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Retrogusti è un progetto internazionale che nasce per svelare i «retrogusti» nascosti nell'enogastronomia, esplorandone radici, valori e tradizioni meno conosciute grazie a uno storytelling originale e accattivante. Retrogusti è un network che riunisce storyteller provenienti da ogni parte del mondo, accomunati dalla passione per l’enogastronomia e dalla voglia di svelare il dietro le quinte del mondo del cibo e del vino, facendone emergere narrazioni inedite e scorci autentici.

Che sapore ha il Brasile? Per YVY Destilaria , la risposta non si trova in una sola botanica, ma in sei ecosistemi, cent...
13/10/2026

Che sapore ha il Brasile? Per YVY Destilaria , la risposta non si trova in una sola botanica, ma in sei ecosistemi, centinaia di incontri e un patrimonio vegetale ancora poco esplorato dal mondo della distillazione.

Fondata nel 2016, Yvy Destilaria ha scelto di raccontare l’identità brasiliana attraverso il gin artigianale. Con la Expedição Territórios, il suo team ha attraversato Amazzonia, Cerrado, Caatinga, Foresta Atlantica, Pantanal e Pampa, incontrando comunità locali e piccoli produttori alla ricerca di botaniche autoctone e conoscenze tradizionali.

Dal cactus chique-chique alle distillazioni sperimentali con ananas affumicato, ogni tappa ha aperto nuove possibilità aromatiche. Una ricerca che deve però confrontarsi con la difficoltà di reperire ingredienti selvatici e costruire filiere capaci di valorizzarli.

Nel nuovo articolo di Retrogusti, Bruno Alexandre racconta la visione di Yvy Destilaria e la spedizione che ha trasformato il territorio brasiliano in un laboratorio di ricerca botanica e sensoriale.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word: Bruno Alexandre - Sommelier de gin
Pic: YVY Destilaria

Nuovi Presidi nonché espressioni di una biodiversità che in Calabria continua a vivere grazie al lavoro di agricoltori, ...
09/10/2026

Nuovi Presidi nonché espressioni di una biodiversità che in Calabria continua a vivere grazie al lavoro di agricoltori, produttori e comunità locali.

A Terra Madre Salone del Gusto 2026, nel cuore di Torino, Slow Food Calabria ha presentato quattro nuovi Presìdi territoriali: la Pesca Tardiva di Magisano, l’Aglio Rosa di Nicastro, i Fagioli Pappaluni e l’Oliva Geracese. A questi si aggiunge il contributo delle comunità calabresi alla nascita del Presidio nazionale della castanicoltura tradizionale.

Dai frutteti alle coltivazioni montane, dagli oliveti ai castagneti, ogni riconoscimento racconta una produzione, ma anche un patrimonio di conoscenze agricole, pratiche tramandate e varietà che rischierebbero di perdere spazio senza un impegno concreto per la loro tutela.

Nel nuovo articolo di Retrogusti, Domenico Mondella racconta questa esperienza e il valore di una rete che continua a investire nella salvaguardia delle produzioni locali.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word:
Pic: Domenico Mondella, , marco del comune

Cinque nuovi Presìdi, cinque espressioni di una biodiversità che in Calabria continua a vivere grazie al lavoro di agric...
09/10/2026

Cinque nuovi Presìdi, cinque espressioni di una biodiversità che in Calabria continua a vivere grazie al lavoro di agricoltori, produttori e comunità locali. 🌱
A Terra Madre Salone del Gusto 2026, nel cuore di Torino, Slow Food Calabria ha presentato quattro nuovi Presìdi territoriali: la Pesca Tardiva di Magisano, l’Aglio Rosa di Nicastro, i Fagioli Pappaluni e l’Oliva Geracese. A questi si aggiunge il contributo delle comunità calabresi alla nascita del Presidio nazionale della castanicoltura tradizionale.
Dai frutteti alle coltivazioni montane, dagli oliveti ai castagneti, ogni riconoscimento racconta una produzione, ma anche un patrimonio di conoscenze agricole, pratiche tramandate e varietà che rischierebbero di perdere spazio senza un impegno concreto per la loro tutela.
La partecipazione calabrese a Terra Madre ha coinvolto oltre 80 produttori, con un programma di degustazioni, laboratori del gusto e incontri che ha portato la biodiversità direttamente tra le persone.
Nel nuovo articolo di Retrogusti, Domenico Mondella racconta questa esperienza e il valore di una rete che continua a investire nella salvaguardia delle produzioni locali.
L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word: Domenico Mondella
Pic: Domenico Mondella & Antonella Mangini

