Made In Italy

Made In Italy Made In Italy All'estero, infatti, i prodotti italiani avevano nel tempo guadagnato una fama, con corrispondente vantaggio commerciale.

Storicamente Made in Italy era un'espressione in lingua inglese apposta dai produttori italiani, specie dagli anni ottanta in poi, nell'ambito di un processo di rivalutazione e difesa dell'italianità del prodotto, al fine di contrastare la falsificazione della produzione artigianale e industriale italiana, soprattutto nei quattro tradizionali settori di moda, cibo, arredamento e meccanica (automob

ili, disegno industriale, macchinari e navi), in Italiano noti anche come "Le quattro A" da Abbigliamento, Agroalimentare, Arredamento e Automobili. Erano generalmente riconosciute al prodotto italiano medio, o quantomeno ci si attendeva che esso presentasse, notevoli qualità di realizzazione, cura dei dettagli, fantasia del disegno e delle forme, durevolezza.[3] I prodotti italiani erano storicamente stati associati a qualità, alta specializzazione e differenziazione, eleganza e provenienza da famosi settori industriali italiani tradizionali. Dal 1999, la dicitura Made in Italy ha cominciato ad essere tutelata da associazioni come l'Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani e regolata da leggi statali.[4][5]

Nella realtà dei fatti (v. sentenze della corte suprema di cassazione)[quali?] apporre la bandiera italiana, la dicitura Italy o made in Italy su un prodotto è possibile per riferirsi alla parte imprenditoriale del produttore, mentre quella produttiva (manifatturiera, coloro che materialmente lavorano il prodotto) vera e propria può trovarsi ovunque. Basta quindi che il prodotto sia «pensato o disegnato» quando non totalmente gestito da un imprenditore italiano, per potersi tranquillamente fregiare di tale marchio, anche se questo manufatto è costruito in un qualsiasi altro luogo. Nel 2009 è stata emanata una legge per tutelare il made in Italy: il decreto legge nº 135 del 25 settembre 2009 contiene l'art. 16 dal titolo Made in Italy e prodotti interamente italiani. Conseguenza di questa legge è pure il marchio DMI® che significa Designed & Manufactured in Italy, preferito da molte aziende che lo trovano più esplicativo. Il marchio "Made in Italy" è diventato fondamentale per l'export italiano ed è così noto a livello mondiale da essere considerata una categoria commerciale a sé stante. Nel Gennaio 2014 il Google Cultural Institute in collaborazione col governo italiano e con la Camera di Commercio italiana ha lanciato un progetto online per promuovere il Made in Italy mostrando molti famosi prodotti italiani usando la tecnologia dello showroom virtuale[6]. Oltre alle attività di tutela del marchio Made in Italy svolte da alcune Aziende ed Enti privati che disciplinano il settore secondo propri protocolli e certificazioni, a livello istituzionale Agroqualità S.p.A che fa parte di Unioncamere ha previsto un disciplinare[7] .Agroqualità[8] opera in conformità alle norme ed alle regole nazionali, comunitarie e internazionali sugli organismi di certificazione ed è nata con lo scopo di rispondere alla necessità di sostenere lo sviluppo delle produzioni agroalimentari, mediante la certificazione di qualità dei prodotti e dei sistemi. Le attività di Agroqualità, oggi, sono indirizzate ai settori dell'agroalimentare, dell'ambiente, del turismo, dell'artigianato artistico e tradizionale e della valorizzazione del Made in Italy. Agroqualità si avvale di organismi terzi di certificazione come RINA[9] Services per la valutazione di conformità, controllo, certificazione, secondo norme nazionali ed internazionali, relativamente a materiali, progetti, processi, tecnologie, prodotti, impianti e personale, compreso lo svolgimento di specifiche attività per conto di Amministrazioni Pubbliche e altre Autorità.

Indirizzo

Milan

Sito Web

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