27/05/2026
C’è una linea sottile, ma indistruttibile, che lega il passato di questo territorio al vino che oggi versiamo nei vostri calici. 🍷
Oggi condividiamo con voi un traguardo che ci riempie di immenso orgoglio. Pochi giori fa, nella splendida cornice della Chiesa Museo di San Francesco a Montefalco – sotto lo sguardo senza tempo degli affreschi di Benozzo Gozzoli – abbiamo presentato un progetto in cui abbiamo creduto e investito con tutto il cuore.
Si tratta del volume “Fui jeri a Scacciadiavoli. Lettere da una cantina dell’Ottocento”, scritto dalla giornalista Monica La Torre ed edito da Etgraphiae.
Questo libro è il frutto di ben tre anni di intensa ricerca e dello studio di oltre mille documenti inediti scovati tra archivi umbri, romani e vaticani. Ne è emerso il ritratto di un'epoca in fermento e una verità che ci emoziona: Scacciadiavoli, fin dalle sue origini nel 1884, è stata una pioniera, la prima cantina della zona a vivere una vera e propria industrializzazione e ad anticipare il futuro della viticoltura umbra.
Come ha Liù Pambuffetti durante l'incontro, la nostra non è una realtà da "musealizzare": Scacciadiavoli è un’impresa viva, che continua a produrre futuro custodendo l'identità e la straordinaria bellezza del paesaggio di Montefalco.
Ringraziamo di cuore l'autrice Monica La Torre per aver dato voce a queste carte ingiallite, il professor Manuel Vaquero Piñeiro, Gianni Venditti degli Archivi Apostolici Vaticani, il Sindaco Alfredo Gentili e tutti gli autorevoli ospiti e amici che hanno riempito la sala, dimostrandoci grande affetto.
La stampa ha dedicato parole meravigliose a questa presentazione, definendoci "la cantina che anticipò il futuro". Se volete leggere l'articolo completo di Umbria Cronaca, trovate il link nei commenti o in Bio! 🔗