Una storia di conserve può cominciare molto prima del barattolo. Può partire da una migrazione, attraversare l’Italia e,...
06/10/2026

Una storia di conserve può cominciare molto prima del barattolo. Può partire da una migrazione, attraversare l’Italia e, sessant’anni dopo, tornare in un campo per recuperare una varietà che rischiava di scomparire.
È il percorso della famiglia Spina, iniziato quando Tonino lascia la Puglia per il Nord e scopre in Piemonte l’arte della conservazione. Quelle conoscenze tornano con lui a Oria, dove incontrano carciofi, melanzane, funghi e le altre materie prime del territorio. Da quel primo laboratorio nasce un’attività che oggi conta oltre 500 referenze, ma continua a mettere al centro lavorazioni, stagionalità e ricette familiari.

Il capitolo più recente è quello del Pomodorino di Manduria, recuperato attraverso un progetto che coinvolge agricoltori e custodi del seme e che ha portato al riconoscimento come Presidio Slow Food. Una materia prima difficile da coltivare, oggi messa alla prova anche dai cambiamenti climatici, ma attorno alla quale è stata costruita una nuova possibilità produttiva ed economica.

E qui conservare assume un significato più ampio: non soltanto prolungare la vita di un raccolto, ma contribuire a mantenere viva una varietà, il suo territorio e la comunità che continua a coltivarla.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word: Franco Peluso
Pic: Spina Sapori di Puglia 🍅 Damiano Spina Agricoltura 🌶️🫑🍆🫒🥦🥬

Tutto comincia da un viaggio attraverso l’Africa occidentale. Al ritorno, per Kouamé Bassa Jeannot, giovane tecnico agri...
03/10/2026

Tutto comincia da un viaggio attraverso l’Africa occidentale. Al ritorno, per Kouamé Bassa Jeannot, giovane tecnico agricolo ivoriano, coltivare non può più significare soltanto produrre.

A Divo entra negli orti, incontra più di sessanta produttori e mette in discussione pratiche consolidate. Poi sceglie di dimostrare sul campo che un’alternativa è possibile: avvia una propria azienda agroecologica, rinuncia ai pesticidi chimici, sperimenta soluzioni naturali e impara anche dai raccolti perduti.

La svolta arriva lentamente. Le produzioni diventano più regolari e l’esperienza di Jeannot incontra Slow Food Côte d’Ivoire, trasformandosi in un percorso capace di coinvolgere altri giovani.

È una storia di agroecologia, agricoltura biologica e sovranità alimentare, ma soprattutto del rapporto tra ciò che viene coltivato, la salute di chi lo mangerà e il futuro della terra che lo produce.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word&pic: Jean Martial Djédjé

Una pentola sul fuoco, tè nero, latte e un intreccio di spezie. Per raccontare il chai indiano si può partire dalla rice...
29/09/2026

Una pentola sul fuoco, tè nero, latte e un intreccio di spezie. Per raccontare il chai indiano si può partire dalla ricetta, ma non basta.

In India il masala chai attraversa strade, mercati e stazioni ferroviarie, scandendo la quotidianità di un Paese segnato da enormi differenze linguistiche, culturali e sociali. Il chai wallah ne è una delle figure più riconoscibili e ogni venditore custodisce una propria combinazione di zenzero, cardamomo, cannella, chiodi di garofano e altre spezie.

