbe aromatiche e miele; e rosati lunghi, sapidi, profondi, capaci di sfidare il tempo.

Non a caso, proprio il rosato di Domaine de Terrebrune è stato considerato da La R***e du Vin de France come il migliore rosato al mondo: un riconoscimento che racconta bene la grandezza di una denominazione e di una cantina capace di elevare il rosé ben oltre l’idea di vino immediato e stagionale.

Siamo felici di accogliere Domaine de Terrebrune nel nostro catalogo: una nuova presenza che arricchisce la nostra selezione con una delle interpretazioni più autentiche e raffinate di Bandol.

Un nuovo viaggio comincia e profuma di Provenza, mare, Mourvèdre e tempo.

Indirizzo

Via Oxilia 25/27
Milan
20127

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