18/04/2025
Alla fine della fiera
La crisi economica che stiamo attraversando, sta determinando, con la notevole riduzione dei consumi di vino che ne è seguita, tre aspetti positivi, forse inaspettati:
1)la riduzione drastica dei consumi e delle vendite dei vini naturali improvvisati, difettosi, a vantaggio dei vini naturali corretti;
2) il ridimensionamento dello storytelling, dell’idea che per vendere il vino sia sufficiente saperlo raccontare o avere etichette instagrammabili; dell’idea che valga più l’apparire della sostanza.
3) la crisi ed il ridimensionamento delle fiere speculative dei vini naturali.
Sempre più operatori , enotecari e ristoratori, si dicono stanchi di offrire ( solo per seguire la moda) dei vini difettati, con volatili alte, torbidi e puzzolenti, per di più spesso molto cari. Vini rimandati indietro dai clienti e che dopo poche ore dall’apertura della bottiglia diventano imbevibili (ammesso che lo fossero in partenza). Fortunamente sta arrivando al capolinea l’idea che si possa vinificare qualsiasi uva, anche malata o acerba, e metterla in bottiglia pochi mesi dopo. Dietro questa approccio vi è solo la speranza di un arricchimento facile, e zero conoscenze tecniche, zero considerazione della fertilità del suolo, zero valutazione del terruar. Scelte unicamente commerciali, che spiegano la proliferazione dei frizzantini (zucchero e lieviti selezionati) e delle macerazioni omologanti. Oppure vini convenzionali mascherati e venduti come naturali…ma questi ultimi pian piano stanno già rientrando nei ranghi del Vinitaly…
Il vino naturale è una cosa seria, che richiede maggiori conoscenze ed impegno . Il vignaiolo convenzionale ha le tecnologie, pesticidi, addittivi e coadiuvanti, i protocolli ( uguali per ogni ambiente, vitigno) il vino naturale ha solo la tecnica, precisa, puntuale ma allo stesso tempo adattabile ai diversi ambienti. Il vignaiolo naturale deve avere la capacità di osservare, interpretare la natura che lo circonda per elaborare le migliori strategie produttive. Il vino naturale può essere prodotto solo con uve sane ed equilibrate: da ciò ne deriva che dobbiamo avere il coraggio di affermare che non tutti i territori e non tutte le annate sono adatte a produrre vini naturali.
Tutto ciò alimentato da un falso racconto, da scappati di casa, divenuti improvvisamente influencer, esperti di vino. Costoro presto dovranno trovarsi un vero lavoro.
Ma forse il danno più grande lo hanno fatto gli organizzatori di fiere del vino naturale (grandi e piccole) che con l’unico scopo di cavalcare la moda per ottenere lauti guadagni facili (spesso in nero)hanno tirato dentro di tutto, rilasciando la “patente di vignaiolo naturale” a chi speso non aveva ne vigna ne cantina….Le fiere di questo tipo hanno vissuto nell’ultimo anno tutte un vistoso calo e considerato che il loro unico scopo era speculativo, al calare degli introiti molti molleranno l’osso.
Anche di costoro non sentiremo la mancanza.