Dietro quel bicchiere c’è anche una storia che attraversa secoli, dalla tradizione ayurvedica alla diffusione del tè nero, fino al metodo CTC che nel Novecento ne ha favorito un consumo sempre più popolare.

Nel nuovo articolo di Retrogusti, Antonio Benci parte da una delle bevande più diffuse del Paese per leggere il chai come rito quotidiano, abitudine sociale e tratto dell’identità indiana.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word&pic: Antonio Benci

La Puglia di Felice Sgarra non è qualcosa da conservare, immobile. È materia da conoscere abbastanza bene da poterla por...
23/09/2026

La Puglia di Felice Sgarra non è qualcosa da conservare, immobile. È materia da conoscere abbastanza bene da poterla portare altrove.

A Casa Sgarra, a Trani, ingredienti, ricordi familiari e cultura gastronomica pugliese entrano in una cucina che cerca il presente senza recidere ciò che viene prima. È qui che tecnica e ricerca acquistano senso: non per stupire, ma per dare nuove forme a sapori riconoscibili.

Nella rubrica di Dietro al Piatto, Felice Sgarra racconta il suo percorso, il lavoro condiviso con i fratelli Riccardo e Roberto e il modo in cui immagina il futuro della propria cucina. Fino allo “Spaghettone all’assassina”, scelto per raccontare un gusto pugliese netto, popolare e senza mediazioni.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word: Daniele Marrani
Pic: Casa Sgarra Ristorante

Castelli, vigne, cantine scavate nel tufo. E un fiume che sembra tornare in ogni calice.Il viaggio nella Loira continua ...
22/09/2026

Castelli, vigne, cantine scavate nel tufo. E un fiume che sembra tornare in ogni calice.

Il viaggio nella Loira continua tra Chenin Blanc, Cabernet Franc, degustazioni e incontri, fino a scoprire che da queste parti il vino non racconta soltanto la terra. Racconta l’acqua, le nebbie e soprattutto il tempo.

Perché alcuni vini non chiedono di essere semplicemente assaggiati. Chiedono di essere aspettati.

La seconda parte del viaggio di Marco Morelli è su Retrogusti.

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Word&pic: Marco Morelli

A San Paolo il formaggio si misura con il mondo. Circa 2.700 produzioni, oltre 400 giudici, tecniche e tradizioni casear...
15/09/2026

A San Paolo il formaggio si misura con il mondo. Circa 2.700 produzioni, oltre 400 giudici, tecniche e tradizioni casearie provenienti da Paesi e territori lontanissimi.

Il Concorso Mondiale dei Formaggi diventa così un osservatorio privilegiato su ciò che esiste dietro ogni forma: fermentazioni e stagionature, certo, ma anche famiglie, cultura, lavoro e storie di produttori capaci di attraversare enormi distanze pur di portare il proprio formaggio davanti a una giuria.

Su Retrogusti, Bruno Alexandre racconta il Mondiale dall’altra parte del tavolo: quella di un giudice.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word&pic: Bruno Alexandre

Tra Vesuvio e Campi Flegrei, il vino nasce su una terra che non è mai soltanto uno sfondo. Cenere, sabbia vulcanica, pie...
12/09/2026

Tra Vesuvio e Campi Flegrei, il vino nasce su una terra che non è mai soltanto uno sfondo. Cenere, sabbia vulcanica, pietra e antiche stratificazioni entrano nella storia delle vigne e nell’identità dei vini.

Da Sant’Anastasia a Trecase fino a Bacoli, il viaggio attraversa Cantine Olivella, Casa Setaro e La Sibilla, incontrando catalanesca, caprettone, piedirosso e falanghina: vitigni antichi che raccontano modi diversi di interpretare la stessa memoria vulcanica.

Un itinerario nella viticoltura napoletana dove geologia, storia e vino continuano a parlare la stessa lingua.

L’articolo completo è disponibile sul nostro sito. Link in bio.

Word&pic: Angelo Loreto

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Morciano Di Leuca
73040

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