06/02/2026
È successo ancora.
Il Presidente Mattarella ha fermato il governo sull’ennesimo decreto sicurezza e sul Ponte.
Andiamo con ordine.
Ieri, alla vigilia del Consiglio dei Ministri, il Presidente ha cancellato gli aspetti più controversi del decreto sicurezza, costringendo il governo a riscrivere le norme sul fermo preventivo e lo scudo penale per gli agenti.
In sostanza, il Capo dello Stato ha richiamato l’esecutivo al principio costituzionale sulla libertà personale che non può essere compressa in via preventiva sulla base di un sospetto o di un passato giudiziario. E sullo scudo penale “esclusivo” per gli agenti, il Capo di Stato ha ricordato che non è possibile prevedere una “protezione speciale” per alcuni cittadini rispetto agli altri, e per questo il governo sta pensando di ampliare questo ‘scudo’ a tutti i cittadini e le cittadine.
Ma non è finita qui, perché anche sul decreto Ponte l’esecutivo è costretto a fare marcia indietro dopo i rilievi di Mattarella: nessuna limitazione ai controlli della Corte dei Conti sull’opera e nessun commissario di governo per accelerare le procedure al Cipess e far ripartire il progetto.
Tutto deve seguire norme e tempi previsti.
In pratica: sul Ponte, l’esecutivo voleva procedure speciali e meno controlli. Sul decreto Sicurezza, voleva poteri più ampi ed esclusivi per fermare preventivamente i manifestanti. In entrambi i casi il Quirinale ha messo un freno.
Poi leggerete che il governo incassa le bocciature, parla di “dialogo ottimo” con il Colle, ma la verità è che la maggioranza dovrà rivedere numerosi aspetti di quanto già pensava di aver ottenuto su sicurezza e Ponte sullo Stretto.
Una verità, fin qui, è acclarata: menomale che Mattarella c’è.